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Una Ms. Marvel un po’ troppo “ragazzina”

  La nuova serie Marvel con protagonista la prima supereroina musulmana, in uscita ogni mercoledì sulla piattaforma streaming Disney+.

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Kamala Khan, sedicenne pakistana che vive nel New Jersey, è una ragazza appassionata degli Avengers, soprattutto di Captain Marvel (alias Carol Danvers), e passa le giornate sognando ad occhi aperti per sfuggire alla vita quotidiana. Le cose cambiano improvvisamente quando un bracciale datole dalla nonna le dona dei poteri magici in grado di farla diventare la supereroina che ha sempre desiderato essere.

Il motivo principale per cui si è parlato della serie con protagonista il personaggio interpretato dalla giovane Iman Vellani, è il fatto che si tratti del primo supereroe della Marvel di fede musulmana: uno dei punti forti della serie è proprio quello di farci conoscere una cultura distante dalla nostra, senza renderla il punto focale della trama. In fondo la sua famiglia è come quella di una qualunque adolescente, come dimostra la scena in cui chiede ai suoi genitori di poter andare all’Avenger Con con il suo amico Bruno (Matthew Lintz).

In questi primi due episodi più che altro abbiamo conosciuto la protagonista, i suoi amici e le dinamiche familiari. Dei suoi poteri, che appaiono per la prima volta solo alla fine del primo episodio, non si sa ancora molto e sicuramente verranno approfonditi nei restanti quattro episodi; tuttavia non sono mancate le critiche da parte di alcuni fan dei fumetti, visto che i suoi poteri nello show non rispecchiano quelli canonici dei comics. Probabilmente è stato deciso così dai produttori per evitare che venissero ritenuti troppo simili a quelli di Mister Fantastic, che presto vedremo nel reboot de “I Fantastici Quattro”.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, la CGI (ovvero la computer grafica) non è allo stesso livello dei prodotti Marvel precedenti. I poteri della nostra supereroina a tratti ricordano più un videogioco dei primi anni 2000 che una serie del 2022 con un budget di circa 25 milioni di dollari per episodio.

E’ una serie pensata per un pubblico più giovane; ciò non è per forza un lato negativo perché, dal punto di vista del marketing, avvicina bambini e ragazzi all’enorme MCU (Marvel Cinematic Universe) che ad oggi conta 28 film e 7 serie televisive, ma comporta un calo d’interesse da parte del grande pubblico. Le scene, i dialoghi e i personaggi sono ideati per piacere ai giovanissimi (basti pensare alla scena in cui la protagonista immagina di vincere la gara di cosplayer all’Avenger Con, degna di un telefilm di Disney Channel), allontanando quindi gli adulti dalla serie. Comunque rimane una buona serie da vedere in famiglia per passare il tempo.

Di Ailema Tulicano

 

VOTO:

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