Alzata l’età pensionabile in Svizzera, ma non è masochismo
| Esteri
In Svizzera hanno votato per alzare l’età pensionabile delle donne e mantenere gli obblighi fiscali. In Italia sembrerebbe fantascienza, ma non è che gli elvetici siano masochisti. Semplicemente sono ragionevoli e sanno che non esistono soldi inventati.

Alzata l’età pensionabile in Svizzera, ma non è masochismo
In Svizzera hanno votato per alzare l’età pensionabile delle donne e mantenere gli obblighi fiscali. In Italia sembrerebbe fantascienza, ma non è che gli elvetici siano masochisti. Semplicemente sono ragionevoli e sanno che non esistono soldi inventati.
| Esteri
Alzata l’età pensionabile in Svizzera, ma non è masochismo
In Svizzera hanno votato per alzare l’età pensionabile delle donne e mantenere gli obblighi fiscali. In Italia sembrerebbe fantascienza, ma non è che gli elvetici siano masochisti. Semplicemente sono ragionevoli e sanno che non esistono soldi inventati.
| Esteri
Mentre qui in Italia votavamo per le elezioni legislative, in Svizzera si votavano, come fanno spesso, alcuni referendum. In questo caso gli elvetici hanno votato per alzare l’età pensionabile delle donne e per mantenere la tassazione anticipata dei proventi obbligazionari. Hanno votato, e non è la prima volta, per lavorare più a lungo e mantenere obblighi fiscali. Non è che siano masochisti, semplicemente ragionevoli.
Per gli amanti dei calcoli percentuali avvertiamo che la partecipazione al voto è stata, mediamente, del 52%. Vale a dire che il responso sarebbe stato valido anche per le regole abrogative italiane.
Nel caso delle pensioni, ad esempio, dovevano scegliere se l’età pensionabile delle donne dovesse essere a 64 o 65 anni. Hanno scelto 65. Quella reale media, in Italia (uomini compresi) è di 62 anni. Tanto per capirsi.
La maggioranza degli elettori ha compreso che anticipare la pensione non sarebbe stato conveniente. Lasciando da parte i princìpi, pur importanti, e guardando alle convenienze materiali: non conviene a chi è già in pensione, perché non gli cambia nulla ma aumenta il peso a carico della cassa previdenziale; e non conviene a chi è anagraficamente lontano dalla pensione, perché l’ipotesi di lavorare un anno in meno si traduce nell’obbligo a pagare la pensione altrui per più anni.
Un tale risultato è possibile solo a partire da una semplice constatazione: non esistono soldi inventati, ma tutto è sempre a carico di chi lavora, guadagna e paga i costi collettivi. Ragionevole.
Di Sofia Cifarelli
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche

Vino e dazi, una pessima annata
06 Aprile 2025
Per le famiglie americane il vino rappresenta il 33% della passione per il Made in Italy sulla t…

“Giù le mani!”. Il risveglio della società civile contro Trump
06 Aprile 2025
Le manifestazioni di protesta contro Trump organizzate ieri in 50 Stati segnano il grande ritorn…

«Tutta Microsoft ha le mani sporche di sangue»: proteste pro-Palestina al 50° anniversario – IL VIDEO
05 Aprile 2025
Proteste pro-Palestina da parte dei dipendenti Microsoft hanno interrotto i festeggiamenti per i…

Stati Uniti-Russia, “tre passi avanti” nei colloqui: riparte il dialogo
04 Aprile 2025
I temi in discussione si erano accumulati in tre anni di assenza quasi totale di comunicazioni f…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.