Consulenti: ‘Sempre più carenza di profili sul mercato, è emergenza nazionale’
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Bologna, 22 giu. (Labitalia) – Una nuova emergenza nazionale. E’ la carenza di lavoratori sul mercato, con la difficoltà crescente che le imprese incontrano nel trovare i profili di cui hanno bisogno. E’ quanto emerge dalla ricerca ‘Il lavoro che c’è, i lavoratori che non ci sono’ realizzata dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro e anticipata oggi a Bologna in occasione della conferenza stampa di presentazione del Festival del lavoro 2022, in programma nel capoluogo emiliano da domani e fino al 25 giugno. Secondo la ricerca, complessivamente, a giugno 2022, su quasi 560mila entrate al lavoro previste, 219mila (39,2%) risultavano di difficile reperimento. Nello stesso mese del 2019, tale valore si attestava al 25,6%. A crescere, è stata la carenza di candidati (23,7% contro il 12,2% del 2019) mentre la quota di aziende che associa la difficoltà di reperimento alla preparazione inadeguata degli stessi è rimasta pressoché simile (11% circa).
E i risultati di una recente indagine svolta su un campione di oltre 2000 consulenti del Lavoro nel mese di maggio, evidenzia, tra i fattori che rischiano di penalizzare la ripresa occupazionale, dopo il costo del lavoro, indicato al primo posto dal 64,5% la difficoltà di reperimento dei profili necessari alle aziende (42,7%). Criticità particolarmente avvertita nelle aree in piena ripresa: al Nord Est, il 64,5% degli intervistati indica l’item al primo posto. Più della metà dei consulenti del lavoro (51,2%), dichiara che le difficoltà di reperimento di nuove risorse sarà la principale tendenza fino alla fine dell’anno, seguita, a distanza, dalla crescita della povertà lavorativa, dalla ripresa di fenomeni di irregolarità del lavoro, ma anche dalla difficoltà crescente delle aziende a trattenere i giovani.
L’ultimo bollettino Unioncamere Excelsior di previsione dei fabbisogni occupazionali a giugno, confermando i trend degli ultimi mesi, evidenzia criticità importanti con riferimento ad alcuni profili. In particolare, rispetto alle previsioni di assunzione per il periodo giugno-agosto 2022, a mancare saranno soprattutto cuochi, camerieri e professioni in ambito turistico (si stima che saranno più di 50mila le opportunità di lavoro non coperte) e, a seguire, operai edili specializzati (16mila), conduttori di mezzi di trasporto (15mila), personale non qualificato nei servizi di pulizia (quasi 15mila), tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (13mila circa) operai metalmeccanici (più di 21mila, nel settore di specializzazione e in altri), tecnici delle vendite, commessi e altro personale di segreteria.
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