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title: Tiramolla eroe di silicone
description: Tiramolla, l’eroe al silicone dei fumetti voluto del giornalista Roberto Renzi e del disegnatore Giorgio Rebuffi
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-4-1.jpg
date: 2024-01-10
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/recensioni/tiramolla-eroe-di-silicone/
categories: [Recensioni]
tags: [fumetti, recensioni]
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# Tiramolla eroe di silicone

![Tiramolla eroe di silicone](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-4-1.jpg)

Tiramolla, l’eroe al silicone del giornalista Roberto Renzi e del disegnatore Giorgio Rebuffi

Già negli anni Trenta il silicone s’impone negli Stati Uniti quale materiale plastico d’uso versatile, ma la sua diffusione in Europa è lenta o nulla per via della precedente avanzata di una sostanza ben più rigida e dannosa: il nazifascismo. **La Seconda guerra mondiale crea quindi un ritardo nell’adozione del silicone nel Vecchio Continente**, che durante la ricostruzione si trova costretto a recuperare il tempo perduto. Nel 1952 il giornalista Roberto Renzi legge così sul “Corriere della Sera” l’articolo di un suo collega che – nell’elencare le quasi miracolose qualità di questa ‘nuova’ sostanza (cioè i siliconi diffusi oltreoceano da quasi vent’anni) – non fa altro che mostrare l’aspirazione dell’Italia di mettersi in pari col mondo alle soglie del suo *boom* economico.

Comasco di Cadorago, **Renzi** non ha però iniziato la sua carriera come *reporter*. Già dieci anni prima, diciannovenne, aveva scritto racconti per alcune riviste e la sua prima storia a fumetti. **Nel 1947 ha diretto le testate fumettistiche di “Roal, il Tarzan del mare” e “Joe Bolide”**. Ha inoltre sceneggiato molte altre storie pubblicate per le Edizioni Tomasina, per le quali ha anche dato alle stampe il fortunato tarzanide “Akim” per i disegni di Augusto Pedrazza.

La notizia della prevalenza del silicone non colpisce dunque soltanto le sinapsi del Renzi iscritto all’Ordine dei giornalisti, ma soprattutto l’immaginazione del Renzi narratore. Colto dall’ispirazione, **propone così un nuovo personaggio a Giuseppe Caregar**o, proprietario della veronese Edizioni Alpe. Questi aveva creato nel tempo alcuni fumetti di successo, fra cui Cucciolo e Beppe (ispirati a Topolino e Pippo) che rappresentavano le punte di diamante del suo catalogo. In controtendenza con la moda degli animali antropomorfi, **Renzi chiede all’editore di ospitare nel suo albo “Cucciolo” un essere composto da silicone vivente**. Lo descrive come un filo nero elastico con una faccia umana che calza guanti, scarpe e bombetta ed è capace di trasformarsi in quello che vuole. **Il disegnatore di “Cucciolo”, Giorgio Rebuffi, ne disegna una bozza: nasce così Tiramolla**.

Generato in seguito a un incidente nel laboratorio di uno scienziato, il nuovo eroe si presenta a Cucciolo, a Beppe e ai lettori esponendo innanzitutto il suo stato di famiglia: «**Mi chiamo Tiramolla e sono figlio del caucciù e della colla!! Ehp…**». La sua prima apparizione avviene infatti proprio all’interno di una storia dei due beniamini della Alpe, ma ben presto li supera in fama. Col tempo il personaggio cambia: perde l’intercalare «Ehp»; il suo volto diventa via via meno umano, limitando l’effetto grottesco di ritrovarsi un viso realistico sopra un corpo definito da un semplice tratto di china; il suo cappello si trasforma in tuba.

La richiesta di sue storie è tale che **il 15 luglio 1953 arriva nelle edicole persino un albo a lui dedicato – “Tiramolla”** – che si affianca al “Cucciolo” che l’ha lanciato. Una corsa parallela e fortunata che purtroppo non sopravvivrà alla morte dell’editore Caregaro. Nonostante la costanza degli autori il mutaforma di silicone un po’ eroe e un po’ investigatore lascerà le edicole verso la fine degli anni Ottanta, complici l’aumento della concorrenza e la mancanza di un successore editoriale adeguato. Nondimeno Tiramolla rimane ancor oggi un’icona arcitaliana figlia di un sentimento ingenuo del nostro dopoguerra che – specialmente di fronte alla cruda immediatezza di Internet – appare anch’esso reliquia di un tempo remoto.

*di Camillo Bosco*

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