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title: Vorremmo vedere la musica non solo e sentirla
description: Il fascino del Festival di Sanremo è legato a quella nostalgia che ci teneva incollati alla tv anche in passato, ma sarebbe bello potersi concentrare sulla musica invece che sulle solite marchettate.
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date: 2022-02-04
author: Daniel Bulla
url: https://laragione.eu/sanremo-2022/musica-sanremo/
categories: [Sanremo 2022]
tags: [Italia, spettacoli]
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# Vorremmo vedere la musica non solo e sentirla

![Vorremmo vedere la musica non solo e sentirla](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Sanremo-orchestra.jpeg)

Il fascino del Festival di Sanremo è legato a quella nostalgia che ci teneva incollati alla tv anche in passato, ma sarebbe bello potersi concentrare sulla musica invece che sulle solite *marchettate*.

Siamo irrecuperabili. **Anche quest’anno non abbiamo potuto fare a meno di vedere il Festival.** Non senza pentimenti, turbamenti, ripensamenti e tanti altri -enti.

Una reazione ormai fisiologica: ogni anno ci mettiamo comodi davanti al televisore e **ogni anno ci arrabbiamo per la troppa pubblicità, i tempi esagerati, le battute scontate, alcune canzoni davvero inascoltabili**.

Ma perché allora farsi del male in continuazione? **Perché tutto questo masochismo musicale?** La risposta è forse quella più scontata: la musica, quella suonata dai musicisti del Festival.

Già, i musicisti. Avete presente quei personaggi dietro o davanti o a lato dei cantanti, con tutti quegli strumenti strani? Professionisti che hanno dedicato la loro vita alla musica, quella vera, quella fatta di **arrangiamenti a volte impensabili, arrotolati attorno a canzonette che altrimenti sarebbero opache, senza spessore, scontate**.

Tutti artisti con una preparazione tecnica impressionante: **quando li guardi suonare capisci che sono perfettamente a loro agio con qualsiasi pezzo del Festival**. **Riccardo Maffoni, cantante bresciano di Orzinuovi** (stesso paese natale di Cesare Prandelli) che vinse il Festival 2006 nella categoria Giovani, ci ha raccontato la sensazione che si prova cantando sul palco dell’Ariston: «La prima volta rimani scioccato: senti a un certo punto un’esplosione di suoni che letteralmente ti sostiene, è una cosa pazzesca».

Non condividiamo le scelte della regia che, ogni anno, indugia su acconciature, bracciali e tacchi da brivido. **È il Festival della musica italiana, quindi vogliamo vedere meglio chi la musica la fa.** Vogliamo che i nostri figli vedano bene certi assolo di chitarra e che capiscano da dove nascono i ritmi sincopati dei percussionisti.

**Il Festival di Sanremo è anche il nostro passato.** E la nostalgia, quella sana, è quella che ti mantiene con i piedi per terra, che ti ricorda chi sei proprio perché sei stato qualcuno e sei stato con qualcuno.

Il Festival lo si guardava la sera con mamma e papà, che ti lasciavano andare a letto un po’ più tardi. La finale era di sabato: **ce ne stavamo al caldo, davanti alla tv, ascoltando gli stessi commenti che ora da genitori facciamo noi,** del tipo «Ma guarda come si concia quello lì, dove vuoi che vada uno che si chiama Rossi di cognome».

Correva l’anno 1982, e quel qualcuno decise di andare al massimo. Viva la nostalgia.

*di Daniel Bulla*
