Iran, media: blackout in alcune aree di Teheran dopo i raid. Islamabad: “Pronti a ospitare colloqui con gli Usa”
Due gli attacchi Houthi contro Israele entrambi rivendicati dall’inizio della guerra dello Stato Ebraico e degli Usa contro l’Iran
Iran, media: blackout in alcune aree di Teheran dopo i raid. Islamabad: “Pronti a ospitare colloqui con gli Usa”
Due gli attacchi Houthi contro Israele entrambi rivendicati dall’inizio della guerra dello Stato Ebraico e degli Usa contro l’Iran
Iran, media: blackout in alcune aree di Teheran dopo i raid. Islamabad: “Pronti a ospitare colloqui con gli Usa”
Due gli attacchi Houthi contro Israele entrambi rivendicati dall’inizio della guerra dello Stato Ebraico e degli Usa contro l’Iran
Il governo del Pakistan ha annunciato di essere pronto a ospitare colloqui tra Stati Uniti e Iran “nei prossimi giorni”, dopo un incontro quadrilaterale a Islamabad con i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto dedicato alla de-escalation in Medio Oriente. “Il Pakistan sarà onorato di ospitare e facilitare nei prossimi giorni colloqui costruttivi tra le due parti per giungere a una soluzione globale e duratura del conflitto in corso”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Ishaq Dar, al termine del round di consultazioni tra i quattro Paesi.
Dar ha riferito in una nota di aver informato i ministri presenti sulle prospettive di possibili colloqui tra Washington e Teheran nella capitale pakistana, aggiungendo che Arabia Saudita, Turchia ed Egitto hanno espresso “pieno sostegno” all’iniziativa.
Il ministro ha inoltre affermato che sia l’Iran sia gli Stati Uniti avrebbero espresso “piena fiducia” negli sforzi di Islamabad per facilitare il dialogo. Dar ha poi riferito di aver informato anche il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, e il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, entrambi favorevoli all’iniziativa diplomatica.
Ore 20.00
Vengono segnalati blackout in alcune aree di Teheran dopo i raid aerei che alcuni minuti fa hanno colpito la capitale iraniano. Lo riportano i media iraniani
Tehran Times segnala blackout in alcune aeree orientali e occidentali della capitale, mentre secondo l’agenzia di stampa Tasnim, l’elettricità è stata interrotta in alcune zone della provincia di Alborz, nella città di Karaj e in una parte limitata di Teheran, ma il servizio verrà ripristinato a breve.
Il ministero iraniano dell’Energia ha confermato che in seguito agli attacchi contro alcune infrastrutture elettriche nella provincia di Teheran, in alcune zone della capitale e nella provincia di Alborz, in alcune aree si è verificata un’interruzione dell’erogazione di energia elettrica e si sta lavorando per risolvere il problema.
Ore 13.00
Almeno 20 persone sono rimaste uccise e molte altre ferite in una serie di raid aerei israeliani nel Libano meridionale nella notte tra sabato e domenica. Lo hanno riferito il Ministero della Salute libanese e fonti locali. Il Centro operativo di emergenza del Ministero della Salute ha dichiarato che un raid aereo israeliano sul distretto di Nabatieh ha ucciso sette persone e ne ha ferite altre otto.
Sette persone sono state uccise anche in un raid aereo sul villaggio di Henniyeh, mentre due persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite in un altro attacco sul villaggio di Jouaiya. In precedenza, due persone erano morte quando un raid aereo aveva colpito un’abitazione nel villaggio di Ebba.
Un altro attacco, che ha preso di mira un centro vicino all’ospedale di Bint Jbeil, nella città omonima, ha ucciso due paramedici dell’Autorità Sanitaria Islamica. Nel frattempo, Hezbollah ha affermato di aver lanciato razzi e droni contro diverse basi e siti militari israeliani lungo il confine tra Israele e Libano.
