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Fumo, Giulia Veronesi: “Dipendenza da nicotina è costruita per attrarre soprattutto i giovani”

1 Luglio 2026

Roma, 30 giu. (Adnkronos Salute) – “Quando si parla di fumo non ci si riferisce soltanto al tumore del polmone, che resta la prima causa di morte oncologica nel mondo occidentale con circa 40mila decessi l’anno in Italia. Il tabacco è anche un importante fattore di rischio per infarto, ictus, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e numerosi altri tumori, tra cui quelli delle vie aeree e delle vie urinarie. Complessivamente provoca circa 80mila morti ogni anno nel nostro Paese ed è la principale causa evitabile di malattia e mortalità. Oggi, però, è importante spostare l’attenzione non solo sui danni provocati dal fumo, ma anche sul motivo per cui è così difficile smettere. La dipendenza da nicotina è una malattia cronica, non una semplice abitudine. È una dipendenza costruita e alimentata anche attraverso sofisticate strategie di marketing dell’industria del tabacco, che colpiscono soprattutto i giovani”. Così Giulia Veronesi, membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi Ets, durante una conferenza sulla campagna ‘5 euro contro il fumo’ che ha raggiunto oltre 52mila firme ora depositate in Senato.

“Le sigarette elettroniche vengono spesso presentate come innocue, inducendo anche ragazzi che non avrebbero mai fumato una sigaretta tradizionale a iniziare a utilizzare prodotti contenenti nicotina. Questa sostanza crea una vera dipendenza biologica – avverte Veronesi – e, soprattutto negli adolescenti, interferisce con lo sviluppo del cervello, aumentando anche la vulnerabilità verso altre forme di dipendenza. Una volta instaurata, liberarsene è estremamente difficile”. Anche la cosiddetta ‘riduzione del danno’ “non trova conferma nelle evidenze scientifiche. Per questo – spiega Veronesi – la proposta di aumentare di 5 euro il prezzo dei prodotti del tabacco non rappresenta una battaglia contro i fumatori, ma contro la dipendenza da nicotina. È una misura di salute pubblica che mira a proteggere i cittadini, in particolare i più giovani, al di là degli interessi commerciali dell’industria del tabacco”.

Le esperienze di Paesi “come Francia e Irlanda, confermate anche da analisi realizzate con il supporto del Cergas dell’Università Bocconi, dimostrano che un forte aumento dei prezzi riduce in modo significativo il numero dei fumatori, soprattutto tra i giovani. Per essere davvero efficace, però – fa notare Giulia Veronesi – la misura deve riguardare anche i prodotti alternativi contenenti nicotina, evitando che i consumatori si spostino dalle sigarette tradizionali a quelle elettroniche o diventino consumatori duali. Le evidenze scientifiche mostrano, inoltre, che sostituire completamente le sigarette tradizionali con quelle elettroniche non elimina il rischio di tumore del polmone”. Per questo “è fondamentale cambiare prospettiva: i fumatori non devono essere considerati colpevoli, ma persone affette da una dipendenza che meritano di essere aiutate. Ancora più importante è impedire che le nuove generazioni diventino i futuri clienti dell’industria del tabacco. È questa la sfida che la proposta di legge intende affrontare”, conclude.

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