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title: Fra canzoni, varietà e regia, il richiamo atavico del focolare
description: "L'eterno Festival di Sanremo tenuto a \"battesimo\" da Achille Lauro e una regia tv da mal di testa. "
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date: 2022-02-03
author: Fabio Santini
url: https://laragione.eu/sanremo-2022/fra-canzoni-varieta-e-regia-il-richiamo-atavico-del-focolare/
categories: [Sanremo 2022]
tags: [musica, sanremo, spettacoli]
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# Fra canzoni, varietà e regia, il richiamo atavico del focolare

![Fra canzoni, varietà e regia, il richiamo atavico del focolare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-23.png)

L'eterno Festival di Sanremo tenuto a "battesimo" da Achille Lauro e una regia tv da mal di testa.

**A Sanremo la conferenza stampa di ieri è stata aperta con l’annuncio della scomparsa di Monica Vitti. Tutti in piedi per un lungo applauso da parte dei colleghi, un gesto di nobiltà dovuto a un monumento del cinema italiano.** Il trionfo della prima serata del Festival – 54,7% di *share*, 6 punti in più rispetto alla passata edizione – va letto in chiave di *marketing* televisivo. Da tempo Raiuno cerca di svecchiare il proprio pubblico e di rivolgersi verso un’*audience* responsabile d’acquisto, insomma un lento ma inesorabile addio ai nonni per accalappiare i 35-65enni e dare fastidio alla concorrenza che si fregia di essere *leader* in quella fascia d’età. **Basti vedere la rivoluzione editoriale apportata dal neo direttore (non neo direttrice, per favore) Monica Maggioni al Tg1 e il ventilato addio di Bruno Vespa che approderebbe a Mediaset.** Il Festival è figlio di questa trasformazione e Amadeus, che è uomo di radio, interpreta alla perfezione il ruolo di timoniere che traghetta la Rete ammiraglia verso uno svecchiamento salvifico dal punto di vista del mercato pubblicitario.

**Continuiamo ostinati a considerare il Festival un luogo di celebrazione televisiva e non di musica.** Ci conforta la convinzione che, a parte Mahmood-Blanco e i Maneskin, artisti dalla forte identità espressiva, per il resto c’è poco da stare allegri. **L’esibizione di Achille Lauro ha sottolineato come il personaggio sia irretito dall’idea di stupire.** A prescindere. Il rito del battesimo sul palco dell’Ariston ha scatenato le ire del vescovo di Sanremo Monsignor Suetta: «La penosa esibizione del primo cantante ancora una volta ha deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica evocando il gesto del Battesimo in un contesto insulso e dissacrante». Gli ha fatto eco il fondatore del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi che se la prende con la Rai: «Qui la cosa veramente grave è che se Achille Lauro avesse proposto uno schema del genere vestito col turbante per ricordare il profeta Maometto, o portando la *kippah* ebraica, i dirigenti della Rai lo avrebbero immediatamente fermato».

La regia di Vicario fa venire il mal di testa e spesso si trova a rincorrere l’inquadratura, piuttosto che a centrarla. Non sempre l’impianto audio ha funzionato a dovere. **Certe canzoni avrebbero meritato di essere sottotitolate per essere comprese.** L’afonia di Ornella Muti non ha aiutato nemmeno il pubblico in sala a decifrare le sue parole. Il resto è il solito menu da spottone per le *fiction* di Raiuno.

**Stasera si annuncia pesante visto che dovremo sorbirci tutte le 25 canzoni in gara.** Ci sarà Roberto Saviano che ricorda il trentennale della strage di Capaci in un contesto di massima evasione. Un pizzico di curiosità ce la suscita Drusilla Foer il primo personaggio ‘fluido’ nella storia della manifestazione, dal carattere al peperoncino. Si dice che abbia detto no all’invito di indossare Armani e Versace. Il resto è l’adagio che conosciamo a memoria.

di *Fabio Santini*
