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Corte Suprema, riforma ambiziosa (e impossibile)

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Il presidente (in carica) Joe Biden ha annunciato un’ampia riforma della Corte Suprema che ruota attorno a tre punti

Corte Suprema, riforma ambiziosa (e impossibile)

Il presidente (in carica) Joe Biden ha annunciato un’ampia riforma della Corte Suprema che ruota attorno a tre punti

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Corte Suprema, riforma ambiziosa (e impossibile)

Il presidente (in carica) Joe Biden ha annunciato un’ampia riforma della Corte Suprema che ruota attorno a tre punti

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Una riforma più che ambiziosa ma impossibile nell’attuale scenario politico americano. Il presidente (in carica) Joe Biden ha annunciato un’ampia riforma della Corte Suprema che ruota attorno a tre punti: limitare il mandato dei giudici a 18 anni (attualmente è a vita); stabilire un codice etico per il loro comportamento pubblico; annullare una recente decisione della Corte che fornisce al presidente immunità giudiziaria per gli atti compiuti durante le sue funzioni.

Riforma destinata a rimanere nel limbo delle intenzioni di Biden davanti a temi etici che dividono il Paese, come l’aborto ad esempio. Al Congresso la Camera è controllata dai Repubblicani che si sono già detti contrari alle misure proposte da Biden mentre il Senato è diviso tra i due partiti. Nonostante ciò, il sostegno del presidente alla riforma della Corte Suprema ha un peso politico “specifico” dopo che nel 2022 l’attuale Corte, in cui sei giudici su nove sono stati nominati da presidenti Repubblicani, eliminò il diritto federale all’aborto. Da quel momento l’aborto è diventato un tema (divisivo) di campagna elettorale e buona parte del movimento progressista ha iniziato a chiedere di riformare la Corte, fino a ottenere il sostegno di Biden. Che lo stesso ha annunciato durante un discorso alla biblioteca che conserva i documenti del presidente Lyndon Johnson. Il discorso avrebbe dovuto essere sull’anniversario dei 60 anni del Civil Rights Act, la legge sui diritti civili per gli afroamericani, ma Biden ha colto l’occasione per annunciare: “Voglio la riforma”.  Ha anche scritto un intervento sul Washington Post a sostegno della sua iniziativa.

La misura principale è la riduzione a 18 anni del mandato dei giudici della Corte, che attualmente sono nominati a vita. La nomina a vita ha fatto sì che negli ultimi anni i presidenti abbiano cercato di nominare giudici sempre più giovani, per rafforzare nel tempo la maggioranza conservatrice o progressista della Corte. Esempio. Donald Trump nominò nel 2018 Brett Kavanaugh, che ha 59 anni e nel 2020 Amy Coney Barrett di 52. In Italia, ad esempio, i giudici della Corte costituzionale hanno un mandato di nove anni, anche se i due organi, quello italiano e quello statunitense, hanno funzioni parzialmente differenti. La proposta prevede che i giudici abbandonino l’incarico dopo 18 anni e che ciascun presidente nomini un nuovo giudice della Corte Suprema ogni due anni. Biden ha poi chiesto al Congresso di approvare una nuova legge costituzionale che “renda chiaro” che nessun presidente è al di sopra della legge o immune dalle azioni giudiziarie per i crimini commessi nell’esercizio delle sue funzioni». In sostanza è la risposta alla recente sentenza della Corte che, su istanza di Donald Trump, aveva dato all’ex presidente immunità parziale per gli atti commessi durante il suo mandato. Infine, Biden ha chiesto al Congresso di approvare un nuovo codice di condotta per i giudici, dopo alcuni scandali di membri conservatori. Il giudice Clarence Thomas è stato accusato di aver ricevuto regali costosi da ricchi imprenditori interessati alle sentenze della Corte. Altra vicenda che ha fatto discutere: il giudice Samuel Alito avrebbe fatto sfoggio ed esibito simboli usati dai sostenitori di Trump. Il codice di condotta obbligherebbe i giudici a rendere pubblici i regali che ricevono, ad astenersi dall’attivismo politico e dai giudizi quando sussistano conflitti d’interessi.

di Diego La Matina

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