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I giochi pericolosi di Putin

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Le continue provocazioni di Vladimir Putin alla Nato sono un un gioco maledettamente pericoloso. Ieri è toccato allo sconfinamento dei jet

Putin

I giochi pericolosi di Putin

Le continue provocazioni di Vladimir Putin alla Nato sono un un gioco maledettamente pericoloso. Ieri è toccato allo sconfinamento dei jet

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I giochi pericolosi di Putin

Le continue provocazioni di Vladimir Putin alla Nato sono un un gioco maledettamente pericoloso. Ieri è toccato allo sconfinamento dei jet

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Le continue provocazioni di Vladimir Putin alla Nato sono un un gioco maledettamente pericoloso. Dopo l’ondata dei droni sulla Polonia – che ha evidenziato, bene non dimenticarlo mai, diverse criticità dell’ombrello difensivo dell’Alleanza atlantica – ieri è toccato a un “tradizionale” sconfinamento di jet di Mosca sui cieli dell’Estonia. 

Tre Mig 31 hanno per pochi, nervosi minuti puntato verso la capitale estone Tallinn con le radio spente, prima di essere intercettati e costretti a invertire la rotta da F35 dell’Aeronautica militare italiana basati da mesi in Estonia per contribuire alla difesa dei cieli dell’Alleanza. I Mig volevano esattamente questo e questo hanno fatto, né più né meno. 

Non cercano lo scontro, punzecchiano, saggiano, studiano. Come ai tempi della guerra fredda, forse peggio che ai tempi della guerra fredda. Perché allora si aveva l’impressione di un decalogo molto rigido da rispettare fra le parti. Un giocare al gatto con il topo che non ammetteva alcun genere di distrazione, anche se in quei lunghi decenni incidenti ve ne furono e tante volte si rischiò anche tanto. Ma oggi sembra peggio, perché le provocazioni di Mosca sono molto più plateali, arroganti e il fronte occidentale è drammaticamente diviso. 

Non può essere un caso (o comunque non siamo sufficientemente ingenui da accettare questa lettura) che lo sconfinamento russo sia avvenuto il giorno dopo l’ennesimo cambio di vento di Donald Trump, che si è detto “molto deluso“ da Putin. 

Lo zar comunica in questo modo, sapendo di avere orecchie attente a Washington, dove ai tempi della guerra fredda certe debolezze e simpatie per Mosca sarebbero state impensabili. Pensate allo scambio di favori fra Trump e Xi: io ti salvo TikTok e tu mi dai un altro po’ di mano libera su Taiwan. Un’altra delle cose che nel mondo di prima non sarebbe mai potuto accadere. 

E Putin prende appunti, provoca e continua i suoi giochi terribilmente pericolosi, mentre qui da noi in tanti continuano a considerarlo solo un bravo ragazzo, offeso dagli F35 dell’arma azzurra alzatisi in volo ieri. 

di Fulvio Giuliani

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