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La presidenza messianica

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Il trionfo dell’ideologia trumpiana: una visione dell’America, del mondo e in definitiva dello stesso Donald Trump

Trump insediamento Casa Bianca

La presidenza messianica

Il trionfo dell’ideologia trumpiana: una visione dell’America, del mondo e in definitiva dello stesso Donald Trump

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La presidenza messianica

Il trionfo dell’ideologia trumpiana: una visione dell’America, del mondo e in definitiva dello stesso Donald Trump

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Un Presidente messianico, che non si fa alcuno scrupolo di dichiarare di essere stato salvato da Dio (riferimento al terribile attentato subito in campagna elettorale) con l’obiettivo, il compito di salvare l’America.

La sua missione, la missione di una vita illustrata spianando punto per punto l’agenda Maga davanti ai suoi sostenitori in patria e in tutto il globo.

Trump in purezza, nel discorso successivo al giuramento nella rotonda del Campidoglio e se possibile ancor più, quando poco dopo si è rivolto direttamente ai suoi sostenitori.
Il trionfo dell’ideologia trumpiana, che è sopra ogni altra cosa una visione dell’America, del mondo e in definitiva di se stesso.

Il se stesso risorto dalle ceneri politiche, scampato all’attentato grazie all’intervento dell’altissimo con il solo obiettivo di riportare l’America lì dove il destino la vuole sempre e comunque.

Una visione da sogno americano trionfante, in cui la dimensione dell’individuo finisce per perdere peso e consistenza: è sul serio “America first“, il Paese della forza, della potenza e del destino a imporsi su tutti e tutto.
Visione messianica di sé e della nazione e pazienza che per conseguire questo obiettivo è necessario piegare la realtà (l’America è in grande salute economica, tutti gli indicatori volgono al bello, ma nella descrizione del Presidente è un Paese sull’orlo del fallimento economico e politico colpa dei democratici e dei woke) e minacciare a destra e a manca vicini e confinanti, se non dovessero fare esattamente quello che vorrà lui. Dal grande bau bau degli immigrati al canale di Panama.

Trump è convinto di poter stravincere le sue scommesse, ma l’azzardo complessivo resta enorme: far meglio in economia non sarà per nulla facile, per quanto la narrazione potrà aiutare almeno all’inizio.
Cambiare il nome a montagne e golfi può apparire tragicomico, ma tutto sommato è facile. Riprendersi il canale di Panama un’altra storia: come? Invadendo, comprando, minacciando?

Far finire tutte le guerre è un progetto semplicemente meraviglioso, ma ancora una volta non si dice in che modo. In Ucraina sarà pace giusta o la pace di Putin?
In Medioriente, Netanyahu è convinto di avere finalmente un amico alla Casa Bianca, ma sarà veramente così? I milioni di deportati (parole sue) come verranno deportati e con quali conseguenze?

“L’età dell’oro dell’America” è il titolo fornito ieri al mondo da Donald Trump, mentre Musk esulta per Marte e stende il braccio in saluti imbarazzanti alla folla. Poi ci sarebbe la realtà. Da oggi.

Di Fulvio Giuliani

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