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title: Il G7 degli altri, non così male come si dice
description: Il G7 in Canada può apparire, a un primo sguardo, un mezzo fallimento. La certificazione di una frattura fra le due sponde dell’Atlantico
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date: 2025-06-19
author: Fulvio Giuliani
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# Il G7 degli altri, non così male come si dice

![G7](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/UNA-FOTO-206-1024x639.jpg)

Il G7 in Canada può apparire, a un primo sguardo, un mezzo fallimento. La certificazione di una frattura clamorosa fra le due sponde dell’Atlantico

**Il G7 in Canada può apparire, a un primo sguardo, un mezzo fallimento**. La certificazione di una frattura clamorosa fra le due sponde dell’Atlantico e in generale nel mondo occidentale.
**Evento le cui conseguenze sono difficili da valutare fino in fondo.**

**Eppure questo mezzo fallimento potrebbe risultare molto utile proprio a quell’occidente abituato a cullarsi nella certezza che alla fine ci avrebbe pensato lo Zio Sam**. Non è più così.
Inutile girarci intorno, addolcire la pillola, far finta di non vedere e soprattutto leggere e ascoltare: non è più così nei fatti, **anche se ciascun leader degli altri Paesi del G7 fa a gara a chi è più bravo nelle capriole dialettiche per non dire fino in fondo quello che pensa di [Donald Trump](https://laragione.eu/esteri/al-via-oggi-il-g7-in-canada/).**

**Ed è anche un bene**, perché i nostri capi di governo stanno vivendo un esame di maturità che minaccia di essere severissimo nel giudicare la capacità di ciascun Paese di tenere la barra dritta e sapersi adattare a una realtà mutata in modo radicale.** Il G7 snobbato dal Presidente degli Stati Uniti d’America ha l’obbligo di decidere cosa fare di se stesso.**

**Non è tanto in gioco il destino del consesso “dei grandi”, già messo in discussione in più occasioni e affiancato dal ben più pletorico G20**. Il nodo è la consapevolezza di ciascuna nazione di dover far fronte comune con le altre, per studiare una strategia credibile e utile a gestire l’America che non c’è più. **In attesa del suo ritorno, beninteso, ma sapendo che nessuno può azzardare oggi quanto durerà l’attesa.**

Il G7 in Canada è stata una grande opportunità e un’occasione di chiarezza: **Trump è come se non ci fosse stato e per quel poco che si è fatto vedere ha avuto parole al miele solo per Vladimir Putin, arrivando allo scontro verbale con il presidente francese Emmanuel Macron**. Intanto gli altri si parlavano, probabilmente si capivano e **hanno mantenuto la schiena dritta nell’incontro con il leader ucraino Volodymyr Zelensky, ignorato dal capo della Casa Bianca**. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato tanto di Ucraina nella conferenza stampa conclusiva e avrebbe potuto evitare, per opportunismo e non infastidire Trump. Nota di merito.

**Gli altri leader non sono venuti meno ai propri doveri e questo è significativo,** alla faccia di chi si ostina a dipingere il mondo delle democrazie europee come debosciato, confuso e diviso. **È in difficoltà, perché il tutore della sicurezza e della libertà si è chiamato fuori**, ma le liberal democrazie dell’Ue hanno parlato con una voce sola e questo è un grande regalo che Donald Trump sta facendo a tutti noi.

**Come il riavvicinamento fra Londra e Bruxelles e il Canada con lo sguardo ormai fissato sui partner europei.** No, i leader lasciati a metà della cena da Trump non hanno perso tempo nell’idilliaco paesaggio canadese: si sono affacciati - di sicuro nostalgici dei tempi che furono - su un mondo diverso, in cui toccheranno responsabilità maggiori.

di *Fulvio Giuliani*
