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Pasqua, cioccolato ‘farmaco’ naturale, l’immunologo ‘a piccole dosi fa bene’

25 Marzo 2024

Roma, 25 mar. (Adnkronos Salute) – Artigianali, industriali, dipinte a mano o dai sapienti pasticceri, le uova di cioccolato aspettano di essere aperte e mangiate da milioni di italiani a Pasqua. “Oggi, con circa quattro chilogrammi di consumo personale annuo, il cioccolato è certamente il dolce più amato, nelle sue tipologie più diffuse che vanno da ‘fondente’ o ‘nero’ o ‘amaro’, fatto essenzialmente di purissima polvere di cacao, al cioccolato ‘al latte’, che prevede l’aggiunta di latte e di zuccheri. In realtà, l’apporto calorico tra i due prodotti è più o meno simile, come analogo è il quantitativo di grassi e carboidrati. Il fondente però è ricchissimo di vitamine e antiossidanti come polifenoli e flavonoidi. E’ il prototipo dei nutraceutici, quasi un ‘farmaco’ naturale – spiega all’Adnkronos Salute Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione di Medicina personalizzata (Fmp) – visto che contiene anche fosforo, potassio, acido oleico e linoleico, tutti ingredienti preziosi per il nostro organismo, che tuttavia sortiscono i tanti benefici di cui il cioccolato può essere capace, solo a patto che esso venga consumato a bassa frequenza giornaliera e in quantità moderate”.

Il cioccolato fondente “grazie alla teobromina (alcaloide purinico appartenente, insieme alla caffeina e alla teofillina del tè, al gruppo delle metilxantine), è in grado di svolgere un’apprezzabile funzione eccitante che tiene sveglio il suo consumatore e lo rende più tollerante alla fatica. Anche per questo, alle giuste dosi, viene spesso suggerito perfino nei regimi dietetici più stretti, tanto più se amaro puro, anche perché, in forza del suo contenuto in acido oleico, il cioccolato contribuisce a tenere bassi i livelli del colesterolo Ldl, meglio conosciuto come colesterolo ‘cattivo'”.

“È, in genere, molto difficile resistere a quel senso di conforto e piacere che suscita il cioccolato, soprattutto fondente, e questo in ragione del suo contenuto di aminoacidi aromatici come la fenilanina, la tirosina e soprattutto il triptofano che viene poi utilizzato per produrre serotonina, il cui incremento mette tutti di buon umore, riduce ansia e aggressività, aumenta i livelli di attenzione, attenua i mal di testa – osserva l’immunologo – Le sensazioni di benessere ed euforia che generalmente si accompagnano alla fase preliminare dell’innamoramento, quella delle ‘farfalle nello stomaco’, sono molto simile a quelle che proviamo quando gustiamo del cioccolato, ciò può essere in parte attribuito al coinvolgimento di endorfine prodotte grazie all’azione della feniletilamina contenuta nel cacao. Tra l’altro, il cioccolato è anche l’unico alimento in natura che contiene l’anandamide, la molecola della ‘beatitudine’, endocannabinoide naturale di recente individuazione, prodotto anche dalle nostre cellule cerebrali ed in grado di agire sui meccanismi dell’eccitazione, del piacere, del desiderio sessuale.

“Infine, sono ghiotte di cioccolato anche alcune specie microbiche intestinali, che sono capaci di trasformare i polifenoli del cacao, rigorosamente amaro, in piccoli composti bioattivi che modulano positivamente le attività complessive del microbiota, quindi esercitando un notevole effetto probiotico. Tutti i benefici del consumo di cioccolato, come di qualsiasi altro alimento, vanno rapportati al tipo di alimentazione che si segue e alle condizioni di salute di ognuno – avverte Minelli – Infatti, eccedere nel consumo di cioccolato potrebbe nuocere alla salute delle ossa, in quanto impedirebbe l’assorbimento del calcio e purtroppo, in ragione della sua intrinseca capacità di liberare istamina, il cioccolato è pressoché bandito dalle diete degli allergici, tanto più se sensibili al nichel, considerando le elevate quantità di metallo in esso contenute”.

“Infine, in alcune situazioni e in chi è più predisposto, tanta felicità fa male alla testa: alcune ricerche hanno evidenziato che chi mangia costantemente cioccolato fondente presenta un aumento di emicrania, effetto – quest’ultimo – verosimilmente correlato al contenuto di tiramina, istamina e fenilalanina nel cacao”, conclude.

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