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title: "Lufthansa e il politicamente corretto: addio a &#8216;Signore e signori&#8217;"
description: "Lufthansa elimina il 'signore e signori' di benvenuto per non offendere nessuno. La seguono a ruota altre compagnie aeree. Si ripete così, in forma grottesca, il politicamente corretto delle origini."
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date: 2022-07-30
author: Luca Ricolfi
url: https://laragione.eu/uncategorized/lufthansa-politicamente-corretto-non-piu-signore-e-signori/
categories: [Società]
tags: [Evidenza, società]
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# Lufthansa e il politicamente corretto: addio a &#8216;Signore e signori&#8217;

![Lufthansa e il politicamente corretto: addio a &#8216;Signore e signori&#8217;](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-5-2.png)

Lufthansa elimina il 'signore e signori' di benvenuto per non offendere nessuno. La seguono a ruota altre compagnie aeree. Si ripete così, in forma grottesca, il politicamente corretto delle origini.

Supponete di prendere un aereo e di sedervi tranquillamente al vostro posto. Allacciate la cintura di sicurezza, guardate dal finestrino, aprite il giornale.

A un certo punto siete raggiunti dalla voce del comandante, che vi saluta con il consueto «Gentili signore e signori, benvenuti a bordo» seguito dall’inglese «*Ladies and gentlemen, welcome on board*». Tutto normale, direi. L’intenzione della compagnia è di dare il benvenuto a tutti, con semplicità e cortesia. È sempre andata così, da quando esistono gli aerei. E nessuno ha mai avuto nulla da ridire, perché – ovviamente – non c’è nulla da ridire.

Ora non più. Dipende da che compagnia scegliete**. Se scegliete Lufthansa, ad esempio, non ascolterete più** il classico «*Sehr geehrte Damen und Herren, herzlich willkommen an Bord*», un saluto particolarmente gentile che – letteralmente – significa «**Stimatissime signore e signori, un sentito benvenuto a bordo**». Ora sarete accolti da **un più secco «Guten Tag», ossia «Buongiorno».**

**Che cos’è successo?**

È successo che **il nuovo politicamente corretto** è arrivato al punto di convincere Lufthansa a eliminare questo tipo di saluto per non offendere chi, eventualmente, non sia certo di essere *Dame* o *Herr*. E il bello è che Lufthansa – come tutte le compagnie terrorizzate di finire in qualche polemica e di essere accusate di sessismo, razzismo, discriminazione – è stata al gioco ipocrita.

D’ora in poi il pilota non saluterà con l’escludente «Cari signori e signore» ma con l’inclusivo «Buongiorno». Anja Stenger, portavoce della compagnia, fa sapere: «Per noi è importante tenere in considerazione tutti al momento del saluto. **La diversità non è una frase vuota, da ora vogliamo esprimere la nostra attenzione al linguaggio»**. L’importante non è migliorare il servizio, magari fornendo sedili più comodi, cibo di qualità, spazi per le valigie, code meno lunghe all’imbarco. L’importante è segnalare la virtù della compagnia aerea, proteggendola così da ogni accusa degli attivisti.

Pensate che il caso sia isolato e rifletta la proverbiale rigidità teutonica? Niente di tutto ciò.

La decisione di Lufthansa, presa nel luglio del 2021, è stata **imitata anche da Easy Jet, Air Canada e British Airways.** Il portavoce di quest’ultima ha commentato così: «Celebriamo la diversità e l’inclusione e ci impegniamo a garantire che tutti i nostri clienti si sentano i benvenuti quando viaggiano con noi». Soluzione: il neutro plurale *passengers* sostituirà il discriminatorio *ladies and gentlemen.*

Si ripete così, in forma grottesca, quel che già era accaduto con il politicamente corretto delle origini, **quando parole un tempo innocenti (cieco, bidello…) cominciarono a essere considerate offensive.**

Il fatto che un manipolo di compagnie segnali la propria virtù abolendo il «Signore e signori» rischia di imporre uno stigma del tutto ingiustificato a chiunque, istituzione o individuo, non faccia la medesima cosa.

Una trasmissione tv che esordisca con «Care spettatrici e cari spettatori», un ufficio che invii una comunicazione iniziando con «Gentili signore e signori» e un preside che si rivolga ai suoi insegnanti con «Care colleghe e cari colleghi» potrebbero essere accusati di insensibilità, offensività, non inclusività, discriminazione.

Ho scritto “potrebbero”, perché** resta la (flebile) speranza che una risata liberatoria metta fine a tutto ciò.



Di *Luca Ricolfi*
