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Affetto, commozione e rispetto

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L’emozione sincera per la scomparsa della regina è accompagnata dalla consapevolezza che nessuno sarà mai più come lei.

Affetto, commozione e rispetto

L’emozione sincera per la scomparsa della regina è accompagnata dalla consapevolezza che nessuno sarà mai più come lei.
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Affetto, commozione e rispetto

L’emozione sincera per la scomparsa della regina è accompagnata dalla consapevolezza che nessuno sarà mai più come lei.
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La regina del secolo che proprio con lei chiude il suo ultimo capitolo ha letteralmente invaso Instagram, Twitter persino LinkedIn. La stessa scomparsa di Elisabetta II è stata annunciata con un tweet, al termine del pomeriggio passato in attesa dell’inevitabile. È l’ultimo, supremo riconoscimento di eterna contemporaneità a una donna che la storia l’ha anche fatta (eccome), pur rispettando rigidamente per 70 lunghissimi anni il suo ruolo silente e distaccato. Ha contribuito a farla, ma soprattutto ad accompagnarla la Storia con la ‘S’ maiuscola. Come ha accompagnato tutti noi e non si potrebbe spiegare altrimenti, del resto, una simile ondata di partecipazione e commozione per una sovrana. L’ultima testa coronata realmente globale dei nostri tempi e crediamo di quelli futuri. Questa emozione sincera è molto legata proprio alla consapevolezza che dopo di lei non ci sarà mai più una vera regina (o re, ci scusi Carlo III). Chi potrà mai prenderne il testimone? Chi potrà anche solo azzardare ciò che per lei è stata la normalità di un regno lunghissimo e irripetibile? Chi potrebbe mai essere fedele custode – quasi sacerdote – delle regole della monarchia e al contempo offrire tutto il suo aplomb, il suo stesso corpo, allengag con l’agente 007 o l’orsetto Paddington? Se vogliamo provare a capire la differenza fra lei e chi esercita oggi il potere (Elisabetta non ha governato neppure un minuto dei suoi sette decenni di regno, ma ha incarnato come nessun altro l’idea stessa di Stato), dobbiamo analizzare l’abisso fra chi cerca ostentatamente e ogni santo giorno di compiacere, blandire, imitare le mode del momento e chi non avrebbe mai neppure sognato di piegarsi alla convenienza dell’attimo. È questo, tirando le somme, il segreto di un’inimitabile professionista del dovere: fuori dal tempo, intoccabile e proprio per questo “sentita“ vicina. Un meraviglioso paradosso. Senza bisogno di scimmiottare i ragazzini su TikTok o provare a cambiare il proprio linguaggio, i propri atteggiamenti, inseguendo un like e con effetti catastrofici. Una lezione… regale e fateci sperare per un breve istante che qualcuno colga il segnale e riscopra il valore della serietà, che non ha nulla a che vedere con la noia, la polvere e il musonismo. È riconoscere il proprio ruolo nel mondo, come centinaia di milioni di persone con naturalezza hanno voluto dire per un’ultima volta ‘grazie’ all’ultima regina. di Fulvio Giuliani

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