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Al-Zawahiri & Kirill, che se il divino esiste saranno dannati

L’inferno di Al-Zawahiri è appena all’inizio. Il mondo è mediamente migliore da quando lui ne è stato espulso, ma la ragione per cui non sentiremo la sua mancanza è diversa: ce ne sono altri che pensano e agiscono come lui, come quanti vennero prima e quanti verranno dopo di lui

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Non sentiremo la mancanza di Ayman Al-Zawahiri. Non so se credesse davvero che spettino delle vergini al buon fedele, nell’altro mondo: so che se una divinità esiste, quale che sia, l’inferno di Al-Zawahiri è appena all’inizio. Il mondo è mediamente migliore da quando lui ne è stato espulso, ma la ragione per cui non sentiremo la sua mancanza è diversa: ce ne sono altri che pensano e agiscono come lui, come quanti vennero prima e quanti verranno dopo di lui.

La questione religiosa c’entra poco. Se i fondamentalisti hanno bestemmiato il Corano è perché hanno individuato nel sacro dissacrato un ottimo strumento di guerra. La fede può essere esplosiva, se miscelata all’ignoranza. L’ignoranza può essere pericolosa, se alla ricerca di una identità che distingua dagli altri. L’identità che la fede fornisce non ha nulla di sacro: è in sé una bestemmia, ma funziona benissimo per i profittatori alle spalle del loro dio. Se fanatizzi gli altri, convincendoli che è un buon affare crepare per la giusta causa e in nome di una giusta idea, hai già il tuo esercito suicida.

Ma quale è la differenza fra Al-Zawahiri e Kirill, patriarca ortodosso russo? Uno si diceva musulmano e l’altro si dice cristiano, per il resto: solo gli addobbi. Si rivolgono ai loro ignoranti preferiti indicando i medesimi obiettivi: fermare l’Occidente che corrompe i costumi, diffonde il vizio, demolisce le tradizioni e protegge gli omosessuali. Agli ignoranti che amano far finta d’essere intelligenti, taluni residenti nel nostro mondo, forniscono una versione moralmente modificata: vero quanto detto ai beoti, ma aggiungiamo che gli americani vogliono dominare il mondo, per i loro sudici affari, ma sono una nazione corrotta e noi abbiamo il compito storico di fermarli. Che è poi la ragione per cui la palla passa dalla Fratellanza musulmana a Bin Laden e dalla Chiesa ortodossa a Putin.

Li accomuna la sete di potere, accresciuta da una identità storica elaborata fra le baggianate e le leggende. Così hanno scritto la storia senza conoscerla. Ma se li si stendesse sul divano di Sigmund Freud, emergerebbe presto il loro comune e profondo dolore: un devastante complesso d’inferiorità, che si compensa con un delirante complesso di superiorità. L’Occidente libero è il loro incubo perché nel suo proclamarsi imperfetto – geneticamente imperfetto, con un destino d’imperfezione – ha generato i posti dove tutti vorrebbero vivere. Mentre loro, con l’ottusa fissazione del sistema perfetto, generano i luoghi da cui tutti vogliono andare via. I ricchi lo fanno e te li ritrovi vicini di casa. I più poveri non possono, diventando il pubblico ideale per spiegare che restare, combattere e crepare è la scelta migliore.

Bon, Al-Zawahiri ce lo siamo tolto di mezzo. C’è già un prossimo e altri ce ne saranno. Fanno e faranno tutti la stessa fine. Perché l’imperfezione è stupenda.

Di Sofia Cifarelli

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