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title: Caduta verdeoro. Estasi (con macchia) albiceleste
description: "Mondiali in Qatar 2022 da capogiro: il Brasile, eliminato dalla Croazia, e la vittoria non facile dell'Argentina sull'Olanda"
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date: 2022-12-10
author: Fulvio Giuliani
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tags: [calcio, Evidenza, qatar2022]
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# Caduta verdeoro. Estasi (con macchia) albiceleste

![Brasile e Argentina Qatar](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-9.jpg)

Mondiali in Qatar 2022 da capogiro: il Brasile, eliminato dalla Croazia, e la vittoria non facile dell'Argentina ai rigori su una splendida Olanda. Signori, i Mondiali!

Signori, i Mondiali! Il torneo che ti consegna all’immortalità sportiva, ma anche alla dannazione di una memoria che non scolora. Anche e soprattutto nella sconfitta. È il caso (che si ripete calcisticamente in modo devastante) del **Brasile, saltato ancora una volta su di un ostacolo ampiamente alla sua portata**. Uno dei problemi è che per i brasiliani non esistono ostacoli fuori dalla propria portata e a ogni prima, seria difficoltà vedono l’uomo nero.

In una partita brutta, spigolosa, in cui del calcio “bailado“ ammirato anche nel torneo qatarino non si è vista traccia, la pratica sembrava risolta una volta tanto dal fenomeno di una generazione, Neymar. Invece… invece niente. Troppo tosti, coriacei, esperti e smaliziati i croati per aver paura di prendere goal al minuto 105 e capaci di rispondere al 118º, mandando in confusione la macchina verdeoro. **Perché - tanto per non cambiare - il Brasile non è riuscito a trasformare fino in fondo la somma di talenti in una squadra**.

È incredibile come si commettano sempre gli stessi errori, pur con manici diversi: finché si va, si va e si balla che è un piacere (unico, apparente problema dell’allenatore Tite fino a quarantott’ore fa era gestire le domande sui balletti dei suoi a ogni goal). Appena si smette di andare, però, non si va proprio più per nulla. **Si diventa l’esatto opposto di ciò che il Brasile resta nell’immaginario di ciascuno di noi: un calcio speciale**. Perché quando si normalizza, il Brasile finisce ancora una volta fuori dai Mondiali. Come nel 2018, come nella “tragedia“ casalinga del 2014, che continua a pesare nelle menti e nei cuori di questi ragazzi che si ritrovano a piangere lacrime vere e amarissime.

**Non balla l’Argentina: soffre, sputa sangue, spesso giochicchia, quasi sempre si aggrappa al suo totem con il N.10**. Eppure, paradossalmente va di più, perché non ha alcuna pretesa di insegnare calcio al mondo. Vuole “ganar”, vincere in qualunque modo, anche per provare l’ultimo ballo con la gloria del vate-Messi. **Ieri ha meritato, ma avrebbe potuto perdere una partita già vinta**. Perché questi sono i Mondiali e l’Olanda ne è interprete sopraffina e non muore mai. Emozioni su emozioni, fino alla sfida da Ok Corral dei rigori.

**Lì, il Brasile ha trovato tutti i suoi fantasmi ad attenderlo, l’Argentina ancora una volta un portiere superbo**, una freddezza “europea“ dagli 11 metri e un’esultanza antisportiva in faccia agli Orange che è un disonore e che non si può tacere nel momento del trionfo.

L’avventura continua, per l’Albiceleste, mentre i verdeoro vanno all’ennesimo, inutile processo.

*di Fulvio Giuliani*
