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title: Il poco credibile Rat-Man
description: "Rat-Man non ha niente di eroico, se non la sua cocciuta e irrazionale convinzione di voler fare l’eroe: debole, stupido e schifato dalle donne"
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date: 2023-07-12
author: Camillo Bosco
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categories: [Recensioni]
tags: [fumetti, recensioni]
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# Il poco credibile Rat-Man

![Rat-Man](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-450.jpg)

Rat-Man non ha niente di eroico, se non la sua cocciuta e irrazionale convinzione di voler fare l’eroe: debole, stupido e schifato dalle donne

**Basso e con gli orecchioni è un connubio comune nel mondo del fumetto.** Uno dei primi personaggi di questo *medium* – lo Yellow Kid di Richard Outcault – corrisponde infatti ai due dettagli, così come il Topolino di Walt Disney e Ub Iwerks (oggi simbolo del più vasto impero mondiale dell’intrattenimento) e Alfred E. Neuman, *mascotte* della storica rivista umoristica “Mad”. Si tratta insomma di un vero e proprio *topos* estetico per il ruolo del buffone, confermato anche da secoli di vignette.

**Quando Leonardo “Leo” Ortolani disegna nel 1989 la prima storia del suo Rat-Man** – tarchiato e con le orecchie a parabola **– s’inserisce quindi in un alveo assai antico, sebbene la scelta di campo sia frutto soprattutto di una decisione della casa editrice Comic Art.** Rinaldo Traini, che ne è a capo, indice infatti un concorso per esordienti sulle pagine della rivista “L’Eternauta”, di grande successo in quegli anni. Il premio messo in palio è la pubblicazione nell’appendice allegata “Spot”, destinata alle opere di fumettisti sconosciuti. **Il ventiduenne Ortolani, nonostante sia ancora impegnato negli studi di geologia, trova il tempo di inviare alla redazione ben due storie di taglio opposto: una drammatica e una comica.** Traini, confermando la forza dello stereotipo comico del “tappo orecchiuto”, sceglie la seconda e così nel 1990 la prima avventura di Rat-Man appare cellofanata al numero 86 de “L’Eternauta”.

**Nonostante l’eroe di Ortolani s’avvantaggi del successo contemporaneo del film “Batman” di Tim Burton** (basato sul cavaliere oscuro della DC Comics), i**l nome riprenda il trattino di Spider-Man della Marvel e la sua *silhouette *ricordi quella di Topolino**, i contenuti che il fumetto propone al pubblico sono però maggiori della somma delle parti. **Innanzitutto il protagonista non ha niente di eroico, se non la sua cocciuta e irrazionale convinzione di voler fare l’eroe**: debole, stupido e schifato dalle donne, sopravvive ai pericoli che incontra nelle sue avventure nonostante (e non grazie) ai suoi sforzi. **L’ottusità, l’ignoranza, il razzismo e la transfobia che lo caratterizzano sono una fonte costante di *gag* rinforzate da una folta schiera di comprimari (meno tonti, ma di poco)**. L’umorismo dissacrante su cui è incardinata la formula narrativa si alterna però a frequenti momenti lirici, inaspettati per un’opera al cui centro è posto un tale *minus habens*. L’effetto è spesso straniante ma assimilabile al “ding” dei carrelli delle macchine da scrivere, che tiene alta l’attenzione del lettore segnalandogli l’inizio di un nuovo paragrafo emotivo. Persino la sua *catchphrase* **«Fletto i muscoli e sono nel vuoto!» possiede una strana ambivalenza che oscilla fra lo sconsiderato e l’impavido.**

**Un mix di commedia e melodramma che si dimostra vincente.** Dopo qualche anno di uscite intermittenti, Rat-Man viene infatti notato dalla Marvel Italia (il nome della Panini Comics nel 1997) e questa ben presto distribuisce l’improbabile eroe in tutte le edicole. Quello fra Ortolani e Panini sarà uno sposalizio ventennale e fruttifero, conclusosi nel 2017 dopo ben 122 albi che hanno permesso all’autore di sviluppare e concludere ogni trama.

di* Camillo Bosco*
