Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Iran-Usa, il momento dei colloqui. Centcom: “Due navi Usa nello Stretto di Hormuz per lo sminamento”. Papa Leone XIV: “Fermatevi! Non si uccide in nome di Dio”

|

Iran e Usa si incontrano a Islamabad (Pakistan) per tentare di stabilizzare la fragile tregua e trasformarla in un accordo di pace più duraturo. È il primo faccia a faccia fra Washington e Teheran dal 1979

Iran

Iran-Usa, il momento dei colloqui. Centcom: “Due navi Usa nello Stretto di Hormuz per lo sminamento”. Papa Leone XIV: “Fermatevi! Non si uccide in nome di Dio”

Iran e Usa si incontrano a Islamabad (Pakistan) per tentare di stabilizzare la fragile tregua e trasformarla in un accordo di pace più duraturo. È il primo faccia a faccia fra Washington e Teheran dal 1979

|

Iran-Usa, il momento dei colloqui. Centcom: “Due navi Usa nello Stretto di Hormuz per lo sminamento”. Papa Leone XIV: “Fermatevi! Non si uccide in nome di Dio”

Iran e Usa si incontrano a Islamabad (Pakistan) per tentare di stabilizzare la fragile tregua e trasformarla in un accordo di pace più duraturo. È il primo faccia a faccia fra Washington e Teheran dal 1979

|

Guerra in Iran, i principali aggiornamenti.

A Islamabad (Pakistan), il primo faccia a faccia fra Washington e Teheran dal 1979.

Colloqui cruciali per la guerra tra Usa e Iran. Washington e Teheran si incontrano per tentare di stabilizzare la fragile tregua e trasformarla in un accordo di pace più duraturo. Sul tavolo il futuro del programma nucleare iraniano, la presenza militare americana in Medio Oriente e il controllo dello Stretto di Hormuz.

“Se la parte americana sarà pronta a un vero accordo e a riconoscere i diritti della nazione iraniana, troverà anche da parte nostra disponibilità a raggiungere un’intesa”, ha detto – prima dell’inizio dei negoziati – il capo della squadra negoziale, Mohammed Bagher Ghalibaf, aggiungendo tuttavia che “purtroppo, la nostra esperienza nei negoziati con gli americani è sempre stata accompagnata da fallimenti e violazioni degli impegni”.

La delegazione statunitense – lo ricordiamo – è guidata da J. D. Vance. La delegazione Usa comprende anche l’inviato speciale di Donald Trump – Steve Witkoff – e il genero del presidente, Jared Kushner. 

Iran, Ghalibaf: “Abbiamo buone intenzioni ma non ci fidiamo degli Usa”

“Abbiamo buone intenzioni, ma non ci fidiamo”, a pronunciare queste parole è Mohammad Bagher Ghalibaf, il presidente del Parlamento iraniano – a capo della delegazione di Teheran – dopo il suo arrivo a Islamabad per i colloqui tra Usa e Iran. Lo rende noto la tv di Stato iraniana.

“La nostra esperienza nei negoziati con gli americani si è sempre conclusa con fallimenti e promesse non mantenute”, aggiunge Ghalibaf.

Centcom: “Due navi da guerra Usa nello stretto di Hormuz per lo sminamento”

Due navi da guerra Usa sono nello Stretto di Hormuz per un’operazione di sminamento. Lo rende noto il Comando centrale Usa in un post pubblicato online.

“The New York Times”: “L’Iran non può riaprire lo Stretto di Hormuz perché non riesce a localizzare le mine che aveva posizionato”

L’Iran non sarebbe in grado di riaprire completamente lo Stretto di Hormuz perché non riesce a localizzare o rimuovere tutte le mine navali che avrebbe posizionato al suo interno. Lo riferisce il quotidiano statunitense “The New York Times” citando funzionari statunitensi.

Teheran – scrive “The New York Times” – avrebbe utilizzato piccole imbarcazioni per posare le mine. Ma senza una mappatura precisa delle loro posizioni. Ciò rende quindi complicato sia il tracciamento che la bonifica. Questa limitazione tecnica rischia di rappresentare un ostacolo anche nel contesto dei colloqui in corso a Islamabad tra le delegazioni di Teheran e Washington, nei quali la sicurezza della navigazione nello stretto è uno dei temi centrali.

Papa Leone XIV: “Fermatevi! Non si uccide in nome di Dio”

Nel Regno di Dio “non c’è spada, né drone, né vendetta, né ingiusto profitto”. Lo afferma Papa Leone invocando la pace a San Pietro.

“Abbiamo qui un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più aggressivo. Viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio”, dice il Pontefice.

Ma “chi prega non uccide e non minaccia la morte”, aggiunge.

Il Papa prosegue: “Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra!” .

Axios: “La navi statunitensi passano dallo Stretto di Hormuz”

“Diverse navi” della Marina Usa hanno attraversato in queste ore lo Stretto di Hormuz. Lo afferma in un post pubblicato online Barack Ravid – giornalista di Axios – che cita un funzionario Usa.

Tale movimento, aggiunge, “non è stato coordinato con l’Iran”.

L’Iran smentisce Axios

Un alto funzionario militare iraniano ha smentito Axios dicendo che non è vero che alcune navi Usa avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo rende noto l’emittente iraniana Irib.

Media: “Ok degli Usa a sbloccare gli asset congelati dell’Iran in Qatar e nelle banche estere

Gli Usa avrebbero acconsentito allo sblocco degli asset iraniani congelati in Qatar e in altre banche estere, in una mossa che potrebbe favorire la piena riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono fonti iraniane a Reuters, citate da Sky News.

L’Iran – spiegano le fonti – considera tale decisione un segnale di apertura e di serietà verso un possibile accordo di pace duraturo, prima dell’inizio dei colloqui diretti; lo sblocco degli asset sarebbe inoltre “direttamente collegato a garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz”.

Ma Cbs smentisce: “Gli Usa non hanno acconsentito a sbloccare gli asset iraniani”

Gli Usa non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato. Lo ha dichiarato un alto funzionario statunitense alla Cbs News, smentendo le precedenti notizie diffuse dai media.

Media: “Scomparso sullo Stretto di Hormuz un drone Usa del valore di 400 milioni di dollari”

Secondo quanto reso noto da Forbes – che cita il sistema di tracciamento di volo FlightRadar – il 9 aprile un drone da ricognizione MQ-4C Triton degli Usa – del valore di circa 400 milioni di dollarei – sarebbe scomparso mentre si trovava sullo Stretto di Hormuz.

La fonte rivela che il segnale del transponder del drone si è perso quando è sceso sotto i 10.000 piedi.

Secondo Forbes però non c’è, almeno per il momento, una conferma ufficiale su cosa sia successo al drone.

Esso potrebbe essere precipitato o essere stato abbattuto da un missile iraniano. O, magari, in qualche maniera, potrebbe essere riuscito a tornare alla base Usa.

di Margherita Medici

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

01 Maggio 2026
Una lunga telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin. Il resoconto? Si ipotizza una mini tregua…
01 Maggio 2026
In Iran “l’Italia non ci ha dato nessun aiuto e la Spagna è stata orribile”, dice Donald Trump. Il…
30 Aprile 2026
La Flotilla è stata fermata da Israele. Netanyahu: “Questi attivisti della Flotilla sono sostenito…
29 Aprile 2026
La Guardia Civil ha arrestato ieri notte il presunto autore dell’omicidio di Francesco Sessa, mort…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI