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Farmaci, Ramundo (Ibg): “Equivalenti e biosimilari fondamentali per governance spesa”

26 Giugno 2026

Roma, 26 giu. (Adnkronos Salute) – “L’industria del farmaco equivalente e biosimilare riveste un ruolo strategico nell’ambito del nostro sistema. Questi farmaci devono essere considerati delle leve agibili importantissime per il governo della spesa farmaceutica: offrono infatti la possibilità di acquistare farmaci di provata sicurezza ed efficacia nel momento esatto in cui gli originatori perdono la protezione brevettuale”. Lo ha detto Francesca Romana Ramundo, Country Head e amministratore delegato di Sandoz in Italia, in occasione della prima edizione – oggi al MiCo di Milano – di Cantiere Salute, il format ideato da Fondazione The Bridge e Inrete per riunire i principali attori del settore, promuovere un confronto in grado di individuare soluzioni concrete alle criticità della sanità pubblica e approfondire il legame tra medicina, territorio e innovazione.

“Questo abilita due valori principali per il sistema: la generazione di un risparmio immediato, che risiede nel posizionamento di prezzo, e l’allargamento della base di accesso – ha spiegato Ramundo – Questi farmaci offrono, per questioni di sostenibilità, la possibilità per un numero crescente di pazienti di essere trattati con terapie alle quali, al momento, non hanno accesso proprio per questioni di sostenibilità del sistema”. “Il concetto di sostenibilità deve però essere interpretato non soltanto nel breve termine, ma in chiave prospettica, ossia tenendo conto – ha precisato – di quella che sarà la naturale evoluzione delle pipeline, con particolare riferimento al segmento dei farmaci biosimilari. Essi hanno offerto un’opportunità di risparmio enorme in contesto europeo e tra il 2016 al 2024 si stima che abbiano liberato risorse per 56 miliardi di euro, 3 miliardi dei quali in Italia”.

“La governance attuale dei farmaci biosimilari – ha sattolienato Ramundo – ha consentito un grande successo al sistema Italia, dove si raggiunge una penetrazione che eccede il 72%, quando il valore medio europeo si assesta al 37%. Tuttavia, l’erosione aggressiva dei prezzi sfida la sostenibilità e la possibilità dell’industria di continuare ad investire nel futuro. Nei prossimi 10 anni infatti 100 molecole perderanno la protezione brevettuale. Soltanto il 33% di queste hanno un riscontro nello sviluppo del biosimilare corrispondente. È fondamentale quindi lavorare a tutela di una corretta governance gestionale del farmaco biosimilare ed equivalente”.

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