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Iran, Usa e Israele vogliono rovesciare il regime, ma come?

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Usa e Israele attaccano l’Iran con una vasta operazione aerea e navale. Teheran prepara la risposta missilistica

Iran, Usa e Israele vogliono rovesciare il regime, ma come?

Usa e Israele attaccano l’Iran con una vasta operazione aerea e navale. Teheran prepara la risposta missilistica

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Iran, Usa e Israele vogliono rovesciare il regime, ma come?

Usa e Israele attaccano l’Iran con una vasta operazione aerea e navale. Teheran prepara la risposta missilistica

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Borse chiuse, guerre aperte. Alla fine l’attacco israelo-statunitense contro l’Iran è avvenuto davvero, di sabato come ormai ci ha abituato il presidente Donald Trump. L’esperienza gli ha evidentemente insegnato sia di non aver paura di usare il pugno durissimo durante le negoziazioni, sia di sferrarlo quando i mercati non possono andare in preda al panico bellico.
A parte la costante dell’attaccare durante i weekend, i segnali anticipatori dell’attacco erano stati diversi: il più rilevante quello dell’evacuazione del personale non essenziale dalle ambasciate Usa in Israele e Iraq. Visto che l’Iran non avrebbe mai colpito per primo, è stata letta dagli esperti come una delle ultime mosse preparatorie. Come l’arrivo, per la prima volta, dei cacciabombardieri F-22 “Raptor” in Israele.

Ha invece stupito alcuni analisti la scelta dell’orario mattutino per dare il via alla salva di missili Tomahawk lanciati dalla «Big Beautiful Armada» contro gli obiettivi iraniani, quando solitamente si preferisce colpire di notte per sorprendere il nemico. Probabilmente tre fattori hanno influito sulla scelta della mattina come inizio di questa nuova guerra: la possibilità di colpire gli ufficiali nei loro uffici e non nelle case private (quindi minimizzare le vittime civili); l’inconsistenza dell’antiaerea iraniana, che rende meno necessario il vantaggio delle tenebre; infine la possibilità di valutare con più precisione e velocità i danni e la precisione degli attacchi.

In ogni caso, un segnale di assoluta superiorità aerea da parte degli Stati Uniti e di Israele. Che si preparano alla risposta missilistica iraniana, in un contesto molto denso di presenze militari. Washington infatti schiera il Carrier Strike Group 3 guidato da USS Abraham Lincoln CVN-72) nel Mar Arabico e il Carrier Strike Group 12 al comando della USS Gerald R. Ford CVN-78), dislocato nel Mediterraneo orientale di fronte alle coste Israeliane.

Entrambi imbarcano: cacciabombardieri F-35C “Lightning II”, F18E/F “Super Hornet” e EA-18G “Growler”, nonché i ‘radar volanti’ E-2D “Advanced Hawkeye” ed elicotteri MH-60 “Seahawk”. Come supporto alle operazioni aeree sono disposti dai 13 ai 16 cacciatorpediniere e incrociatori, incluse le classi Arleigh Burke che formano uno scudo antiaereo e antimissilistico. Una ‘armada’ passata sotto il comando della Quinta flotta, il cui quartier generale a Manama in Bahrein pare sia stato colpito dalla prima rappresaglia iraniana.

Oltre la flotta marittima di superficie, anche lo schieramento aereo statunitense nelle basi di terra è rilevantissimo. Altri F-35, i sopracitati F-22 “Raptor”, F-15E “Strike Eagle”, F-16 “Fighting Falcon” e una flotta di dozzine di aerei cisterna per sostenerne i raid continui. Nonché i B-2 “Spirit” e i B-52 “Stratofortress” schierati nella base oceanica di Diego Garcia. Sul lato di fanteria invece il personale nel teatro è di ‘appena’ 50mila soldati, in pratica il personale di difesa delle basi. Gli ayatollah non devono temere un’invasione di terra, nel contesto dell’operazione “Epic Fury”.

L’altra colonna dell’attacco è poi Israele, che ha chiamato il suo intervento “Roaring Lion” (Leone Ruggente). Pare che tecnicamente i primi bombardamenti in Iran siano stati compiuti proprio dall’aviazione di Gerusalemme, colpendo le città di Teheran, Isfahan, Qom, Karaj e altre minori. In questo caso sono stati usati dozzine di cacciabombardieri F-35I “Adir” (variante locale dell’aereo Usa), F-15I “Ra’am” e F-16I “Sufa” supportati da droni da ricognizione e squadre di guastatori infiltrate da tempo in Iran.

La reazione aerea e contraerea iraniana è stata finora trascurabile, mentre invece l’arsenale balistico e di droni sta venendo usato senza remore per «punire le forze degli aggressori». I velivoli senza pilota Shahed, ormai famigerati per il loro uso da parte della Russia in Ucraina, così come i Mohajer-6 e gli Arash stanno venendo usati per attacchi a saturazione su Israele e le basi statunitensi nell’aerea. Sul lato missilistico, è stato confermato l’uso dei Sejil a medio raggio e degli ipersonici Fattah, mentre è probabile che verranno usati anche gli Emad, i Khorramsharh a testate multiple e i Zolfaghar (usati per saturare gli intercettori) come nella Guerra dei 12 Giorni.

Di Camillo Bosco

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