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Iran, raid israeliani in Libano e allarme energia. Doha: “A rischio le forniture energetiche all’Italia”

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In Iran il conflitto si intensifica con nuovi raid israeliani nel sud del Libano. Cresce l’allarme per una crisi energetica

Iran, raid israeliani in Libano e allarme energia. Doha: “A rischio le forniture energetiche all’Italia”

In Iran il conflitto si intensifica con nuovi raid israeliani nel sud del Libano. Cresce l’allarme per una crisi energetica

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Iran, raid israeliani in Libano e allarme energia. Doha: “A rischio le forniture energetiche all’Italia”

In Iran il conflitto si intensifica con nuovi raid israeliani nel sud del Libano. Cresce l’allarme per una crisi energetica

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Si intensifica il conflitto che coinvolge l’Iran e gli equilibri del Medio Oriente, mentre aumentano i timori per una crisi energetica globale e per un allargamento della guerra su più fronti.

Secondo le stime circolate nelle ultime ore, il coinvolgimento degli Stati Uniti avrebbe già comportato costi per circa 25 miliardi di dollari, una cifra destinata a crescere con il protrarsi delle operazioni militari e il rafforzamento della presenza nella regione.

Nel corso della notte le difese aeree di Emirati e Kuwait hanno risposto al lancio di missili dall’Iran, mentre l’Arabia Saudita ha intercettato attacchi con droni. E il ministero degli Interni del Bahrain ha reso noto che schegge provenienti da una “aggressione iraniana” hanno causato un incendio in un magazzino, che è stato domato e non ha provocato feriti.

In Kuwait, un comunicato dell’esercito afferma che le difese aeree “hanno risposto a minacce ostili di missili e droni”, mentre i media statali degli Emirati hanno parlato di “minacce di missili e droni dall’Iran”.

I Pasdaran, in un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa Tasnim, hanno rivendicato di aver preso di mira le forze statunitensi nella base aerea di Al-Dhafra negli Emirati, oltre che siti in Israele, con missili e droni. Dal canto suo, il ministero della Difesa saudita afferma che in meno di due ore le sue forze hanno “intercettato e distrutto” 10 droni nell’est del paese e un altro nel nord.

Raid nel sud del Libano

Sul terreno, la situazione resta altamente instabile. Nuovi attacchi israeliani hanno colpito il sud del Libano: “Caccia nemici israeliani hanno colpito all’alba, prendendo di mira le città di Bafliyeh e Hanine nei distretti di Tiro e Bint Jbeil”, lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale National News Agency (Nna), aggiungendo che le forze israeliane hanno colpito altre cinque città nel sud del Paese.
Le fonti parlano di raid che avrebbero interessato almeno cinque città, confermando un’escalation lungo il confine settentrionale di Israele e il rischio concreto di un ampliamento del conflitto.

Energia sotto pressione

A preoccupare la comunità internazionale è soprattutto il fronte energetico. Gli attacchi e le tensioni nell’area del Golfo stanno mettendo a rischio infrastrutture strategiche e rotte fondamentali per il trasporto di petrolio e gas. Il ministro degli esteri di Teheran: “Nessuna moderazione finché ci attaccheranno”, Doha: “A rischio le forniture energetiche all’Italia”. Gli Stati del Golfo chiedono agli Stati Uniti più armi per difendersi e il Pentagono sblocca 16 miliardi di dollari. Particolare attenzione è rivolta alle grandi dighe e agli impianti collegati alla produzione e distribuzione di energia, considerati obiettivi sensibili in caso di ulteriore escalation.

Segnali dal fronte interno iraniano

Nonostante il clima di tensione, da Teheran arrivano anche segnali di normalità istituzionale. La nazionale femminile di calcio dell’Iran è rientrata nel Paese ed è stata accolta da una cerimonia ufficiale, in un evento dal forte valore simbolico. “Non mi aspettavo che così tante persone venissero ad accoglierci, e sono felice di essere figlia dell’Iran”lo ha affermato la centrocampista Fatemeh Shaban. Il vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, la scorsa settimana ha sottolineato comele calciatrice non sarebbero state in pericolo se fossero tornate a casa, aggiungendo che il Paese “accoglie i suoi figli a braccia aperte e il governo garantisce la loro sicurezza”. 

Si è trattato di un gesto che appare volto a rafforzare il senso di unità nazionale in un momento critico per il Paese.

Di Camilla Parigi

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