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title: "Lady Oscar e l&#8217;infatuazione dei giapponesi per la storia europea"
description: Una saga appartenente alle produzioni giapponesi ambientate nella stria europea è quella conosciuta in Italia come “Lady Oscar”
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date: 2024-12-11
author: Camillo Bosco
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categories: [Recensioni]
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# Lady Oscar e l&#8217;infatuazione dei giapponesi per la storia europea

![Lady Oscar](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/Evidenza-sito-1857-1024x639.jpg)

Una saga appartenente alle produzioni giapponesi ambientate nella stria europea è quella conosciuta in Italia come “Lady Oscar”

**Chi pensi che l’infatuazione europea per la cultura giapponese sia a senso unico, non potrebbe essere più in errore**. Come ci basta vedere il codino di un *samurai* per proiettarci nell’esotico e misterioso Oriente, così un pizzo e un merletto del nostro Ottocento possono mandare in sollucchero qualsiasi nipponico.** Prova ne sono i costanti adattamenti di classici europei nella produzione di *manga*, cioè i diffusissimi fumetti giapponesi**, nonché le storie originali ambientate *tout* *court *nella storia della nostra Europa. **Una saga appartenente a quest’ultima casistica è quella conosciuta in Italia come “Lady Oscar**” dal nome della sua protagonista o “Berusaiyu no bara” (“Le rose di Versailles”) in lingua originale.

La sua autrice Riyoko Ikeda è infatti un esempio di come neanche le nobili e antiche famiglie di Osaka (la prima capitale del Giappone) non fossero immuni da tale fascinazione verso la cultura dell’Occidente. **Sua madre è figlia di una lunga stirpe di *samurai* e si assicura che riceva la più completa educazione possibile nell’ambito del secondo dopoguerra giapponese.** Ikeda impara discipline tipiche del Sol Levante: canto, calligrafia, l’uso del *koto* (un tipo locale di cetra), la pittura, l’*ikebana* (le tecniche delle composizioni floreali) e la famosa cerimonia del tè; **ma a queste arti molto legate al Giappone vengono affiancate anche quelle del pianoforte, della matematica e la stessa lingua inglese.**

**Quando la famiglia si trasferisce a Tokyo**, Ikeda si scopre quindi una prolifica scrittrice. Il padre non condivide però la sua scelta di iscriversi alla Facoltà di filosofia né la sua adesione – per nulla passiva – alla Lega giovanile del Partito comunista giapponese.** Vedendosi tagliato il mensile familiare la giovane opta dunque per una scelta che può sembrare bislacca, cioè il guadagnarsi da vivere facendo fumetti.** Se oggigiorno è difficile persino per la maggior parte dei professionisti dell’ambiente sbarcare il lunario grazie esclusivamente alle storie disegnate, il Giappone a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta è tuttavia un’economia dinamica. **Certo, la dieta di Ikeda prima di ricevere le prime *royalties* si basa su impasti di glutine di grano chiamati *fu* e inventati per la vita monacale, ma non le manca la perseveranza. **La sua prima storia la pubblica già a vent’anni nel 1967 e il successo che le permetterà di abbandonare per sempre la dieta di *fu* arriva appena cinque anni dopo.

**Nel 1972 “Lady Oscar” appare sulle pagine della rivista “Margaret”, ispirata da una lettura del testo biografico “Maria Antonietta - Una vita involontariamente eroica” dell’autore ebreo austriaco Stefan Zweig.** Storia francese mediata dalla cultura mitteleuropea, che nella narrazione in costume ed *en travesti* di Ikeda si dimostra universale**. Tanto che il successo delle avventure di questa donna-ufficiale francese **– battezzata dal padre come un uomo (Oscar, appunto) e assegnata alla corte di Versailles all’incombere della Rivoluzione del 1789 – travalica presto i generi, arrivando all’attenzione della casa madre Shueisha.

**Questo perché si tratta di una trama che parla di opposti. La protagonista è vicina alla nobiltà, ma capisce i disagi di un popolo sempre più oppresso. **Se il suo lavoro le prescrive una posa virile, Oscar prova comunque a esprimere la sua femminilità. Con questo *appeal* narrativo, la storia compie infine il giro inverso e in Europa diventa molto popolare il suo adattamento in *anime* (cartoni animati). Il paradosso di una giapponese che adatta al *pop* uno dei periodi fondativi della nostra democrazia liberale non porta nessuno scandalo. **Nel 2008 la Francia ha persino premiato Ikeda per il suo lavoro di divulgazione con la Légion d’honneur, testimoniando come anche un punto di vista apparentemente lontano possa dimostrarsi acuto e inedito nell’interpretazione di una cultura.**

di *Camillo Bosco*
