Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Il problema non si affronta ripartendolo

| ,
Sono anni che si discute sul fenomeno migratorio irregolare e il problema bisogna affrontarlo. È necessario formulare soluzioni politiche guidate dalla cooperazione tra gli stati europei.

Il problema non si affronta ripartendolo

Sono anni che si discute sul fenomeno migratorio irregolare e il problema bisogna affrontarlo. È necessario formulare soluzioni politiche guidate dalla cooperazione tra gli stati europei.
| ,

Il problema non si affronta ripartendolo

Sono anni che si discute sul fenomeno migratorio irregolare e il problema bisogna affrontarlo. È necessario formulare soluzioni politiche guidate dalla cooperazione tra gli stati europei.
| ,
Sono anni che ci si dilania attorno ai ‘movimenti secondari’, ovvero lo spostarsi di immigrati giunti irregolarmente in Europa e che si è incapaci di trattenere (ammesso che sia possibile). Sono anni che chi li vede sbarcare da vicino ne chiede la redistribuzione e chi li vede sbarcare da lontano ne reclama il confinamento. In virtù di quelle regole di Schengen che non è vero abbiano fallito, che funzionano bene, ma che, semplicemente, non sono adatte a regolare altro che gli spostamenti individuali, non le masse irregolari. Puntare sulla redistribuzione, abbiamo molte volte sostenuto, è illusorio, mentre occorre coinvolgere tutti nella responsabilità di gestione delle frontiere esterne. Il che, sia detto con chiarezza, comporta cessione di sovranità. Al Consiglio europeo la cosa è riemersa. Ha fatto bene, in conferenza stampa, il presidente del Consiglio a ricordare che tanto maggiore è la preoccupazione per i ‘movimenti secondari’ quanto maggiore è la permeabilità delle frontiere esterne. Ergo: parliamo delle seconde, perché sui primi perdiamo tempo. Giusto. Ma c’è un’altra cosa che va aggiunta: sarebbe ora di finirla con le conferenze stampa successive ai Consigli europei in cui ciascuno parla in dialetto alla propria politica nazionale, anche perché lo fa per far vedere quanto ha contato e finisce con il dimostrare d’essere stato un peso piuma. Bisognerà che ciascuno, rappresentando il proprio Paese, si senta parte del tutto, rivolgendosi a tutti i cittadini europei.  

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

Stati Uniti-Russia, “tre passi avanti” nei colloqui: riparte il dialogo

04 Aprile 2025
I temi in discussione si erano accumulati in tre anni di assenza quasi totale di comunicazioni f…

Le Pen con soldi e amici russi

03 Aprile 2025
Le Pen con soldi e amici russi. Ecco perché la condanna alla leader del RN ha scatenato la rabbi…

La mannaia dei dazi di Trump non risparmia nessuno. Perché l’Ue fra i più colpiti

03 Aprile 2025
La mannaia dei dazi di Trump non risparmia nessuno. La Cina, punita più di tutti, con il 34%. A …

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI

    Exit mobile version