Fughe e confessioni imbarazzanti
A sinistra si proverà a non perdere male, parola di Calenda, alla faccia delle idee. A destra il grande tema resta chi farà il leader della coalizione: Salvini e Berlusconi che non vogliono lasciare facilmente lo scettro a Meloni. Tutte le forze, in questo, sì, unite, proveranno a far dimenticare la disastrosa irresponsabilità con cui hanno trascinato il Paese nella crisi di governo.
Fughe e confessioni imbarazzanti
A sinistra si proverà a non perdere male, parola di Calenda, alla faccia delle idee. A destra il grande tema resta chi farà il leader della coalizione: Salvini e Berlusconi che non vogliono lasciare facilmente lo scettro a Meloni. Tutte le forze, in questo, sì, unite, proveranno a far dimenticare la disastrosa irresponsabilità con cui hanno trascinato il Paese nella crisi di governo.
Fughe e confessioni imbarazzanti
A sinistra si proverà a non perdere male, parola di Calenda, alla faccia delle idee. A destra il grande tema resta chi farà il leader della coalizione: Salvini e Berlusconi che non vogliono lasciare facilmente lo scettro a Meloni. Tutte le forze, in questo, sì, unite, proveranno a far dimenticare la disastrosa irresponsabilità con cui hanno trascinato il Paese nella crisi di governo.
AUTORE: Fulvio Giuliani
Due ovvietà, non per questo meno sconcertanti, hanno trovato conferma nelle ultime ore. Cominciamo da ciò che emerge dai sondaggi, diretta conseguenza degli sconsiderati giorni di follia politica che hanno portato alla caduta del governo Draghi. Secondo tutti gli esperti di rilevazioni – peraltro molto simili fra loro a sottolineare un panorama piuttosto definito – i partiti hanno un solo obiettivo: arrivare a inizio settembre, dare lo strappo decisivo alla campagna elettorale (sin qui, nulla di particolarmente sorprendente, visto che ad agosto l’interesse sarà fatalmente poca cosa), ma soprattutto far dimenticare quanto più possibile l’irresponsabilità conclamata mostrata nei giorni della crisi.
Come a dire, proviamo a farvi dimenticare l’irresponsabilità con l’ennesima fuga dalle nostre responsabilità. Mica male.
Le formazioni politiche stanno apparecchiando la fuga sotto i nostri occhi, quasi ad ammettere di non avere risposte per quello che è successo, oltre il puro desiderio di tornare a occupare la centralità della scena, “usurpata“ del marziano Draghi. Non a caso, sostanzialmente dimenticato in 48 ore.
La seconda verità, è più che altro una confessione di Carlo Calenda: il leader di Azione ha candidamente ammesso che suo obiettivo è non far vincere troppo il centrodestra. Insomma, provare a non perdere troppo male. Per questo, si acconcerà ad allearsi con tutti o quasi, come – vedrete – alla fine della fiera il Pd raccatterà qualsiasi tipo di alleanza o accordo possibile, con l’esclusione del solo Movimento Cinque Stelle consegnatosi all’irrilevanza. Sempre secondo i sondaggi, che non hanno neppure ancora ‘digerito’ fino in fondo il disastro combinato da Conte.
Il centrosinistra, insomma, si appresta a una campagna elettorale con l’obiettivo di non far vincere troppo l’avversario, più che di vincere, scommettendo sulla sua implosione. Alla faccia delle idee e delle proposte in grado di cambiare il Paese.
Quando al centrodestra, sempre impegnato innanzitutto a nascondere i coltelli della congiura, il grande tema resta chi farà il leader. Sondaggi alla mano, un non-tema con Giorgia Meloni che vale da sola Lega e Forza Italia messe insieme. Da qui a Salvini e Berlusconi che mollano lo scettro del comando senza fiatare ce ne passa, paradossalmente anche per la quasi certezza di aver già vinto. Il potere è troppo vicino per cederlo senza combattere…
Di Fulvio Giuliani
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