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L’America ha regalato ai talebani un super esercito

Fino a quando non avranno finito di evacuare, gli Stati Uniti sono ostaggio dei talebani.

Gerusalemme – Grazie agli Stati Uniti, i talebani in Afghanistan hanno adesso a disposizione uno degli eserciti più avanzati al mondo. L’amministrazione Biden ha infatti lasciato al movimento islamista un arsenale militare del valore di oltre 20 miliardi di dollari e un’aeronautica militare con apparecchiature all’avanguardia.

I talebani hanno ora undici basi militari e un esercito altamente addestrato, dotato di armi e gadget di ultima generazione.

L’Afghan Air Force (AAF) gestisce inoltre tre tipi di elicotteri che includono: quarantacinque UH-60 Blackhawk (elicottero medio, bi-turbina a singolo motore, multiruolo o da assalto), cinquanta MD-530 (elicottero leggero multiruolo) e cinquantasei elicotteri Mi-17 (elicottero da trasporto multiruolo di fabbricazione russa, progettato per compiere missioni di trasporto, collegamento e operazioni di scorta armata). L’AAF ha anche a disposizione ventitré A-29 Super Tucano (velivolo impiegato per missioni d’attacco leggero, di sorveglianza e antiguerriglia), aerei da trasporto tattico militare C-130 Hercules, aerei charter C-208 e caccia leggeri AC-208.

Inoltre, nei tre mesi da aprile a giugno 2021, gli Stati Uniti hanno consegnato alle forze di difesa e sicurezza nazionale afghane: sei Lockheed Hudson (aerei da pattugliamento marittimo e bombardiere leggero), centosettantaquattro M998 High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle (conosciuti come Humvees; veicoli militari da ricognizione dell’esercito americano), circa 10mila razzi con un diametro di 70 mm, 61mila munizioni da 40 mm, 9 milioni di munizioni calibro .50 e più di venti milioni di proiettili per fucili.

Nei giorni scorsi, il leader anti-talebano, Ahmad Massoud, figlio del leggendario comandante della resistenza anti-sovietica Ahmad Shah Massoud, ha detto di essere pronto al dialogo con i talebani ma – se necessario – anche a imbracciare le armi. Su Twitter circolano video di giovani ventenni afghani con divise color sabbia e il cappello tradizionale che di prima mattina vengono addestrati per combattere i talebani nella provincia del Panjshir, luogo natale di Ahmad Shah Massoud (assassinato due giorni prima degli attentati dell’11 Settembre) e unica regione rimasta indipendente quando i talebani erano stati al potere dal 1996 al 2001.

La resistenza anti-talebana però ha a disposizione soltanto un numero limitato di fucili.

«Siamo in possesso delle armi trasportate dagli afghani che, nelle ultime 72 ore, hanno risposto al mio appello di unirsi alla resistenza nel Panjshir. Si sono uniti alla resistenza i soldati dell’esercito regolare afghano, che disgustati dalla resa dei loro comandanti ai talebani, si stanno dirigendo verso le colline con le loro attrezzature. Anche gli ex membri delle forze speciali afghane si sono uniti alla nostra lotta» ha detto Ahmad Massoud. I talebani però posseggono adesso un importante arsenale militare che utilizzeranno per eliminare l’opposizione interna e preparare le nuove leve di islamisti alla lotta armata.

Secondo il canale saudita Al-Arabiya, gli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di distruggere con attacchi aerei l’arsenale militare lasciato nelle mani dei talebani.

Non si sa però quando ciò potrà accadere, perché per adesso gli Stati Uniti sono ‘ostaggio’ dei talebani per potere evacuare pacificamente i propri cittadini e gli afghani che hanno cooperato negli ultimi venti anni con l’esercito e le varie organizzazioni americane.

 

Di Anna Mahjar-Barducci

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