Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Iran, Attacco con droni a base militare presso l’aeroporto di Baghdad. Fia, annullati Gp F1 in Bahrein e Arabia Saudita

|

Per Trump, il regime si sgretolerà. “Abbiamo cancellato la leadership dell’Iran per due volte. La seconda volta, si stavano riunendo per scegliere la Guida”

Iran

Iran, Attacco con droni a base militare presso l’aeroporto di Baghdad. Fia, annullati Gp F1 in Bahrein e Arabia Saudita

Per Trump, il regime si sgretolerà. “Abbiamo cancellato la leadership dell’Iran per due volte. La seconda volta, si stavano riunendo per scegliere la Guida”

|

Iran, Attacco con droni a base militare presso l’aeroporto di Baghdad. Fia, annullati Gp F1 in Bahrein e Arabia Saudita

Per Trump, il regime si sgretolerà. “Abbiamo cancellato la leadership dell’Iran per due volte. La seconda volta, si stavano riunendo per scegliere la Guida”

|

Ore 23.00

Fia, annullati Gp F1 in Bahrein e Arabia Saudita

I Gran Premi di Formula 1 del Bahrein e di Jeddah, in Arabia Saudita, previsti per metà aprile, sono stati cancellati a causa della guerra in corso in Medio Oriente: lo ha annunciato domenica la Fia. “Abbiamo confermato oggi che, a seguito di attente valutazioni, a causa della situazione in corso in Medio Oriente, i Gran Premi del Bahrein e dell’Arabia Saudita non si terranno ad aprile”, ha dichiarato in un comunicato l’organo di governo mondiale degli sport motoristici, inclusa la Formula 1. I test, le qualifiche e le gare di Formula 1 in questi due stati arabi del Golfo, regolarmente bersaglio di raid aerei iraniani dalla fine di febbraio, erano in programma dal 10 al 12 aprile e dal 17 al 19 aprile e non saranno sostituiti da altri Gran Premi. “La Fia darà sempre la priorità alla sicurezza e al benessere della nostra comunità professionale”, ha assicurato il presidente dell’organizzazione, Mohammed bin Sulayem, in una dichiarazione.

Il leader della FIA ha affermato di “sperare nella calma, nella sicurezza e in un rapido ritorno alla stabilità nella regione”, dove le monarchie e gli emirati arabi sono stati presi di mira dal 28 febbraio da droni e missili provenienti dal vicino iraniano, in rappresaglia per l’offensiva militare di Stati Uniti e Israele. Il Regno del Bahrein, sede della Quinta Flotta statunitense, e la monarchia saudita, alleata degli Stati Uniti, sono “incredibilmente importanti per l’ecosistema della nostra stagione di Formula 1”, ha sostenuto il capo emiratino della FIA, senza fornire alcuna valutazione finanziaria di tale cancellazione. I media britannici, come la BBC e The Independent, hanno riportato sabato che il costo totale si aggirerebbe sulle decine di milioni di dollari.

Oltre al circuito di Sakhir in Bahrein, situato al centro di questa piccola isola di fronte all’Iran, e al circuito di Jeddah sulla costa del Mar Rosso, anche il Qatar e Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) ospitano gli ultimi due Gran Premi della stagione tra fine novembre e inizio dicembre. La cancellazione o il rinvio dei Gran Premi del Bahrein e dell’Arabia Saudita, che ogni anno attraggono centinaia di migliaia di spettatori, era stata presa in considerazione fin dall’inizio della guerra: una fonte vicina alla vicenda ha dichiarato venerdì all’AFP che i due importanti eventi sportivi, economici e mediatici sarebbero stati “cancellati o riprogrammati”. La stagione 2026 sarà quindi composta da soli 22 Gran Premi, con il secondo in programma domenica a Shanghai, in Cina, e il successivo il 29 marzo a Suzuka, in Giappone. La Formula 1 si sposterà poi negli Stati Uniti, a Miami, all’inizio di maggio.

Ore 22.30

Attacco con droni sul complesso aeroportuale di Baghdad, che ospita una base militare e una sede diplomatica statunitense. Una fonte della sicurezza ha dichiarato all’Afp che i droni “hanno preso di mira la base militare”, ma sono stati abbattuti appena fuori dal complesso, che in precedenza ospitava truppe della coalizione a guida statunitense impegnate nella lotta contro il jihadismo, mentre una seconda fonte ha affermato che un drone precipitato ha provocato un vasto incendio all’esterno.

Ore 21.00

Iran, Parigi: “Non esiste alcun piano francese per crisi Israele-Libano

Non esiste alcun “piano francese” per la pace tra Libano e Israele. Lo ha dichiarato il portavoce del Quai d’Orsay, smentendo in una nota la notizia riportata nelle scorse ore da Axios e precisando che la Francia ha solo “sostenuto l’apertura delle autorità libanesi a colloqui diretti con Israele e si è offerta di facilitarli. Spetterà alle parti, e solo alle parti, definire l’agenda di questi incontri. Tutto il resto sono speculazioni”.

