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Contro i falsi avvelenati di Cina e Russia

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Il governo svedese per tutelare la correttezza delle prossime elezioni lancia una Agenzia di Difesa psicologica, per identificare e controbattere l’influenza informativa maligna straniera.

Contro i falsi avvelenati di Cina e Russia

Il governo svedese per tutelare la correttezza delle prossime elezioni lancia una Agenzia di Difesa psicologica, per identificare e controbattere l’influenza informativa maligna straniera.
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Contro i falsi avvelenati di Cina e Russia

Il governo svedese per tutelare la correttezza delle prossime elezioni lancia una Agenzia di Difesa psicologica, per identificare e controbattere l’influenza informativa maligna straniera.
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Contro le fake news di Cina e Russia, la Svezia lancia una Agenzia di Difesa psicologica. Innanzitutto per tutelare la correttezza delle prossime elezioni, che sono in agenda per l’11 settembre e che si teme potrebbero essere inquinate da un massiccio flusso di notizie false. Il governo di Magdalena Andersson è un monocolore socialdemocratico che si sostiene grazie all’appoggio esterno dei Verdi e all’astensione di ex comunisti e del Partito di Centro. Insomma, ha una connotazione marcatamente a sinistra e al tempo della guerra fredda il neutralismo dei governi socialdemocratici al potere a Stoccolma tendeva a essere spesso filo-Urss. Ma con la Russia di Putin anche l’ex neutralismo scandinavo si sente minacciato, la stessa Finlandia un tempo finlandizzata sta pensando di aderire alla Nato e dunque non c’è da stupirsi se il partito già di Olof Palme si stia attrezzando. Dal primo gennaio è dunque partita l’Agenzia svedese di Difesa psicologica, ma l’idea aveva iniziato a maturare già nel 2018. Direttore generale è Henrik Landerholm, ex ufficiale dell’esercito ed ex ambasciatore in Medio Oriente. La pagina web dell’organismo spiega che questo è stato costituito per salvaguardare «la società democratica» e «la libera formazione dell’opinione». «La situazione della sicurezza dei nostri dintorni europei più prossimi si è deteriorata da tempo e dunque abbiamo bisogno di ricostruire la nostra difesa totale», spiega il capo dipartimento dell’agenzia Magnus Hjort. L’obiettivo è quello di «potenziare la capacità del Paese per identificare e controbattere l’influenza informativa maligna straniera, la disinformazione e altri tipi di diffusione di informazione ingannevole diretta alla Svezia». Attenzione: non ci si occuperà di chi diffonde informazioni false in Svezia, attività che rientra comunque nella libertà di opinione e di espressione garantita a tutti i cittadini. La neonata Agenzia dirigerà invece «la sua attenzione esclusivamente agli attori di minacce straniere». «Russia e Cina ricorrono spesso ad attività di influenza informativa, ma possiamo vedere anche nuovi attori che partecipano in queste attività». Nel 2016 la Russia lanciò una massiccia campagna di disinformazione per favorire l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti; Facebook ha denunciato la Russia come maggior responsabile delle campagne di disinformazione che hanno imperversato sui social in almeno 50 Paesi dal 2017; l’anno scorso l’Unione europea ha avvertito il Cremlino di non cercare di influire sul voto tedesco con «attività cibernetiche maliziose» e ha costituito un organismo di vigilanza sulla disinformazione di provenienza russa. Anche la Francia starebbe per creare una agenzia simile a quella svedese. Finanziato dal governo e dotato di 45 dipendenti, il nuovo organismo ha sede a Karlstad e Solna e dipende dal Ministero della Giustizia. Hjort afferma che esiste «un enorme interesse da parte di altri Paesi ad acquisire know-how a partire dalle nostre esperienze» e predice che altri eseguiranno l’esempio. di Maurizio Stefanini

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