Trump lancia l’operazione “Project Freedom”: “Guideremo le navi bloccate fuori dallo Stretto di Hormuz”. E afferma: “La nuova proposta di Teheran è inaccettabile. La ripresa degli attacchi è possibile”
Trump lancia l’operazione “Project Freedom” nello Stretto di Hormuz. Il presidente Usa dice di aver “esaminato la nuova proposta dell’Iran e di ritenerla inaccettabile”. E potrebbero ricominciare gli attacchi
Trump lancia l’operazione “Project Freedom”: “Guideremo le navi bloccate fuori dallo Stretto di Hormuz”. E afferma: “La nuova proposta di Teheran è inaccettabile. La ripresa degli attacchi è possibile”
Trump lancia l’operazione “Project Freedom” nello Stretto di Hormuz. Il presidente Usa dice di aver “esaminato la nuova proposta dell’Iran e di ritenerla inaccettabile”. E potrebbero ricominciare gli attacchi
Trump lancia l’operazione “Project Freedom”: “Guideremo le navi bloccate fuori dallo Stretto di Hormuz”. E afferma: “La nuova proposta di Teheran è inaccettabile. La ripresa degli attacchi è possibile”
Trump lancia l’operazione “Project Freedom” nello Stretto di Hormuz. Il presidente Usa dice di aver “esaminato la nuova proposta dell’Iran e di ritenerla inaccettabile”. E potrebbero ricominciare gli attacchi
Il presidente statunitense Donald Trump ne ha per tutti: torna a minacciare l’Iran (possibile ripresa degli attacchi di Usa e Israele), Cuba (di cui gli statunitensi “prenderanno il controllo”) e l’Ue (con nuovi dazi).
Iran, Trump lancia l’operazione “Project Freedom”
Donald Trump lancia l’operazione ‘Project Freedom’ a Hormuz. “Paesi di tutto il mondo, quasi tutti estranei alla disputa mediorientale in corso”, hanno chiesto “agli Stati Uniti di intervenire per liberare le loro navi, bloccate nello Stretto di Hormuz, in una situazione che non li riguarda minimamente: sono semplicemente spettatori neutrali e innocenti! Per il bene dell’Iran, del Medio Oriente e degli Stati Uniti, abbiamo assicurato a questi Paesi che guideremo le loro navi fuori da queste acque ristrette, in modo che possano riprendere liberamente e agevolmente le loro attività”, ha annunciato il presidente americano in un post su Truth.
“Ho incaricato i miei rappresentanti di informarli che faremo tutto il possibile per far uscire le loro navi e i loro equipaggi in sicurezza dallo Stretto”, ha scritto Trump, spiegando che “questa operazione, denominata ‘Project Freedom’, inizierà lunedì mattina, ora del Medio Oriente”.
Trump: “La proposta dell’Iran è inaccettabile. Ripresa degli attacchi a Teheran? C’è la possibilità”
Il presidente degli Usa Donald Trump ha dichiarato di aver “esaminato la nuova proposta iraniana e di ritenerla inaccettabile”. In un’intervista all’emittente pubblica israeliana Kan, secondo le ultime notizie di oggi domenica 3 maggio, il capo della Casa Bianca ha aggiunto che “la campagna sta procedendo molto bene”.
Donald Trump continua a non escludere la possibilità di riprendere le operazioni militari contro l’Iran. “Se si comporteranno male, se faranno qualcosa di sbagliato… vedremo. Ma è una possibilità che potrebbe certamente verificarsi”, ha detto il presidente statunitense rispondendo alle domande dei giornalisti in Florida.
Iran: “Probabile una nuova guerra con gli Usa”
Per l’Iran “è probabile una ripresa del conflitto con gli Usa e e i fatti hanno dimostrato che gli Usa non rispettano promesse né accordi”. Si è espresso così Mohammad Jafar Asadi, ufficiale del comando militare iraniano, Khatam al-Anbiya, in dichiarazioni rilanciate dall’agenzia iraniana Fars secondo le ultime notizie di oggi, venerdì 2 maggio.
Teheran ha inoltre annunciato di aver predisposto una bozza di legge per regolamentare il transito nello Stretto di Hormuz. A renderlo noto è stato il vicepresidente del Parlamento iraniano Hamidreza Haji-Babaei, citato da Al Jazeera, secondo cui il provvedimento vieterebbe in particolare il passaggio di navi israeliane lungo la rotta marittima strategica.
Nuove minacce del presidente degli Usa: “Finito con l’Iran prenderò il controllo di Cuba”
Una volta finito con l’Iran gli Usa… prenderanno il controllo di Cuba: ad affermarlo è il presidente statunitense Donald Trump che torna a minacciare la Perla delle Antille.
Dopo aver annunciato un inasprimento delle sanzioni americane, Donald Trump è infatti tornato nelle scorse ore a parlare di Cuba e ha evocato la possibilità che gli Usa ne “prendano il controllo”.
“(Quella persona, ndr) È originaria di un posto che si chiama Cuba, un luogo di cui prenderemo quasi immediatamente il controllo”, ha detto il presidente americano rivolgendosi a una persona presente fra la folla che lo ascoltava durante un evento in Florida.
Nel suo intervento “The Donald” ha collegato Cuba (il futuro) all’Iran (il presente).
“Prima ne finiremo una, mi piacerebbe concludere il lavoro”, ha affermato il presidente statunitense facendo riferimento all’Iran.
“Di ritorno dall’Iran, faremo sì che una delle nostre grandi unità, forse la portaerei Uss Abraham Lincoln, la più grande al mondo, si avvicini, si mantenga a circa 100 metri dalla costa e ci diranno ‘molte grazie, ci arrendiamo’”, ha aggiunto Trump alludendo a quella che – a suo avviso – potrebbe essere una risposta delle autorità cubane.
Nel frattempo, Cuba ha già definito “illegali” le nuove sanzioni annunciate dagli Usa.
Dazi, la nuova “punizione” di Donald Trump all’Europa
Nuova “punizione” di Donald Trump all’Europa. “Sono lieto di annunciare che, in considerazione del fatto che l’Unione Europea non sta rispettando il nostro accordo commerciale pienamente concordato – scrive il presidente in un post su Truth social – la prossima settimana aumenterò i dazi applicati all’Unione Europea per le auto e i camion che entrano negli Stati Uniti. Il dazio sarà aumentato al 25%”.
Trump assicura poi che “è pienamente inteso e concordato che, se produrranno auto e camion negli stabilimenti statunitensi, non ci sarà alcun dazio. Molti stabilimenti automobilistici e di camion sono attualmente in costruzione, con oltre 100 miliardi di dollari investiti, un record nella storia della produzione di auto e camion. Questi stabilimenti, con personale americano, apriranno presto. Non c’è mai stato nulla di simile a ciò che sta accadendo oggi in America!”.
Di Altea Ferrante
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