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Media di Israele: “Ucciso il capo dell’ala militare di Hamas”. Gli Usa attaccano l’Iran, Teheran: “Ci difenderemo”. Netanyahu chiama Trump

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L’Iran fa sapere che qualsiasi nuova aggressione da parte degli Usa riceverà una risposta “molto più severa” che si estenderà oltre la regione. Rubio: “Hormuz deve essere aperto, in un modo o nell’altro”

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Media di Israele: “Ucciso il capo dell’ala militare di Hamas”. Gli Usa attaccano l’Iran, Teheran: “Ci difenderemo”. Netanyahu chiama Trump

L’Iran fa sapere che qualsiasi nuova aggressione da parte degli Usa riceverà una risposta “molto più severa” che si estenderà oltre la regione. Rubio: “Hormuz deve essere aperto, in un modo o nell’altro”

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Media di Israele: “Ucciso il capo dell’ala militare di Hamas”. Gli Usa attaccano l’Iran, Teheran: “Ci difenderemo”. Netanyahu chiama Trump

L’Iran fa sapere che qualsiasi nuova aggressione da parte degli Usa riceverà una risposta “molto più severa” che si estenderà oltre la regione. Rubio: “Hormuz deve essere aperto, in un modo o nell’altro”

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La tensione torna a salire tra Usa e Iran. Gli Usa attaccano siti missilistici e imbarcazioni che tentavano di posizionare mine. Teheran replica minacciando azioni contro le basi americane nella regione, in un quadro che rischia di compromettere i negoziati per porre fine alla guerra. Gli attacchi, ha reso noto il Comando centrale americano, sono stati effettuati per “autodifesa” e sono stati concepiti “per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane”.

Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Usa di aver violato l’accordo di cessate il fuoco con “atti aggressivi” nella regione iraniana di Hormozgan, dove si trova Bandar Abbas. In una nota diffusa dall’emittente iraniana Irib, il ministero ha affermato che l’azione dimostra la “malizia e l’ipocrisia” del governo statunitense nei confronti dell’Iran. Quindi, prosegue la nota, l’Iran non esiterà a difendersi.

L’esercito terroristico statunitense continua le sue azioni illegali e ingiustificate”, si legge nella nota affermando che ”ha commesso una palese violazione del cessate il fuoco nella regione di Hormozgan”. Il ministero degli Esteri dell’Iran ”condanna fermamente questi atti di aggressione”, prosegue, aggiungendo che ”il regime statunitense è responsabile di tutte le conseguenze derivanti da tali atti di aggressioneìì. In conclusione, Teheram afferma che ”la Repubblica Islamica dell’Iran non lascerà impunito alcun male e non esiterà a difendere la nazione iraniana”.

Nel frattempo, Israele espande le operazioni di terra in Libano.

La minaccia di Khamenei

Dopo i raid, è arrivato il messaggio di Mojtaba Khamenei. I Paesi del Golfo non fungeranno più da “scudo” per basi militari americane. Lo ha detto la Guida Suprema dell’Iran in una dichiarazione in occasione di Hajj diffusa su Telegram. La dichiarazione è stata rilanciata anche dal canale inglese dalla tv satellitare al-Jazeera. “Gli Usa non avranno alcun rifugio sicuro in cui diffondere il male e stabilire le proprie basi militari nella regione”. Lo si legge ancora nella dichiarazione diffusa dal canale in lingua araba. Mojtaba Khamenei non è mai apparso in pubblico da quando ha marzo ha raccolto l’eredità del padre, Ali Khamenei, ucciso durante le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran.

Qualsiasi nuova aggressione contro l’Iran riceverà una risposta “molto più severa” che si estenderà oltre la regione. Così ha incalzato il portavoce delle Forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi. Shekarchi – scrive l’agenzia di stampa iraniana Fars – ha aggiunto che, in caso di un nuovo conflitto, gli attacchi dell’Iran si estenderebbero oltre i confini della regione. E sarebbero più intensi e violenti rispetto ai precedenti.

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane intanto ha dichiarato di aver abbattuto un drone MQ-9 Reaper. Dopo aver identificato un “velivolo ostile” che stava entrando nello spazio aereo iraniano. I pasdaran hanno affermato di riservarsi il diritto “legittimo e definitivo” di reagire a qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte degli Usa.

L’attacco Usa in Iran: le parole di Rubio

Il portavoce del Comando centrale, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che le forze armate statunitensi “continuano a difendere le proprie truppe. Pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso” tra i due Paesi. L’Iran non ha ancora risposto all’attacco statunitense. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqai, aveva precedentemente affermato che, sebbene fossero stati compiuti alcuni progressi nei colloqui per porre fine alla guerra, un accordo “non è imminente”. Non è chiaro quale impatto gli attacchi avranno su un eventuale accordo di pace tra Usa e Iran.

Lo Stretto di Hormuz deve essere aperto, “in un modo o nell’altro”, ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio riferendosi agli attacchi Usa. “Gli stretti devono essere aperti. Lo saranno in un modo o nell’altro. Quindi devono essere aperti”. Lo ha detto ai giornalisti a bordo del suo aereo a Jaipur, in India. E ha spiegato che la definizione dei termini dell’accordo con l’Iran potrebbe richiedere “alcuni giorni”.

Ma un accordo è ancora possibile secondo Rubio il quale ha fatto riferimento ai colloqui di oggi tra il principale negoziatore e ministro degli Esteri iraniano e il primo ministro del Qatar. “Vedremo se riusciremo a fare progressi. Credo che in atto un ampio scambio di opinioni su alcuni punti specifici del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni”, ha detto Rubio ai giornalisti durante una visita ufficiale in India, aggiungendo che il presidente statunitense Donald Trump ha “espresso il desiderio di realizzarlo”.

E mentre andava in scena l’attacco, “The Donald” su Truth si esprimeva sull’uranio in possesso dell’Iran, uno dei nodi dei negoziati per porre fine alla guerra. Teheran dispone di circa 440 chili di materiale arricchito al 60%: con pochi altri procedimenti relativamente semplici, l’uranio potrebbe raggiungere la soglia di arricchimento necessaria per la produzione di armi atomiche.

Dal canto loro i diplomatici iraniani che rappresentano Teheran nel difficile negoziato per un accordo con gli Usa “devono negoziare da una posizione di forza“. Ha scritto così nelle ultime ore su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano. “Il vincitore indiscusso della guerra è stata e rimane la coraggiosa Nazione iraniana – ha aggiunto nel messaggio – Cedimenti di fronte al nemico non fanno che renderlo più feroce e aggravare i nostri problemi. Per favore, non insabbiate le linee rosse”.

Media Israele: “Ucciso il capo dell’ala militare di Hamas”

Muhammad Odeh, il capo dell’ala militare di Hamas, è stato ucciso dall’Idf in un attacco a Gaza City. Lo rende noto Ynet che cita fonti israeliane.

Iran (e non solo): Netanyahu chiama Trump

Secondo quanto riportato dai media di Israele, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiamato presidente statunitense Donald Trump.

Secondo le informazioni, la telefonata è arrivata dopo la fine di una riunione del gabinetto di sicurezza – in cui si sarebbe discusso in particolare degli attacchi militari contro Hezbollah in Libano – e gli Usa avrebbero ordinato a Israele di non colpire Beirut per non compromettere i colloqui con l’Iran.

di Margherita Medici

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