I video dei cittadini e i problemi dell’armata
Le risorse dell’armata russa non sono infinite e la resistenza Ucraina sembra saperlo, disposta a tutto pur di non cedere.
I video dei cittadini e i problemi dell’armata
Le risorse dell’armata russa non sono infinite e la resistenza Ucraina sembra saperlo, disposta a tutto pur di non cedere.
I video dei cittadini e i problemi dell’armata
Le risorse dell’armata russa non sono infinite e la resistenza Ucraina sembra saperlo, disposta a tutto pur di non cedere.
AUTORE: Camillo Bosco
Il colossale bombardamento del 24 febbraio scorso che ha dato inizio alla guerra è stato condotto in massima parte tramite il lancio di missili balistici Iskander, uniti ai Kalibr lanciati dalla flotta del Mar Nero. Nei piani del Cremlino dovevano rappresentare lo shock and awe che avrebbe aperto la strada alle brigate di coscritti russi incaricati di occupare Kyiv e le altre città dell’Ucraina, senza colpo ferire. Mosca si ritrova ora invece con un bilancio di più di 10mila soldati morti, tra cui parecchi alti ufficiali e almeno un generale.
I missili del primo giorno di guerra hanno allora ripreso a volare, accompagnati dai razzi Grad, dalle artiglierie campali, dai mortai e dalle “dumb bomb” – cioè le “bombe stupide” a caduta libera dagli aerei – che stanno flagellando i civili ucraini nel tentativo di imporre a Zelensky l’accettazione di una resa che accolga tutte le richieste di Putin. Ma i proiettili non sono infiniti e neanche i missili. Secondo alcune fonti, infatti, i serissimi problemi logistici che hanno bloccato completamente l’avanzata dei russi verso la capitale ucraina hanno radici profonde e le scorte di missili balistici e razzi a corto e medio raggio sarebbero già in via di esaurimento.
Negli scorsi giorni, infatti, sono stati pubblicati nuovi video di comuni cittadini che riprendono spostamenti di ulteriori camion lanciamissili Iskander verso il fronte ucraino, ma soprattutto ha colpito l’avvistamento dei vetusti Otr-21 Tochka (nome in codice Nato: Scarab). Questi residuati della Guerra fredda rappresentano la versione anni Settanta degli Iskander ed erano stati ritirati dal servizio nel 2020. Il recupero disperato di armamenti obsoleti fa credere agli analisti che vi sia un’effettiva possibilità che le scorte russe stiano finendo e che a causa delle sanzioni sia impossibile per Putin rifornire il suo esercito o persino riarmarlo da qui ai prossimi anni.
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Anche se l’ingegneria missilistica russa è giustamente ritenuta di buon livello, la progettazione è infatti solo una parte di una lunga catena di approvvigionamenti tecnologici che in larga parte provengono dall’estero e che ora sono preclusi ai contractor del Ministero della Difesa di Mosca. Se questa ipotesi verrà confermata sul campo lo sapremo a giorni quando si ridurrà sensibilmente l’utilizzo di tali armi, ma in ogni caso sono ormai sotto gli occhi del mondo le numerose criticità delle forze armate russe.
I commando ucraini hanno seriamente messo in difficoltà gli strumenti logistici del nemico a Nord, tanto da bloccare l’avanzata delle colonne verso Kyiv per mancanza soprattutto di benzina: per ovviare al problema il generale Gerasimov ha ordinato l’impiego di autobotti a uso civile ma i difensori non si sono fatti ingannare, distruggendole mentre si erano incolonnate a fianco dei binari del treno, nel tentativo di sfuggire all’avvistamento.
In questa guerra il tempo sembrerebbe quindi dalla parte dell’Ucraina, tanto da far scrivere al ministro della Difesa Oleksij Reznikov: «Gente di tutto il mondo, non abbiate paura! Siate come l’Ucraina che ha completamente distrutto il mito della potenza militare russa che terrorizzava il mondo. Ma non noi. Noi combatteremo e vinceremo. L’intera Ucraina resisterà. Invito tutti a mostrare che il mondo libero non è impaurito da un tiranno nascosto in un bunker».
di Camillo Bosco
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