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I carri armati russi esplodono due volte: contro il nemico e contro sé stessi

Il video diffuso in tutta la Cina dove si mostra la catastrofica esplosione di un carro armato russo colpito da un missile ucraino non fa altro che dimostrare la lenta ma graduale disfatta dell’attacco del criminale Putin.

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Ha fatto il giro del mondo il video ripreso da un giornalista dell’emittente cinese “Phoenix Tv” sul fronte ucraino. Il reporter, impegnato a documentare la guerra nella zona in teoria scevra di combattimenti tra Mariupol e Donetsk, ha mostrato infatti la catastrofica esplosione di un carro armato russo, colpito da un missile ucraino.

Nel filmato ad alta risoluzione si vede la palla di fuoco causata dalla conflagrazione del carosello di autocaricamento, una sorta di corona posta direttamente sotto la torretta che permette l’inserimento automatico del proiettile nella canna del cannone. Questo sistema ha consentito alla Russia non solo di limitare l’equipaggio dei suoi carri a tre membri (contro i quattro dei sistemi Nato equivalenti) ma anche di ridurre il profilo del carro armato e di incrementare il numero di colpi sparabili al minuto.

Questa scelta, votata soprattutto all’economia costruttiva, ha però portato i carristi russi a sedersi sopra la propria santabarbara, che in caso di colpo diretto ha come sfogo soltanto il boccaporto superiore del carro. E così, specialmente se colpiti dai missili Javelin che penetrano dall’alto le corazzature, i carri russi vanno incontro a due esplosioni: la prima, del missile nemico; la seconda, quella dell’arsenale interno, che causa un vero e proprio geyser di fuoco che scardina la torretta.

Nel video vi è una prova esemplare di questa situazione. Si può addirittura stimare approssimativamente che la parte superiore del carro sia stata scagliata a circa 70 metri d’altezza. La diffusione libera in Cina di un filmato tanto umiliante per le forze armate di Mosca testimonia che anche dalle parti di Pechino l’appoggio all’Operazione “Z”, già poco entusiasta, si stia alquanto intiepidendo.

 

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Il Paese dei Girasoli continua a intanto a opporre un’ostinata resistenza nel Donbass, dove le truppe russe stanno assumendo un aspetto semi-letargico con limitate avanzate nei villaggi Stepne Novomykhailivka, Slavne Novomykhailivka, Oleksandrivka Maryinka, Novobakhmutivka e Novokalynove. Nel frattempo, dopo la sanguinosa presa delle rovine di Popasna, i siloviki stanno cercando di consolidare il fronte attaccando Pervomaisk e Komyshuvakha in direzione Nord.

Vicino a Bilohorivka si è però consumata una significativa disfatta per le forze russe che cercavano di accerchiare i difensori ucraini che da Rubizhne si sono ritirati verso Sjevjerodonec’k, la loro ultima roccaforte al di là del fiume Severskij Donec. Grazie a un’intuizione dell’ingegnere in armi Maksim (su Twitter come @kms_d4k) – che ha consigliato di cercare il rumore delle barche a motore indispensabili per costruire i lunghi pontoni necessari a raggiungere la riva opposta – gli esploratori avanzati ucraini hanno potuto prontamente individuare il punto dove le forze nemiche stavano provando a guadare il rio.

Così gli elementi della 17esima brigata corazzata ucraina, originaria di Kryvyj Rih, hanno colpito con estrema precisione tanto gli stessi pontoni quanto le forze nemiche rimaste bloccate dalla parte sbagliata del fiume. La perdita di più di 50 mezzi militari in quel punto, unitamente ai successi ucraini a Nord e a Est di Kharkiv, rendono la posizione degli invasori sempre più precaria, con le forze del criminale Putin che rischiano ormai la tenuta dell’intero fianco Ovest.

 

di Camillo Bosco

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