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La guerra sul corpo delle donne, dalla Germania all’Ucraina

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La lettura del libro di Vincenzo De Lucia, “Storie di donne. Stupri di guerra caduti nell’oblio” (Mimesis), è disturbante. Il fenomeno dello stupro di guerra è noto e appartiene alla guerra come le armi, la morte, la conquista

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La guerra sul corpo delle donne, dalla Germania all’Ucraina

La lettura del libro di Vincenzo De Lucia, “Storie di donne. Stupri di guerra caduti nell’oblio” (Mimesis), è disturbante. Il fenomeno dello stupro di guerra è noto e appartiene alla guerra come le armi, la morte, la conquista

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La guerra sul corpo delle donne, dalla Germania all’Ucraina

La lettura del libro di Vincenzo De Lucia, “Storie di donne. Stupri di guerra caduti nell’oblio” (Mimesis), è disturbante. Il fenomeno dello stupro di guerra è noto e appartiene alla guerra come le armi, la morte, la conquista

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La lettura del libro di Vincenzo De Lucia, “Storie di donne. Stupri di guerra caduti nell’oblio” (Mimesis), è disturbante. Il fenomeno dello stupro di guerra è noto e storicamente appartiene alla guerra come vi appartengono le armi, la morte, la conquista. Però vi sono stupri di massa che sono stati cancellati, censurati, rimossi perché sono stati commessi dall’Armata Rossa in Germania. E dai soldati americani, britannici e francesi durante l’occupazione della parte occidentale della Germania. La cifra degli stupri è eloquente: più di due milioni. Un numero che non è possibile dimostrare con certezza filologica per la stessa natura del crimine, ma che non è lontano dalla realtà infernale che nacque in quella terra vittima due volte della storia. Prima del nazionalsocialismo, poi dei vincitori.

Il sapore disturbante del coraggioso testo di Vincenzo De Lucia, che insegna Lingua e letteratura tedesca nei licei, nasce proprio da qui. Nel guardare in faccia la storia per ciò che è senza nasconderla, senza rimuoverla, senza edulcorarla. Ma si riesce sempre a reggere lo sguardo quando ciò che si vede riflette il tuo volto? «Negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale e subito dopo la capitolazione del Terzo Reich, in un lasso di tempo relativamente breve, in Germania si scatenò una violenza di massa nei confronti delle donne. Che non ha avuto eguali nella storia europea» scrive in modo asciutto De Lucia.

Nel documentario della regista Helke Sandler, “BeFreier und Befreite”, si racconta di circa 900mila donne violentate a Berlino. E, in generale, di due milioni di donne violentate in Germania, solamente dai soldati dell’Armata Rossa. Ciò che rende unico il fenomeno è il tempo: meno di sei mesi tra il 1944 e il 1945. Goebbels, lo spietato Goebbels, lo aveva previsto: «La vendetta dei sovietici sarà terribile e si accaniranno sulle donne tedesche». Infatti, la gran parte degli stupri avvenne nel Nord-Est dell’ex territorio del Reich con l’avanzata dei russi. Ma ci furono anche a Sud-Ovest con il sopraggiungere dei francesi e nel territorio alpino e prealpino a Sud con gli statunitensi. Mentre il fenomeno fu decisamente minore con i britannici nella parte occidentale della Germania.

Nel dopoguerra si cercò in tutti i modi di calare un velo pietoso sugli stupri compiuti dai liberatori. Quando il fenomeno emergeva si rivoltò la frittata incolpando le donne. Insomma, questa storia da qualunque parte la si prenda è scomoda. Ma se ci spostiamo da Ovest verso Est, dalla Germania di ieri all’Ucraina di oggi, cosa accade? La stessa cosa. I soldati russi hanno praticato lo stupro nei confronti delle donne ucraine come modo per imporre il proprio dominio, garantire la conquista territoriale e sottomettere la popolazione psicologicamente e fisicamente. A Bucha, la città a Nord di Kiev dove vi sono stati massacri e fosse comuni, gli stupri sono stati documentati. Le autopsie hanno rivelato che le donne prima di essere ‘giustiziate’ dai soldati russi sono state stuprate. Quale il significato di una cosa simile? L’umiliazione del nemico attraverso il corpo delle donne.

Di Giancristiano Desiderio

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