---
title: "&#8220;Let it Bleed&#8221;,  l’album della generazione Vietnam"
description: "“Let it Bleed” fu colonna sonora di un tempo segnato da passaggi epocali: dall'uomo sulla luna, al record di soldati in Vietnam"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-53.jpg
date: 2022-11-29
author: Pino Casamassima
url: https://laragione.eu/recensioni/let-it-bleed-lalbum-della-generazione-vietnam/
categories: [Recensioni]
tags: [dischi, musica, recensioni]
---

# &#8220;Let it Bleed&#8221;,  l’album della generazione Vietnam

![Let it Bleed](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-53.jpg)

“Let it Bleed” fu **colonna sonora di un tempo segnato da passaggi epocali e contradditori**: dall'uomo sulla luna, fino al record di soldati americani in Vietnam 

Il 29 novembre 1969 usciva – finalmente – **“****Let it Bleed”**, l’attesissimo tredicesimo album in studio dei Rolling Stones. La sua pubblicazione avvenne però **prima in quegli Usa che avevano decretato il successo mondiale della *****band***** britannica**. In Inghilterra sarebbe uscito una settimana dopo, a ridosso del drammatico **Festival di Altamont** voluto dagli Stones come* *“Kind of Woodstock West”, cioè come una sorta di risposta ai tre giorni del ferragosto newyorkese di “**Pace, amore e musica**” disertato da Jagger & C.

Ad Altamont successe di tutto (**omicidi compresi**) a opera degli Hells Angels, *club* motociclistico bollato come criminale dal Dipartimento di Stato americano. **Un evento che assegnò definitivamente un’immagine demoniaca agli Stones**, già sulfureggianti dalla pubblicazione nel 1968 di “Beggars Banquet”. E insomma, mentre i Beatles veleggiavano in dimensioni paradisiache **gli Stones facevano messa con Belzebù**. Su queste sciocchezze la stampa ci marciava, alimentando una rivalità tutta mediatica. **Fatto è che nell’album “****Beggars Banquet” era incisa “Simpathy for the Devil”**: la canzone non aveva nulla di diabolico ma quell’autocertificazione pronunciata dal diavolo in persona fu sufficiente a fare degli Stones dei novelli demoni dostoevskijani.

**Jagger rispose indirettamente proprio con “****Let it Bleed**”. In “Monkey Man” dice infatti: «Spero non ci consideriate troppo messianici o magari un po’ troppo satanici». Il tempo era però coerentemente luciferino: una settimana prima di Woodstock,** Charles Manson e la sua setta satanica avevano fatto strage a Los Angeles**: prima nella villa dell’attrice Sharon Tate (moglie di Roman Polanski di cui era incinta di 9 mesi), poi in quella dei coniugi LaBianca. Come era successo dieci anni prima con quel fatto di sangue in Kansas che aveva ispirato a Truman Capote il suo capolavoro “A sangue freddo”.

“Let it Bleed” diventava quindi una sorta **di colonna sonora di un tempo segnato da passaggi epocali e contradditori**: se solo in luglio l’uomo aveva messo piede sulla Luna, nel corso dell’anno i soldati americani in Vietnam raggiungevano la cifra *record* di oltre mezzo milione. **Una guerra infilata nella prima traccia dell’album:** “Gimme Shelter”, un brano sontuosamente terribile, grido disumano di chi vive senza riparo. Un’Apocalisse senza rifugi per una generazione ustionata d’illusioni. Al protagonista di “**You Can’t Always Get What You Want**”* *non resta che rassegnarsi. *Let it bleed*, lascia che sanguini il tuo cuore: «**Non puoi avere sempre ciò che vuoi**». Un solo spiraglio: «Se ci provi, forse, qualche volta avrai quel che ti serve. Giusto per un po’».

di Pino Casamassima
