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Tumori: cancro prostata, ‘bollino azzurro’ Onda a 94 ospedali italiani

Febbraio 23, 2022

Milano, 23 feb. (Adnkronos Salute) – Sono 94 gli ospedali italiani premiati da Fondazione Onda-Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere con il ‘bollino azzurro’, riconoscimento che certifica i centri in grado garantire di un approccio a 360 gradi contro il tumore alla prostata. Una malattia, il carcinoma prostatico, fra le più diffuse tra gli uomini: sono circa 564mila gli italiani con pregressa diagnosi, pari al 19% dei casi di cancro nei maschi, in aumento al ritmo di circa 36mila all’anno.

L’iniziativa Bollino azzurro, alla prima edizione, è patrocinata da Airo (Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica), Cipomo (Collegio italiano primari oncologi medici ospedalieri), Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica), Ropi (Rete oncologica pazienti Italia) e Siuro (Società italiana di uro-oncologia, con il contributo incondizionato di Bayer. Con il nuovo bollino – spiega una nota – i promotori intendono “segnalare le strutture che favoriscono un approccio multidisciplinare nel trattamento” del tumore della prostata, “attraverso trattamenti personalizzati e innovativi e tramite la collaborazione tra diversi specialisti, quali urologo, radioterapista, oncologo medico, patologo, radiologo, medico nucleare, psicologo”. Gli obiettivi: “Migliorare l’accessibilità ai servizi erogati dai centri, potenziare il livello di offerta terapeutica e diagnostica, migliorare la qualità della vita delle persone con tumore alla prostata, e promuovere un’informazione consapevole tra la popolazione maschile sui centri in grado di garantire una migliore presa in carico del paziente”.

“Questa prima edizione del Bollino azzurro, che ha visto la partecipazione di 155 strutture italiane, rinnova il nostro impegno nel coinvolgere sia la popolazione maschile che quella femminile sulle tematiche relative alla salute e in particolare sul tumore alla prostata – afferma Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda – I centri che hanno ottenuto il bollino azzurro costituiranno una rete di scambio di esperienze e di prassi virtuose, e offriranno alla popolazione l’opportunità di essere correttamente informata attraverso campagne di comunicazione mirate e di fruire di servizi gratuiti in occasione di giornate dedicate, con l’obbiettivo di sensibilizzare e avvicinare a diagnosi e cure appropriate”.

La partecipazione era aperta a tutti gli ospedali, a cominciare da quelli del network Bollini rosa. Le strutture sono state valutate da una commissione di esperti istituita da Fondazione Onda, fra cui Giario Conti, segretario Siuro; Orazio Caffo, direttore Oncologia medica Apss Trento, Presidio ospedaliero Santa Chiara; Rolando Maria D’Angelillo, direttore Uoc Radioterapia, Dipartimento di Oncoematologia, Policlinico Tor Vergata di Roma. Il giudizio si è basato su un questionario in 10 domande, relative a requisiti alcuni dei quali definiti essenziali dalla giuria: numero medio di nuovi casi di tumore alla prostata trattati, che deve superare i 100 annui; offerta di un approccio multidisciplinare per la gestione della malattia; core team composto da urologo, oncologo medico, oncologo radioterapista, anatomopatologo e specialista in diagnostica per immagini; partecipazione a sessioni e programmi di aggiornamento in tema di cancro prostatico. Oltre ai 94 centri premiati, 33 sono stati insigniti di una menzione speciale, in prospettiva di un miglioramento futuro.

“La comunità scientifica internazionale – rimarca Conti – ha da tempo sottolineato il ruolo fondamentale dell’approccio multidisciplinare alle patologie oncologiche e non solo. Tale approccio si è rivelato vincente sotto molteplici aspetti, dai percorsi diagnostici alle scelte terapeutiche, dalla maggiore conoscenza e aderenza alle linee guida alla crescita culturale dei membri del team. La domanda che ci poniamo oggi, nell’era della medicina di precisione, non è più se dobbiamo utilizzare questa filosofia nell’approccio alle malattie neoplastiche, ma come possiamo realizzarla utilizzando modalità efficienti ed efficaci”. Per Caffo, in particolare, “l’anticipazione di alcune strategie terapeutiche in fasi più precoci della malattia richiede questo cambio di passo culturale non solo nel trattamento della malattia in fase iniziale, ma anche in quello della fase avanzata”.

“Abbiamo considerato requisiti essenziali per l’assegnazione del bollino azzurro l’approccio multidisciplinare e un volume minimo di pazienti trattati all’anno, poiché esiste una correlazione tra il volume di casi osservati e gestiti e la qualità del trattamento offerto – evidenzia D’Angelillo – E infine l’aggiornamento o formazione continua del team, che rende dinamico e sempre più attuale la formulazione di una proposta terapeutica”.

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