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Iran-Usa, tensione prima dei colloqui. Trump: “Le nostre navi caricano le migliori munizioni se falliscono negoziati”

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Le posizioni di Usa e Iran sono distanti su molti punti prima dei colloqui in programma da sabato a Islamabad, in Pakistan, per arrivare a un accordo di pace

Iran

Iran-Usa, tensione prima dei colloqui. Trump: “Le nostre navi caricano le migliori munizioni se falliscono negoziati”

Le posizioni di Usa e Iran sono distanti su molti punti prima dei colloqui in programma da sabato a Islamabad, in Pakistan, per arrivare a un accordo di pace

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Iran-Usa, tensione prima dei colloqui. Trump: “Le nostre navi caricano le migliori munizioni se falliscono negoziati”

Le posizioni di Usa e Iran sono distanti su molti punti prima dei colloqui in programma da sabato a Islamabad, in Pakistan, per arrivare a un accordo di pace

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna a minacciare l’Iran in vista dell’atteso inizio dei colloqui in Pakistan, sostenendo che le navi da guerra Usa stanno caricando le “migliori munizioni” in vista di una possibile ripresa degli attacchi in caso di fallimento dei negoziati.

“Lo scopriremo tra circa 24 ore. Lo sapremo presto”, ha detto Trump in un’intervista telefonica al New York Post rispondendo alla domanda se pensasse che i colloqui avrebbero avuto successo. 

“Stiamo attuando un reset. Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni, le migliori armi mai costruite – persino migliori di quelle che abbiamo usato in precedenza e con cui li abbiamo fatti a pezzi”, ha aggiunto Trump, che ha quindi lanciato un nuovo monito a Teheran: “Se non raggiungeremo un accordo, le useremo, e le useremo in modo molto efficace”.

Ore 17.00

“Due delle misure concordate tra le parti devono ancora essere attuate: il cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset iraniani bloccati prima dell’avvio dei negoziati. Secondo quanto previsto, entrambe le condizioni dovranno essere rispettate prima dell’inizio dei negoziati”. Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, riferendosi ai colloqui con gli Stati Uniti attesi in Pakistan.

Ore 11.00

Lo Stretto di Hormuz e l’uranio, il Libano e i risarcimenti. Le posizioni di Usa e Iran sono distanti su molti punti alla vigilia dei colloqui in programma da domani a Islamabad, in Pakistan, per arrivare ad un accordo di pace. Donald Trump oscilla tra fiducia e pessimismo. Prima si dice “molto ottimista” alla vigilia degli incontri, organizzati dopo l’approvazione della tregua di due settimane che ha interrotto la guerra grazie alla mediazione del premier pakistano Shehbaz Sharif. Gli Usa saranno rappresentati dal vicepresidente Jd Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, emissario e genero del presidente.

Nemmeno Trump, però, può fare a meno di considerare l’ipotesi di una fumata nera. Le difficoltà abbondano, il presidente dedica particolare attenzione nelle ultime ore allo Stretto di Hormuz, ancora ‘ostaggio’ di Teheran: “Non erano questi gli accordi”, afferma. L’Iran “sta facendo un pessimo lavoro, alcuni direbbero persino imbarazzante, nel bloccare il passaggio del petrolio”.

Gli equilibri sono precari, non a caso gli Usa non hanno smantellato la macchina bellica allestita nel Golfo Persico: gli Usa sono pronti a riprendere il conflitto. E se non arriverà un’intesa complessiva, secondo Trump, “sarà molto doloroso. Colpiremo più duramente di quanto chiunque abbia mai visto”.

Trump fra Iran e… Israele. Idf: “Siamo in guerra contro Hezbollah, nessun cessate il fuoco in Libano”

Le Forse di Difesa di Israele – Idf – “sono in stato di guerra” contro Hezbollah in Libano, “non in cessate il fuoco”. Lo ha affermato il Capo di Stato maggiore dell’Esercito israeliano, il generale Eyal Zamir, durante una visita ieri alla periferia di Bint Jbeil, dove sono in corso i combattimenti con i militanti del “Partito di Dio” e precisando: “Continuiamo a combattere qui in questo settore, questa è la nostra zona di combattimento primaria”.

“In Iran – ha poi aggiunto in un video diffuso questa mattina – siamo in cessate il fuoco, e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento, e in modo molto potente”.

di Mario Catania

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