app-menu Social mobile

Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Medici Pronto soccorso, ‘ticket su codici bianchi non evita sovraffollamento’

Gennaio 10, 2024

Roma, 10 gen. (Adnkronos Salute) – Regione che vai e ticket per le prestazioni in Pronto soccorso che trovi. “Non c’è un quadro preciso e dettagliato su questo meccanismo, ogni regione decide una tariffa e fa a modo suo. Quello che possiamo dire sicuramente è che questa misura assolutamente non evita il sovraffollamento dei Pronto soccorso. Pagare 20-30 euro non è certo un deterrente, perché spesso non vengono pagati e tocca all’azienda recuperarli ma soprattutto perché sono tantissime le esenzioni”. Così all’Adnkronos Salute Fabio De Iaco, presidente della Simeu, la Società italiana di medicina emergenza-urgenza, boccia la richiesta dei medici che in Toscana hanno chiesto alla Regione che venga reintrodotto il pagamento del ticket per i codici bianchi e azzurri per evitare il sovraccarico con l’influenza e Covid.

Ma perché non funziona il ticket in Pronto soccorso? “E’ un dato di fatto che ci sono diversi problemi – risponde De Iaco – Ci sono tanti contenziosi, persone che protestano per il codice assegnato, altri che evidenziano come usciti da un Pronto soccorso con un codice bianco poi sono andati in un altro ospedale e hanno ricevuto un colore diverso. C’è chi magari ha aspettato tante ore e non vuole pagare”. C’è un passaggio fondamentale in questo meccanismo: il codice non viene dato quando un paziente entra in Pronto soccorso ma all’uscita. “C’è un medico che in modo soggettivo decide se la persona che ha davanti è un codice bianco o verde – spiega il presidente Simeu – non è il triage a stabilirlo, è un codice di gravità infatti che viene dato alla fine e spesso molti colleghi per non avere scocciature decidono per un codice verde e non bianco, ad esempio”.

Insomma il ticket in Pronto soccorso diventa un gioco ad ostacoli. Dove tra esenzioni, il ‘balletto’ tra codice bianco e verde, e poi la ricevuta solo dopo che la persona sta uscendo, fa sì che in pochi paghino. “In Piemonte dove lavoro è di 27 euro, può funzionare? Non lo so, magari per fare cassa sì ma per evitare caos e code no. Non credo si possa portare a 50-100 euro per una questione morale visto che parliamo di servizio pubblico – avverte – Altro ragionamento potrebbe essere quello di associare al codice bianco anche il nome del medico di famiglia curane. Mi pare che in Veneto l’abbiano sperimentato. Ma – conclude – immagino la cosa possa suscitare un bel vespaio per la medicina del territorio”.

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Diabete, a Milano 100 esperti a confronto su migliori tecnologie Cgm

Roma, 23 feb. (Adnkronos Salute) – I pazienti con diabete ritengono che le caratteristiche più im…

Covid: prosegue discesa, Rt, incidenza e ricoveri in diminuzione

Roma, 23 feb. (Adnkronos Salute) – Ancora in calo i parametri Covid in Italia. “L’indice di trasm…

L’esperto, ‘a 8-10 anni già tecnostressati, giusto stop cellulare in classe’

Roma, 23 feb. (Adnkronos Salute) – “Sono d’accordo con la proposta di vietare l’uso del cellulare…

Smog: medici ambiente, ‘da allevamenti intensivi pesante impatto su qualità aria’

Roma, 23 feb. (Adnkronos Salute) – “Gli allevamenti rappresentano la seconda causa di smog in Ita…

LEGGI GRATIS La Ragione

GUARDA i nostri video

ASCOLTA i nostri podcast

REGISTRATI / ACCEDI