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title: Si fa presto a dire digitalizzazione
description: "Con il Pnrr l'Italia sembra finalmente investire nella direzione giusta: la digitalizzazione, sulla quale il nostro paese ha accumulato un forte ritardo."
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date: 2021-09-24
author: Francesco Orlando
url: https://laragione.eu/uncategorized/si-fa-presto-a-dire-digitalizzazione/
categories: [Economia]
tags: [Draghi, economia, Next Generation EU]
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# Si fa presto a dire digitalizzazione

![Digitalizzazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Evidenza-sito-8-3.png)

Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza l'Italia sembra finalmente investire nella direzione giusta: la digitalizzazione, sulla quale il nostro paese ha accumulato un forte ritardo.

L’Italia è la prima beneficiaria dei due strumenti del **Next Generation Eu** (Ngeu): il Dispositivo per la ripresa e resilienza (Rrf) e il Pacchetto di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa (React-Eu). Il Rrf vale 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021-2026, di cui 68,9 miliardi sono a fondo perduto.

Per accedervi l’Italia ha presentato un piano di investimenti e riforme: **il Piano nazionale di ripresa e resilienza** (Pnrr), articolato in 6 missioni e 16 componenti. Le 6 missioni del Piano sono:

digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Il tutto raggruppato attorno a tre assi strategici: **digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale**.

Fermiamoci sul primo di questi, vero motore della competitività, **sul quale il nostro Paese ha accumulato un forte ritardo**. Investire in tecnologie, infrastrutture e processi digitali è cruciale. Così facendo potremo aumentare la produttività, nostro problema endemico, nonché il tasso di innovazione, di occupazione, di accesso all’istruzione e alla cultura.

Nell’indice Desi (Digital economy and society index 2020), siamo al 24° posto fra i 27 Stati membri dell’Ue. Per risalire la china **gli investimenti si concentreranno sul raggiungere una connettività ad alta velocità in tutto il Paese**, utilizzando le tecnologie avanzate attualmente disponibili (Fibra, FWA, 5G). Nella Pubblica amministrazione la strategia è cloud first e le parole chiave e-government, PagoPA, identità digitale (Spid e Cie), app IO, Fascicolo sanitario elettronico (Fse), telemedicina, cybersecurity.

Il tutto affiancato da una **robusta promozione e adeguamento delle competenze digitali**, di rafforzamento degli istituti tecnici e delle lauree Stem. In pratica, **investiremo 9,75 miliardi nella digitalizzazione** **della Pa**, 23,89 miliardi nella digitalizzazione, innovazione e competitività dei sistemi produttivi, e 6,68 miliardi in turismo e cultura. Stiamo parlando di 40,32 miliardi ma se aggiungiamo la quota del React-Eu dedicata a questo capitolo e il fondo complementare arriviamo a 49,86 miliardi. Cinquanta miliardi! **Un’occasione d’oro**. Pensando che questi fondi e programmi li stanno gestendo Draghi, Franco e Colao ho fiducia, perché **non bastano le risorse: ci vogliono le competenze e la capacità di programmare** e gestire la complessità culturale, tecnica, finanziaria e organizzativa che sta dietro un **transformation boost** di questa portata.

**In cinque anni il volto dell’Italia potrebbe cambiare radicalmente** e offrire allo specchio un’immagine finalmente moderna, ma con alle spalle la ricchezza della cultura, della storia e della bellezza che contraddistinguono il nostro Paese.

*di* Francesco Orlando
