Spari dopo corteo 25 aprile a Roma, fermato 21enne: è accusato di tentato omicidio
Roma, 29 apr. – (Adnkronos) – Un 21enne è stato fermato in relazione al ferimento di un uomo e una donna con colpi di pistola ad aria compressa al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma. Il giovane, Eithan Bondi, iscritto alla Comunità ebraica della Capitale, è accusato di tentato omicidio. Al ragazzo viene contestata anche la detenzione e il porto abusivo di armi.
La Digos, che aveva immediatamente acquisito le immagini delle telecamere della zona e sentito i testimoni, ha individuato dopo le indagini coordinate dalla procura di Roma il presunto autore del gesto, che a bordo di uno scooter, con giacca mimetica e casco integrale, ha sparato almeno tre colpi contro i due manifestanti, che avevano attorno al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi. L’uomo è stato ferito vicino al collo e alla guancia mentre la donna alla spalla.
Il 21enne, rintracciato grazie alla targa dello scooter nella tarda serata di ieri, è residente nella zona di viale Marconi. Subito dopo il ferimento le due vittime, assistite dal personale di Polizia e Digos, avevano sporto denuncia, fornendo una sommaria descrizione dei fatti. Partendo dagli elementi informativi, gli investigatori si sono messi immediatamente al lavoro, ricostruendo non solo la dinamica dei fatti, ma anche l’itinerario tracciato dall’autore del gesto lungo la direttrice di allontanamento da luogo in cui si è consumato l’aggressione.
Attraverso un vero e proprio puzzle composto da frame estrapolati dalle numerose telecamere di videosorveglianza in dotazione al Comune di Roma e alla Questura capitolina, infatti, gli investigatori sono riusciti a risalire al modello dello scooter e, attraverso un processo di rielaborazione grafica ad alta risoluzione, ed estrapolare i dati parziali della targa del motoveicolo. Intrecciando i dati dell’attività di indagine nell’arco delle prime quarantott’ore con gli esiti degli approfondimenti attraverso le banche dati della motorizzazione, è stato individuato il giovane proprietario dello scooter.
“Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza”. Così Davide Riccardo Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano. La Brigata Ebraica ha ribadito di non conoscere il 20enne e di non avere tra i suoi membri persone con questo nome.
“La Brigata Ebraica ha combattuto per la libertà e la dignità umana. Strumentalizzarne il nome per giustificare o coprire comportamenti violenti è un oltraggio alla sua memoria e a tutti coloro che si sono sacrificati sotto quella bandiera – ribadisce Romano -. Ringraziamo di tutto cuore le forze dell’ordine per aver agito con tale rapidità. La loro prontezza è un segnale importante e un messaggio chiaro: certi atti non devono essere tollerati”. “Ci riserviamo inoltre di adire a vie legali contro tutti quelli che usano e useranno il nome della Brigata Ebraica per accostarlo a questo atto vergognoso. La violenza non ha mai fatto parte dei nostri valori e non li rappresenterà mai” conclude.
“Il 25 aprile si è presentato alla grande e popolare manifestazione, che celebrava l’Anniversario della Liberazione dal nazifascismo, coperto da un casco integrale e armato di pistola a piombini con cui ha sparato contro una compagna e un compagno dell’Anpi (rei di indossare il fazzoletto della nostra associazione partigiana) ferendoli. Il fermo operato questa notte dalle forze dell’ordine di Etihan Bondi, elemento indicato da tutta la stampa nazionale come ‘appartenente della comunità ebraica’, evidenzia come retoriche vittimistiche e deformazioni a mezzo stampa crollino davanti ai fatti”. Così, in una nota l’Anpi Roma.
“L’episodio non è isolato – avvertono dall’associazione dei partigiani – e si colloca all’interno di una lunga serie di raid nelle scuole e intimidazioni di varia natura ad opera di sedicenti gruppi sionisti contro l’Anpi e contro professori, studenti, spazi sociali e lavoratori. La violenza usata per colpire la coppia di compagni e con loro l’Anpi e tutta intera la grande comunità antifascista di Roma conferma come la memoria storica della Resistenza e la mobilitazione popolare che tutt’oggi sa suscitare rappresenti il nemico di coloro che non solo sostengono guerre di aggressione coloniali e genocidi come quelli che da anni sono perpetrati dal governo Netanyahu (su cui pende un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra) contro il popolo palestinese, che lotta e resiste per la sua autodeterminazione e libertà, ma che non esitano ad usare direttamente la violenza contro chi, fedele agli ideali della lotta partigiana, sostiene la causa di tutti i popoli oppressi (dal Venezuela e Cuba sottoposte alla morsa economica e militare degli Usa fino al popolo kurdo) e lotta al loro fianco. Nel ringraziare le forze dell’ordine che hanno individuato il presunto aggressore, e fiduciosi in una pronta presa di distanza e di ferma condanna da parte della comunità ebraica, di Roma ribadiamo la nostra intenzione di non farci intimidire dalla violenza e convochiamo per oggi pomeriggio alle 16.30 un presidio di protesta e presenza nel luogo del ferimento dei nostri compagni cui rivolgiamo, ancora una volta, la nostra solidarietà e affetto”. L’appuntamento è alla Basilica di San Paolo lato via delle Sette Chiese.
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