Svezia, clamorosa retromarcia sulla scuola digitale
Dovremmo essere tutti molto colpiti dalla notizia che in Svezia si sia deciso di innestare una clamorosa retromarcia sulla scuola digitale
Svezia, clamorosa retromarcia sulla scuola digitale
Dovremmo essere tutti molto colpiti dalla notizia che in Svezia si sia deciso di innestare una clamorosa retromarcia sulla scuola digitale
Svezia, clamorosa retromarcia sulla scuola digitale
Dovremmo essere tutti molto colpiti dalla notizia che in Svezia si sia deciso di innestare una clamorosa retromarcia sulla scuola digitale
E se tornassimo tutti a scrivere un po’ a mano? Qualcuno potrà pensare che come riflessione del mattino sia ben poca cosa. In realtà, dovremmo essere tutti molto colpiti dalla notizia che in Svezia, il Paese ad avere anticipato l’Europa nel far transitare le proprie scuole a una formula all digital, si sia deciso di innestare una clamorosa retromarcia.
Dalla scuola senza più libri, penne e quaderni, interamente soppiantati da tablet, smartphone e più in generale device, il governo di Stoccolma torna alla dimensione analogica. Almeno in parte. Si è concluso, infatti, che aver sottratto la dimensione fisica e tattile allo studio non ha per nulla favorito l’apprendimento di bambini e ragazzi. Anzi.
Niente di nostalgico, nessuna voglia di rivivere gli anni ‘80 come fossimo In un gigantesco Stranger Things senza Vecna e Demogorgone. In Svezia hanno semplicemente dato un’occhiata agli esiti della transizione al digitale nella sua versione più ‘spinta’ e hanno deciso che non andava bene per niente.
Senza un libro fisico da sfogliare e leggere, un quaderno su cui scrivere e anche scarabocchiare, senza bigliettini da spedire ai primi amori o trasformare in aeroplanini di carta da far sfrecciare nelle aule, i bambini e i ragazzi non imparano. Almeno non imparano di più e meglio.
Sarebbero stati riscontrati effetti talvolta sconcertanti sulla loro capacità di esercitare la memoria e l’attenzione.
Come intuitivo, queste righe – come quelle di ieri e quelle di domani – sono state scritte in formato digitale da un adulto che da anni scrive quasi esclusivamente attraverso i device. Nessun’ansia restauratrice, nessun effetto nostalgia, nessuna voglia di cancellare il presente e tantomeno il futuro.
Il caso svedese, però, impone una riflessione sugli effetti dell’abuso del digitale nei primi, cruciali anni di formazione dell’essere umano. Far finta di non vedere è un rischio che non dovremmo neppure pensare di accettare.
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