Ore 19.30

La Francia ha presentato un piano per mettere fine alla guerra in Libano, che prevede il riconoscimento di Israele da parte del governo di Beirut e il disarmo di Hezbollah. Lo hanno rivelato fonti citate da Axios, secondo cui il piano, esaminato da Israele e Stati Uniti, punta a ridurre le tensioni, evitare una lunga occupazione israeliana nel sud del Libano e aprire la strada a un accordo di pace storico.

Tra i punti principali, il Libano si impegnerebbe a riconoscere la sovranità di Israele, a impedire attacchi dal proprio territorio e a vietare le attività militari di Hezbollah, che verrebbe progressivamente disarmato. Le Forze Armate libanesi verrebbero ridispiegate a sud del fiume Litani, mentre Israele ritirerebbe entro un mese le truppe dai territori occupati dall’inizio del conflitto.

Il piano prevede anche l’avvio di negoziati per un accordo di non aggressione permanente, la verifica del disarmo di Hezbollah da parte dell’Unifil e di una coalizione internazionale, e la demarcazione dei confini tra Israele e Libano entro il 2026.

Ore 17.30

Iran: Gb, ‘navi da guerra a Hormuz? Valutiamo opzioni’

La Gran Bretagna sta valutando una “serie di opzioni” dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sollecitato una serie di Paesi ad inviare navi da guerra per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. “Come abbiamo già detto in precedenza, attualmente stiamo discutendo con i nostri alleati e partner una serie di opzioni per garantire la sicurezza della navigazione nella regione”, ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa britannico, citato da Sky News

Ore 17.00

Iran: Teheran, una ‘barzelletta’ il sostegno di Kiev ai Paesi del Golfo

“Una barzelletta”. Così l’incaricato d’affari iraniano in Ucraina, Shahriar Amouzegar, ha definito il sostegno promesso da Kiev ai Paesi del Golfo, per aiutarli a contrastare i droni lanciati da Teheran. “Per quanto riguarda le misure adottate dall’Ucraina in Medio Oriente contro i droni, le consideriamo essenzialmente una barzelletta e un gesto puramente simbolico”, ha dichiarato Amouzegar in un’intervista all’Afp.

Ore 15.00

Trump: “Spero molti Paesi mandino navi da guerra per Stretto Hormuz aperto

“Molti Paesi, specialmente quelli colpiti dal tentativo dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra, in collaborazione con gli Stati Uniti d’America, per mantenere lo Stretto aperto e sicuro”. Lo assicura in un post su Truth social Donald Trump, salvo poi dire di “sperare” che lo facciano. “Abbiamo già distrutto il 100% della capacità militare dell’Iran, ma è facile per loro inviare uno o due droni, sganciare una mina o lanciare un missile a corto raggio da qualche parte lungo, o all’interno, di questa via d’acqua, non importa quanto siano stati duramente sconfitti”, ammette il presidente americano. Dunque, “speriamo che Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri elenca Trump – che sono colpiti da questo limite artificiale, inviino navi nella zona in modo che lo Stretto di Hormuz non sia più una minaccia da parte di una nazione che è stata totalmente decapitata”. “Nel frattempo – avverte infine il presidente – gli Stati Uniti bombarderanno senza pietà la costa e affonderanno continuamente imbarcazioni e navi iraniane. In un modo o nell’altro, renderemo presto lo Stretto di Hormuz APERTO, SICURO e LIBERO”.

Ore 14.00

Iran, Teheran: “Ucraina è obiettivo legittimo e legale

Kiev sta aiutando Israele e gli Stati Uniti a respingere gli attacchi dei droni e questo “rende l’intero territorio dell’Ucraina, sulla base dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, un obiettivo legittimo e legale per l’Iran”. Lo ha dichiarato il capo della commissione Sicurezza nazionale del Parlamento di Teheran, Ebrahim Aziz, citato dai media locali.

Ore 12.00

Gli Stati Uniti rivendicano il successo dell’operazione della scorsa notte contr l’isola iraniana di Kharg, assicurando di non aver colpito le installazioni petrolifere. In un post su X, il Comando centrale americano (Centcom) scrive: “Ieri sera, le forze statunitensi hanno condotto un attacco di precisione su vasta scala sull’isola di Kharg, in Iran. L’attacco ha distrutto depositi di mine navali, bunker per missili e numerosi altri siti militari. Le forze statunitensi hanno colpito con successo oltre 90 obiettivi militari iraniani sull’isola di Kharg, preservando al contempo le infrastrutture petrolifere”.