I miliziani hanno anche sparato un missile antiaereo contro un elicottero israeliano sopra il villaggio di Adaisseh, costringendolo a ritirarsi. Sempre oggi, Israele ha annunciato la morte di un suo soldato, un cittadino statunitense con doppia cittadinanza israeliana, avvenuta durante un combattimento nel sud del Libano.
L’esercito israeliano ha precisato che il sergente Moshe Yitzchak Hacohen Katz, 22 anni, originario di New Haven, nel Connecticut, prestava servizio nella Brigata Paracadutisti. Non sono stati forniti altri dettagli.
Gli scontri transfrontalieri lungo il confine tra Libano e Israele continuano dal 2 marzo, quando Hezbollah ha lanciato razzi verso Israele per la prima volta dall’accordo di cessate il fuoco del 27 novembre 2024, provocando un’intensificazione dei raid aerei israeliani nel sud e nell’est del Libano e nella periferia meridionale di Beirut.
Ore 11.45
“Non usciremo da questa guerra, se non con la vittoria”. E’ quanto afferma il potente capo del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, in dichiarazioni rilanciate dall’agenzia iraniana Tasnim a un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica e dall’inizio della ‘risposta’ iraniana. Ghalibaf, stando a quanto riportato, parla di “grande guerra mondiale” e ripete che l’Iran non accetterà “l’umiliazione”.
“Il nemico, in pubblico, manda messaggi di negoziati e in segreto trama per un attacco di terra”. Parola del potente capo del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, che si è espresso così secondo dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Tasnim.
Per Ghalibaf, gli Stati Uniti, “con l’elenco in 15 punti, indicano i loro desideri”, quello “che non hanno ottenuto con la guerra”. E, proseguono le dichiarazioni che i media della Repubblica islamica collegano ai 30 giorni dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran, le forze iraniane “attendono che i soldati americani arrivino sul campo”.
Ore 11.00
La missione navale Aspides, guidata dall’Unione Europea, ha lanciato un allarme riguardo agli attacchi delle milizie Houthi, filo-iraniane, contro le navi mercantili internazionali che navigano nel Mar Rosso e nella parte orientale del Golfo di Aden. Le navi nella zona potrebbero essere prese di mira e si consiglia agli armatori di prestare la “massima attenzione”.
L’avvertimento arriva dopo che gli Houthi hanno ripreso gli attacchi contro obiettivi in Israele, sabato scorso. La milizia yemenita vuole sostenere l’Iran nella guerra condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro il Paese.
Le navi che potrebbero essere collegate a Israele o agli Stati Uniti dovrebbero, per quanto possibile, evitare il Mar Rosso e il Golfo di Aden, avverte Aspides. “Le capacità militari degli Houthi sono attualmente considerate intatte e considerevoli”, ha dichiarato la missione.
Queste due vie navigabili sono di vitale importanza per il commercio internazionale. A causa della guerra, un altro importante corridoio commerciale, lo Stretto di Hormuz, è praticamente chiuso da settimane, con conseguente impennata dei prezzi dell’energia.
Ore 8.20
Raid di Usa e Israele hanno colpito una città portuale iraniana vicino allo Stretto di Hormuz. Stati Uniti e Israele “hanno effettuato un attacco criminale contro il molo di Bandar Khamir, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro”, riferisce l’agenzia iraniana Irna.
Forti esplosioni sono state udite in mattinata nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce un giornalista dell’agenzia Afp sul posto. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città.
Ore 8.00
Forti esplosioni sono state udite nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce un giornalista dell’agenzia Afp sul posto. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città.
Ore 7.00
Gli Houthi dello Yemen hanno annunciato il loro ingresso nel conflitto in Medio Oriente. Due gli attacchi contro Israele entrambi rivendicati dall’inizio della guerra dello Stato Ebraico e degli Usa contro l’Iran. In una dichiarazione pubblicata su X, il gruppo, che controlla gran parte dello Yemen settentrionale e ha preso di mira Israele con droni e missili per gran parte della guerra di Gaza, ha affermato di aver lanciato missili contro siti militari israeliani.
