Sinner soffre, fatica, suda, rischia e vince
Ma anche se la giornata non splende, Sinner non dimentica mai di essere il numero uno al mondo e non lo è certo per caso
Sinner soffre, fatica, suda, rischia e vince
Ma anche se la giornata non splende, Sinner non dimentica mai di essere il numero uno al mondo e non lo è certo per caso
Sinner soffre, fatica, suda, rischia e vince
Ma anche se la giornata non splende, Sinner non dimentica mai di essere il numero uno al mondo e non lo è certo per caso
La buca era assai profonda, più di quanto dicesse il punteggio. Perché per oltre un’ora Shapovalov pareva la versione del nuovo millennio di John McEnroe, rendendo finalmente merito al suo immenso talento, togliendo la luce a Sinner.
Ma anche se la giornata non splende, Jannik non dimentica mai di essere il numero uno al mondo e non lo è certo per caso. Così arriva il suo successo in quattro set sul canadese, tra sofferenze, errori e la solita capacità di guardare oltre, andare punto per punto. Non si vede ancora il miglior Sinner e servirà nel corso del torneo, se Jannik vorrà arrivare a giocarsi il titolo, magari contro uno scatenato Alcaraz. Soprattutto al servizio occorre un salto di qualità e anche entrare prima in partita, concedendo meno agli avversari.
Prima della partita di Sinner c’è stato il derby italiano tra Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli, con successo in tre set del numero 10 al mondo, complice anche un problema fisico per Cobolli. Al termine del match, Musetti ha chiesto un applauso per il collega e amico, con cui è cresciuto negli anni nel circuito. Per Musetti è la prima qualificazione agli ottavi a Flushing Meadows.
Condizione in netta crescita dopo gli stenti successivi al Roland Garros, questa versione di Musetti potrebbe creare più di un grattacapo ai due favoriti del torneo, cioè Sinner e Alcaraz.
di Nicola Sellitti
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