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Fumo, Perrone (Fondazione Aiom): “52mila firme per aumentare costo sigarette, ora tocca alla politica”

1 Luglio 2026

Roma, 30 giu. (Adnkronos Salute) – “C’è grande soddisfazione per la collaborazione nata tra Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Aiom accomunate anche dall’eredità scientifica di Umberto Veronesi. Durante gli ultimi quattro mesi di laoro, intensi e impegnativi, ci siamo spesi senza sosta. La campagna ‘5 euro contro il fumo’ ha raccolto ben 52.911 firme, che alla fine della scorsa settimana abbiamo depositato presso la Segreteria del Senato. Ora la responsabilità passa alla politica, chiamata a esaminare e discutere il provvedimento. Noi ovviamente continueremo a fare pressione. Nei prossimi giorni in base ai lavori parlamentari, l’Aula sarà informata del deposito del testo. Da questo momento quella che era una proposta di iniziativa popolare diventa a tutti gli effetti un disegno di legge”. Lo ha detto Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica), durante una conferenza sul tema, oggi a Roma.

“Restiamo fiduciosi che venga compresa l’urgenza di intervenire, soprattutto per tutelare le giovani generazioni dall’aumento del consumo dei prodotti alternativi e dal rischio del consumo duale – ha sottolineato Perrone – Continueremo a seguire l’iter parlamentare e a sollecitare il sostegno delle istituzioni e dell’opinione pubblica affinché la proposta diventi legge. L’auspicio è che tutti i partiti approvino all’unanimità in entrambe le Camere il disegno di legge. Questo è quello che noi speriamo e la presidente Meloni, che ha pubblicamente detto di aver smesso di fumare, in questo senso ci sta dando una mano”.

“Le stime indicano che, a fronte di una riduzione del 37% del consumo di tabacco, il gettito derivante dalle accise potrebbe aumentare di circa 800 milioni di euro l’anno. Vorrei però chiarire un punto fondamentale: il nostro obiettivo – scandisce Perrone – non è incrementare le entrate fiscali. Noi siamo medici e ricercatori e il nostro interesse è esclusivamente la tutela della salute pubblica, in particolare di chi oggi è sano e vorremmo che non si ammalasse mai. Già questo obiettivo, di per sé, giustificherebbe un investimento da parte dello Stato. Se poi una legge pensata per migliorare la salute dei cittadini dovesse generare anche un beneficio economico per le casse pubbliche, tanto meglio. Per questo chiediamo che l’eventuale maggior gettito, stimato in circa 800 milioni di euro all’anno, venga destinato al Servizio sanitario nazionale”. Infine, “non abbiamo voluto vincolare queste risorse a un ambito specifico, perché riteniamo che un Servizio sanitario nazionale forte sia un patrimonio per tutti: per chi affronta un tumore, una malattia cardiovascolare o qualsiasi altra patologia. Per questo il disegno di legge prevede che le maggiori entrate derivanti dalle accise siano trasferite dal ministero dell’Economia al ministero della Salute, che potrà destinarle alle priorità del Ssn”, ha poi concluso Perrone.

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