Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Ci mancava solo “Donnyland”

|

“Donnyland” proprio così potrebbe chiamarsi l’aria contesa del Donbass. Secondo i negoziatori di Kiev Trump ne sarebbe felice

Trump

Ci mancava solo “Donnyland”

“Donnyland” proprio così potrebbe chiamarsi l’aria contesa del Donbass. Secondo i negoziatori di Kiev Trump ne sarebbe felice

|

Ci mancava solo “Donnyland”

“Donnyland” proprio così potrebbe chiamarsi l’aria contesa del Donbass. Secondo i negoziatori di Kiev Trump ne sarebbe felice

|

Ormai abbiamo abbattuto ogni barriera fra realtà e fantasia. Ogni giorno, la geopolitica, i rapporti fra gli Stati e le tematiche più complesse del nostro tempo sembrano piegarsi a regole che una volta avremmo riservato all’avanspettacolo. Almeno al teatro o al cinema.

Crediamo ancora che possa essere tutto uno scherzo, ma anche se lo fosse la sostanza non cambierebbe: viviamo un’epoca in cui si può dibattere in modo serio e pensoso dell’idea dei negoziatori ucraini di chiamare l’aria contesa del Donbass “Donnyland”. Avete letto bene, “Donnyland” da Donald Trump. Un po’ come Topolinia…

Considerato che il processo di pace fra Russia e Ucraina è di fatto congelato, secondo i fantasiosi negoziatori di Kiev intitolare l’area pretesa da Vladimir Putin al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo farebbe felice e lo spingerebbe a un diverso e più intenso impegno.

Il disegno è palese: ingraziarselo e sperare così in una partecipazione più attiva e soprattutto più favorevole agli interessi ucraini da parte del capo della Casa Bianca.
“Donnyland” e tutto il resto sembrano una classicissima invenzione da stand up comedian americano o da conduttore dei grandi show in tarda serata delle televisioni statunitensi, ma è pura realtà.

A parte la palese follia di una trovata del genere, c’è un ulteriore elemento che converrebbe non sottovalutare: chi più chi meno, tutti coloro che entrano in contatto con Donald Trump finiscono per tentare di brandirlo.
Anche senza arrivare ai record di lecchinaggio del segretario generale della Nato Mark Rutte, ci sono cascati e ci cascano ancora tutti. Nonostante siano ormai innumerevoli le prove dell’inefficacia totale di una tattica del genere.

Trump ascolta solo se stesso, loda solo se stesso e considera i salamelecchi un dato di fatto. Un atto dovuto.
Per quanto ci si lasci andare a lodi e omaggi, questi ultimi non riescono in alcun modo ad aumentare la sua considerazione del prossimo.

In conclusione, al ridicolo insito in un’idea del genere si somma la sua assoluta inutilità.

Di Fulvio Giuliani

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

23 Aprile 2026
John Phelan “lascia l’amministrazione con effetto immediato. Lo annuncia il portavoce del Pentagon…
23 Aprile 2026
Hormuz al centro dello scontro in Iran: navi sequestrate, trattative ferme e tregua senza scadenza…
23 Aprile 2026
L’Italia è pronta a partecipare: “in tutto sarebbero 4 navi: due operative, una logistica e una di…
22 Aprile 2026
Donald Trump ha partecipato a una maratona di lettura della Bibbia, un’iniziativa del Museum of th…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI