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Green Deal, la diffusione dell’auto elettrica è legata alla crescita del potere d’acquisto

Le auto elettriche sono molto care ma hanno mercato: la loro diffusione continua e continuerà a crescere esponenzialmente. Come è possibile questa crescita?

Green Deal, la diffusione dell’auto elettrica è legata alla crescita del potere d’acquisto

Le auto elettriche sono molto care ma hanno mercato: la loro diffusione continua e continuerà a crescere esponenzialmente. Come è possibile questa crescita?

Green Deal, la diffusione dell’auto elettrica è legata alla crescita del potere d’acquisto

Le auto elettriche sono molto care ma hanno mercato: la loro diffusione continua e continuerà a crescere esponenzialmente. Come è possibile questa crescita?
Le auto elettriche sono molto care ma hanno mercato: la loro diffusione continua e continuerà a crescere esponenzialmente. Come è possibile questa crescita?
La scorsa settimana, il ceo di Stellantis Carlos Tavares ha dichiarato che «le auto elettriche saranno care per molti anni». Eppure, il mercato continua a premiare la nuova tecnologia: per quanto il 2020 sia stato un annus horribilis (-24,3% di immatricolazioni in Ue, -27,9% in Italia), la diffusione dell’auto elettrica ha registrato una sensibile crescita (+107% in Ue, +251,5% in Italia), trend che si conferma anche in questo primo semestre 2021 (+129,6% rispetto all’anno precedente). L’industria dell’automotive è il comparto in cui più si sta concentrando lo sforzo della politica comunitaria: da tempo l’Unione europea ha messo l’elettrificazione della mobilità al centro della sua agenda e lavora alla trasformazione insieme alle case automobilistiche, proprio perché si è tutti convinti che un bel pezzo di ripresa economica si giochi su questo terreno. Per quanto riguarda l’Italia, non siamo più grandi produttori di auto – se non del lusso – ma restiamo saldamente leader nella componentistica e nella meccanica di precisione, prodotti che trainano la qualità della filiera europea e che continuano a fare il giro del mondo generando processi di innovazione dentro le grandi catene del valore. È naturale che, con gli sforzi che Commissione e costruttori stanno facendo, il trend in questione non possa che crescere: gli investimenti pubblici e privati sono ingenti, ne va della stessa tenuta dell’Unione. Come in altri momenti di trasformazione economica, anche questa volta l’industria dell’auto guiderà la ripresa e l’auto elettrica sarà un simbolo del Green Deal europeo. Come può essere, quindi, che il mercato dell’elettrico cresca se – come dice Tavares – le auto saranno costose ancora per diversi anni? Consideriamo, per esempio, la situazione attuale relativa al nostro Paese: il Piano nazionale per l’energia e il clima (2020) ha stimato che entro il 2030 il parco circolante, che oggi conta quasi 40 milioni di autovetture, raggiungerà un ventaglio compreso tra i 4 e i 6 milioni di auto elettriche (a maggio 2020, secondo Aci, le auto elettriche e ibride erano circa 365.000). Nel breve termine, saranno gli incentivi ad alimentare questa crescita. Al momento sono ancora agevolate le auto tradizionali perché la contrazione del mercato nel 2020 ha lasciato un forte invenduto nei concessionari. Ma, superata questa fase temporanea, gli incentivi saranno sempre più indirizzati verso l’elettrico. Nel medio-lungo termine, tuttavia, il Green Deal non può funzionare se, per quanto gradualmente, non cresceranno le retribuzioni: non si comprende, altrimenti, come un mercato che vuole promuovere la qualità e limitare i prodotti low cost – con i dazi, ad esempio – trovi sostenibilità se non con la crescita del potere d’acquisto. A questo proposito va anche ricordato che la Commissione a ottobre 2020 ha emanato una direttiva sul salario minimo: è ancora un po’ presto, ma è questo un discorso che entrerà nel vivo anche in Italia.

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