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Iran, No di Londra e Berlino alle richieste di Trump su Hormuz. Teheran: “Lo stretto resta chiuso per i nemici”. Israele avvia un’operazione di terra in Libano

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Londra e Berlino dicono No alle richieste di Washington riguardanti lo stretto di Hormuz in Iran: “La Nato non è responsabile”. Israele lancia un’operazione di terra in Libano

Iran, No di Londra e Berlino alle richieste di Trump su Hormuz. Teheran: “Lo stretto resta chiuso per i nemici”. Israele avvia un’operazione di terra in Libano

Londra e Berlino dicono No alle richieste di Washington riguardanti lo stretto di Hormuz in Iran: “La Nato non è responsabile”. Israele lancia un’operazione di terra in Libano

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Iran, No di Londra e Berlino alle richieste di Trump su Hormuz. Teheran: “Lo stretto resta chiuso per i nemici”. Israele avvia un’operazione di terra in Libano

Londra e Berlino dicono No alle richieste di Washington riguardanti lo stretto di Hormuz in Iran: “La Nato non è responsabile”. Israele lancia un’operazione di terra in Libano

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Guerra in Iran, tensione in Medio Oriente. Le principali notizie.

Israele avvia un’operazione di terra in Libano

Israele ha lanciato un’operazione di terra in Libano. Il portavoce delle Forze di Difesa israeliane (Idf) ha infatti annunciato ufficialmente l’avvio di un’operazione di terra mirata nel Libano meridionale che “rientra nell’ambito degli sforzi volti a stabilire una difesa avanzata, che comprende la distruzione delle infrastrutture terroristiche e l’eliminazione dei terroristi operanti nella zona, al fine di rimuovere le minacce e creare un ulteriore cuscinetto di sicurezza per i residenti del nord”. Questo quanto si legge nella dichiarazione.

Hormuz, Trump chiede l’intervento della Nato

Intanto Donald Trump ha lanciato un aut aut alla Nato. Il presidente Usa esige infatti l’aiuto della Nato per liberare lo Stretto di Hormuz e avverte gli alleati, chiamati di fatto a recitare un ruolo di primo piano nella guerra in Iran. Se non verranno inviate navi per proteggere le petroliere, minacciate da Teheran con la conseguente paralisi del commercio di greggio e l’impennata dei prezzi, la Nato va incontro ad un “futuro pessimo”.

Starmer: “Il Regno Unito non entrerà in un vasto conflitto. Le richieste Usa per Hormuz non riguardano una missione della Nato”

“Vogliamo vedere questa guerra finire al più presto possibile”. A pronunciare queste parole è il premier britannico Keir Starmer che aggiornando il suo Paese riguardo la situazione in Iran.

Starmer ha poi detto che il Regno Unito “difende gli interessi nazionali” e “protegge gli alleati” ma che “non entrerà in una guerra a vasto raggio”.

Si lavora insieme ai partner per un piano “sostenibile” – spiega Starmer – in modo da far riaprire lo stretto di Hormuz alla navigazione.

Wadephul, ministro degli Esteri della Germania: “La Nato non è responsabile per lo Stretto di Hormuz”

“Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz. Se così fosse, gli organi della Nato se ne occuperebbero”. Lo ha affermato Johann Wadephul, il ministro degli Esteri tedesco, all’arrivo al Consiglio Ue Esteri.

E ha poi aggiunto: “Non è una guerra della Nato”.

“La Nato è un’alleanza per la difesa del territorio, ha spiegato.

Iran, Kaja Kallas: “Lo stretto di Hormuz è fuori dal raggio d’azione della Nato”

“Siamo stati in contatto con la Nato in precedenza, ma questo è davvero al di fuori dell’area d’azione della Nato. Ecco perché abbiamo l’operazione Aspides. Eci sono Stati membri che sono anche disposti a contribuire, sia nella coalizione dei volenterosi che nell’operazione stessa. Ma è al di fuori dei territori della Nato. Non ci sono Paesi Nato nello stretto di Hormuz”. Queste le parole di Kaja Kallas, l’Alta rappresentante Ue, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri.

Iran: “Lo stretto di Hormuz rimane chiuso solo per i nostri nemici”

Lo Stretto di Hormuz è aperto, ma non per i Paesi che hanno attaccato l’Iran. È il messaggio ribadito dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, che ha commentato la richiesta degli Usa agli alleati di contribuire alla sicurezza della via marittima del Golfo. “Gli Usa hanno condotto attacchi su larga scala e continuano a ripetere la richiesta di una resa incondizionata. Ora, dopo circa 15 giorni dall’inizio della guerra, si rivolgono ad altri Paesi chiedendo aiuto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato Araghchi, citato dalla Cnn.

Secondo il capo della diplomazia iraniana, dal punto di vista di Teheran “lo stretto è aperto, è chiuso soltanto ai nostri nemici e a coloro che hanno compiuto un’aggressione ingiusta contro il nostro Paese”.

Iran: “Non abbiamo mai chiesto un cessate il fuoco”

In dichiarazioni riportate da Al Arabiya, il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha dichairato: “L’Iran non ha chiesto un cessate il fuoco”.

E ancora: “La conclusione della guerra deve essere raggiunta in modo da garantire che non si ripeta più”.

di Margherita Medici

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