Ore 8.00

Attacco all’ambasciata Usa a Baghdad. Raid sull’isola di Kharg. Trump: “Iran completamente sconfitto”

La guerra in Medio Oriente tra Iran, Usa e Israele continua ad intensificarsi. Secondo le ultime news di oggi, sabato 14 marzo 2026, un attacco ha colpito l’ambasciata statunitense a Baghdad, in Iraq. Sul sito era visibile questa mattina una colonna di fumo.

Nelle ultime ore Washington ha colpito l’isola di Kharg, principale terminal petrolifero iraniano nel Golfo Persico. L’agenzia di notizie iraniane Fars asserisce che non ci sono stati danni alle infrastrutture petrolifere, dopo che Donald Trump aveva annunciato la distruzione di obiettivi militari. 

Secondo il presidente Usa, “l’Iran è completamente vinto e vuole un accordo”. “I media che diffondono informazioni false detestano rendere conto dei risultati eccellenti ottenuti dalle forze militari americane contro l’Iran che è completamente vinto e vuole concludere un accordo, ma non un accordo che io accetterò“, ha scritto su Truth, senza precisare altro.

Ore 7.00

Gli Stati Uniti piazzano una taglia da 10 milioni di dollari su Mojtaba Khamenei, nuova Guida Surpema dell’Iran, e sugli altri big del regime. La guerra con Teheran passa anche e soprattutto per l’acquisizione di informazioni fondamentali, elemento indispensabile per continuare l’operazione Epic Fury. Gli Stati Uniti offrono ricompense fino a 10 milioni. La lista dei ‘most wanted’ non comprende solo Khamenei. In un post pubblicato dall’account ‘Reward for Justice’, collegato al Dipartimento di Stato americano, accanto al figlio dell’ayatollah Ali Khamenei figurano il capo del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale Ali Larijani, il ministro dell’Intelligence Esmail Khatib e quello dell’Interno, Eskandar Momeni.

“Queste persone comandano e dirigono vari reparti dei Guardiani della Rivoluzione, che pianificano, organizzano e mettono in atto atti terroristici in tutto il mondo”, il messaggio. “Se disponete di informazioni su questi o altri leader chiave dei Guardiani della Rivoluzione – si aggiunge – inviatecele tramite la nostra linea dedicata basata su Tor o tramite Signal. Le vostre informazioni potrebbero darvi diritto al trasferimento e a una ricompensa”. 

“Khamenei è vivo, in qualche modo…”

La sorte di Khamenei è ancora avvolta nel mistero. La Guida Suprema, ferita nei raid condotti da Israele e Usa all’inizio della guerra, finora è rimasta invisibile: unica traccia, un messaggio affidato alla tv di Stato. Il 56enne leader, secondo la stampa britannica, sarebbe ricoverato e avrebbe addirittura subito l’amputazione di una gamba. “Penso sia ferito, ma credo che sia in qualche modo ancora vivo“, dice Trump a Fox News Radio. “Sappiamo che la non così suprema guida è ferita e probabilmente sfigurata”, dice il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, definendo “debole” il messaggio diffuso da Teheran. “Non c’era voce e non c’era video. L’Iran ha molte telecamere e molti registratori: perché solo una dichiarazione scritta? Penso che sappiate perché”.

“Il regime cadrà, colpiremo duro la prossima settimana”

Per Trump, il regime si sgretolerà. “Abbiamo cancellato la leadership dell’Iran per due volte. La seconda volta, si stavano riunendo per scegliere la Guida. Ora sono alla ricerca del leader per la terza volta: dicono sia il figlio di Khamenei, ma nessuno sa dove sia”, aggiunge il presidente americano, convinto che il regime in Iran cadrà, “ma forse non immediatamente”. Un rovesciamento del potere da parte del popolo in Iran si verificherà “probabilmente”, ma “forse non subito”. Pasdaran e militari “vanno in giro con le mitragliatrici, uccidono e dicono ‘tutti quelli che manifestano, vi prenderemo per strada’, penso che sia un grosso ostacolo da superare per le persone che non hanno armi”. Il quadro potrebbe cambiare a breve: “Li colpiremo molto duramente nel corso della prossima settimana”, anticipa Trump. Il presidente dice e ripete che la guerra potrebbe finire rapidamente. Quando? “Deciderò a pelle”.

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

04 Aprile 2026
Donald Trump ricorda all’Iran la scadenza dell’ultimatum lanciato i giorni scorsi. Teheran rispond…
04 Aprile 2026
Giorgia Meloni è volata ieri nei Paesi del Golfo Persico, anche se da sola le possibilità di manov…
04 Aprile 2026
“Ciao, mondo”: sono queste le parole che la Nasa scrive online quando pubblica le prime foto (fatt…
03 Aprile 2026
Creta: L’isola greca Heraklion è stata investita da una nube di polveri sahariane trasportate dall…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI