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Trump, ultimatum all’Iran: “48 ore per aprire lo Stretto di Hormuz o distruggo le centrali”. Metsola, ‘riapertura Hormuz nostra priorità, faremo di tutto per de-escalation’

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Trump, ultimatum all’Iran, con un messaggio pubblicato sul social Truth: “48 ore per aprire lo Stretto di Hormuz o distruggo le centrali”. Metsola “riapertura nostra priorità”

Iran

Trump, ultimatum all’Iran: “48 ore per aprire lo Stretto di Hormuz o distruggo le centrali”. Metsola, ‘riapertura Hormuz nostra priorità, faremo di tutto per de-escalation’

Trump, ultimatum all’Iran, con un messaggio pubblicato sul social Truth: “48 ore per aprire lo Stretto di Hormuz o distruggo le centrali”. Metsola “riapertura nostra priorità”

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Trump, ultimatum all’Iran: “48 ore per aprire lo Stretto di Hormuz o distruggo le centrali”. Metsola, ‘riapertura Hormuz nostra priorità, faremo di tutto per de-escalation’

Trump, ultimatum all’Iran, con un messaggio pubblicato sul social Truth: “48 ore per aprire lo Stretto di Hormuz o distruggo le centrali”. Metsola “riapertura nostra priorità”

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La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti entra in una nuova fase di escalation proprio oggi, domenica 22 marzo, gli ultimi aggiornamenti.

“La riapertura dello stretto di Hormuz sarà la nostra priorità prioprità”. Lo ha detto Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ricordando, in un’intervista a “Che Tempo che fa”, che i Paesi membri della Ue hanno detto di “non essere pronti ad un intervento militare perché è un’azione unilaterale, ma faremo di tutto per la de-escalation”, per salvare vite in Medio Oriente.

Metsola ha anche sottolineato che “dobbiamo essere pronti” se questa crisi durerà, individuando “cosa faremo” per le forniture di gas e petrolio e per il rafforzamento delle rinnovabili. “Dobbiamo proteggere i nostri cittadini per pagare le bollette e dobbiamo essere pronti a essere capaci di difendere il nostro continente quando c’è bisogno”, ha concluso, ricordando in particolare le minacce che sono state rivolte a Cipro.

Ore 9.28

Il ministero della Difesa di Doha parla di ‘guasto tecnico’, un elicottero del Qatar è precipitato in mare e sei delle persone che erano a bordo sono state dichiarate morte, mentre una settima risulta dispersa. Lo rende noto il ministero della Difesa di Doha spiegando che lo schianto è stato provocato da ”un guasto tecnico”.

Ore 8.45

Il sottomarino a propulsione nucleare britannico HMS Anson è arrivato nel Mar Arabico. Lo riporta il Daily Mail ricordando che il sottomarino ha lasciato la città australiana di Perth il 6 marzo. Si ritiene che il sottomarino si stia posizionando nella parte settentrionale del Mar Arabico, in un’area vicino allo Stretto di Hormuz. Il sottomarino è dotato di missili da crociera Tomahawk Block IV per l’attacco a obiettivi terrestri, con una gittata di circa 1.600 chilometri, e siluri pesanti Spearfish. Questo permette al Regno Unito di effettuare attacchi di precisione a lungo raggio.

Si registra la morte di una persona in Israele, vicino al confine settentrionale con il Libano, a causa di un razzo lanciato dal territorio libanese. Lo riferiscono i soccorritori israeliani spiegando che il razzo ha colpito l’auto sulla quale viaggiava la vittima. I vigili del fuoco locali hanno dichiarato che le fiamme hanno avvolto due veicoli dopo un “impatto diretto”.

Ore 7.08

Se l’Iran non apre totalmente lo Stretto di Hormuz senza minacce entro 48 ore, gli Stati Uniti colpiranno e distruggeranno le sue centrali energetiche a partire dalla più grande”. E’ l’ultimatum che Donald Trump invia all’Iran con un messaggio pubblicato sul social Truth. Il presidente degli Stati Uniti, mentre la guerra entra nella quarta settimana, minaccia ulteriori attacchi alle infrastrutture iraniane se Teheran non aprirà lo Stretto di Hormuz. La ‘via del petrolio’ è bloccata con la paralisi del traffico del greggio e effetti evidenti sui mercati e sui prezzi dei carburanti.

Trump ha cercato invano, la scorsa settimana, di sollecitare la formazione di una coalizione internazionale per favorire la riapertura dello Stretto. Negli ultimi giorni, il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato dichiarazioni contrastanti sul tema. Mentre il Pentagono continua a inviare marines e navi nella regione, con la prospettiva di un’azione risolutiva, Trump ha nuovamente chiamato in causa gli alleati – definendo “codardi” i paesi della Nato – facendo riferimento, a giorni alterni, ad un possibile intervento degli Stati Uniti. Ora, la prospettiva cambia di nuovo e il presidente minaccia un’ulteriore escalation degli attacchi.

Ore 20:03 – Sabato 21.03

I Paesi del G7 chiedono la “cessazione immediata e incondizionata di tutti gli attacchi da parte del regime iraniano”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta pubblicata dalla presidenza francese e sottoscritta dai ministri degli Esteri di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, nonché l’Alto rappresentante dell’Unione europea. Si dichiarano “pronti ad adottare le misure necessarie per sostenere l’approvvigionamento energetico globale, come il rilascio delle scorte deciso dall’Agenzia Internazionale per l’Energia l’11 marzo”.

Ore 19:39 – Sabato 21.03

E’ di almeno 39 feriti il nuovo bilancio dell’attacco iraniano con un missile balistico in direzione della città di Dimona, nel sud di Israele. Lo riferisce il Times of Israel, che cita i soccorritori. I feriti, tra i quali un ragazzo in condizioni gravi, sono stati trasportati Soroka Hospital di Beersheba. Una trentenne ha riportato ferite da schegge di vetro, mentre le altre 37 persone sono rimaste lievemente ferite da schegge o hanno riportato traumi mentre correvano per mettersi al riparo o hanno avuto disturbi d’ansia.

Ore 18:55- Sabato 21.03

L’Iran ha rivendicato l’attacco missilistico contro una zona residenziale nella città israeliana di Dimona, che ha causato circa 20 feriti, per lo più lievi. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia Tasnim, Teheran ha affermato di aver colpito “in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele” contro il sito nucleare di Natanz e la centrale di Bushehr. Le autorità iraniane sostengono che “il nemico ha ricevuto ancora una volta una lezione indimenticabile” e che l’attacco su Dimona rappresenta “un chiaro segnale che nessuna area è al sicuro dai missili iraniani”. Teheran ha inoltre avvertito che “il nemico deve arrendersi prima che sia troppo tardi”.

Ore 12.03 – Sabato 21.03

L’impianto di Natanz, è stato colpito da un attacco contro l’Iran, è considerato il cuore del programma nucleare della Repubblica islamica. In questo sito, che sorge nella provincia di Isfahan su una pianura adiacente alle montagne a sud di Qom, città santa per gli sciiti, si trovano un impianto di arricchimento del combustibile (Fuel Enrichment Plant, Fep) e un impianto pilota di arricchimento del combustibile (Pilot Fuel Enrichment Plant, Pfep). Secondo l’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran, l’attacco al sito viola il Trattato di non proliferazione nucleare.

Di Camilla Parigi

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