Trovare un equilibrio tra il pressing iraniano perché entrino in guerra a sostegno di Teheran e il timore di ritorsioni da parte degli Stati Uniti o dell’Arabia Saudita. Questa la posizione nella quale si trovano i miliziani yemeniti Houthi e che fa presuppore che gli attacchi sferrati potrebbero restare un caso isolato, secondo il Wall Street Journal che cita analisti yemeniti. Attacchi isolati per evitare appunto una forte reazione degli Stati Uniti, che lo scorso anno hanno condotto una campagna di due mesi contro gli Houthi, o un nuovo conflitto con l’Arabia Saudita, contro cui i miliziani yemeniti hanno combattuto per anni fino al cessate il fuoco del 2022.
Il nodo dello Stretto di Bab Al-Mandab
Fatto sta che questo intervento solleva serie preoccupazioni. Gli Houthi hanno dimostrato la capacità di colpire bersagli ben oltre i confini dello Yemen e di interrompere le rotte marittime intorno alla penisola arabica e al Mar Rosso, come hanno fatto a sostegno di Hamas nella guerra di Gaza. Venerdì hanno dichiarato di essere pronti ad agire qualora l’escalation contro l’Iran e l'”Asse della Resistenza” proseguisse nel conflitto. Qualora gli Houthi aprissero un nuovo fronte nel conflitto, un obiettivo potenziale sarebbe lo Stretto di Bab Al-Mandab, al largo della costa dello Yemen, un collo di bottiglia cruciale per il traffico marittimo diretto al Canale di Suez.
Un alto funzionario del ministero della propaganda Houthi ha minacciato che la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è “tra le opzioni” per le azioni dell’organizzazione yemenita. In un’intervista al canale Al-Araby del Qatar, Mohammed Mansour ha dichiarato: “Ci stiamo coordinando con i nostri fratelli dell”Asse della Resistenza’ riguardo al nostro ingresso in guerra. La nostra responsabilità nei confronti dell’Iran e di Hezbollah è morale e religiosa. Stiamo gestendo questa battaglia gradualmente e la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è tra le nostre opzioni. La resistenza yemenita è giunta alla conclusione che oggi è il momento di intervenire”.
Bab al-Mandab è uno stretto situato tra lo Yemen e i Paesi africani di Gibuti ed Eritrea, che consente alle navi mercantili provenienti dall’Asia e dall’Africa di raggiungere la regione del Mediterraneo e da lì anche l’America.
Esperti sottolineano come l’Iran sta attivando gruppi alleati in tutta la regione, il che “rischia di allargare una guerra già instabile”. Un’ulteriore escalation potrebbe includere attacchi contro navi mercantili nel Mar Rosso e potenzialmente contro obiettivi negli stati del Golfo.
Dal canto suo il governo dello Yemen riconosciuto dalla comunità internazionale critica appunto l’Iran, accusato di “tentativi frequenti di trascinare lo Yemen e altri Paesi” del Medio Oriente “in guerre inutili tramite le sue milizie terroristiche”. A riferirne è l’agenzia Saba che dà notizia di una dichiarazione del Consiglio presidenziale – con sede ad Aden – che considera “il coinvolgimento delle milizie Houthi” dello Yemen “nella difesa del regime iraniano” come una dimostrazione del fatto che l’Iran “spinge i suoi proxy ad aprire altri fronti”.
Allarme per il rischio di esacerbare le “condizioni umanitarie e di vita” già gravi in “un Paese che vive una delle peggiori crisi umanitarie al mondo”. Secondo le autorità yemenite, “il nuovo ciclo di politiche iraniane, a cui hanno aderito le milizie terroristiche Houthi, riproduce il modello catastrofico, già vissuto da altri Paesi nella regione, in cui gruppi armati fuorilegge continuano a prendere la decisione di guerra o pace e a coinvolgere i loro Paesi in scontri distruttivi nell’interesse del regime iraniano e del suo progetto, che il governo yemenita rifiuta categoricamente”.
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