La Silicon Valley reagisce a Trump. Il caso Anthropic
La battaglia legale fra uno dei grandi protagonisti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, Anthropic, e la Casa Bianca
La Silicon Valley reagisce a Trump. Il caso Anthropic
La battaglia legale fra uno dei grandi protagonisti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, Anthropic, e la Casa Bianca
La Silicon Valley reagisce a Trump. Il caso Anthropic
La battaglia legale fra uno dei grandi protagonisti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, Anthropic, e la Casa Bianca
La battaglia legale fra uno dei grandi protagonisti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, Anthropic, e la Casa Bianca nasconde qualcosa di molto più rilevante dello scontro di potere e anche economico. Per quanto gigantesco.
Pone questioni squisitamente etiche, delle quali si sarebbe dovuta far carico la politica. Invece, a porre il tema dei limiti dell’autonomia dell’intelligenza artificiale sono stati proprio i fondatori e capi di Anthropic, una delle società più avanzate nello sviluppo di modelli di AI.
Si chiamano Dario e Daniela Amodei, sono fratello e sorella, hanno 43 e 39 anni e sono di chiarissime origini italiane. Cresciuti alla scuola di OpenAi (ChatGpt) ne uscirono per creare un gioiello oggi valutato 380 miliardi di dollari.
Fino allo scorso 6 marzo, Anthropic era fornitrice del Pentagono, vale a dire del ministero della Difesa statunitense (pardon, della Guerra, Trump Dixit). Da quel giorno, il Pentagono ha dato ordine di disinstallare tutti i modelli Anthropic in uso nelle forze armate statunitensi. Cosa era successo?
Sul finire di febbraio si era tenuto un fallimentare incontro fra lo stesso Dario Amodei e il capo del Pentagono Pete Hegseth, in cui quest’ultimo aveva chiesto con toni perentori ad Anthropic di togliere tutte le limitazioni e soprattutto il controllo umano al suo modello Claude.
Le conseguenze sarebbero state dirette nella scelta degli obiettivi militari nel corso della guerra all’Iran, ma anche in patria nella sorveglianza di massa dei cittadini. Amodei – da sempre teorico dei rischi connessi a un uso disordinato e incontrollato dell’AI e padre teorico e pratico di un modello di intelligenza artificiale responsabile – si è alzato, se n’è andato e ha fatto sapere insieme alla sorella che non avrebbe mai sottratto al controllo umano i propri modelli. Men che meno ad uso militare.
Il Pentagono ha reagito mettendo al bando la società, escludendola da commesse per 200 milioni di dollari e bollandola il 27 febbraio come un “rischio per le catene di approvvigionamento”, trattamento di solito riservato a realtà di Paesi nemici. Un giorno prima dell’attacco a Teheran, tu guarda i casi della vita.
Con Anthropic si è schierata Microsoft, mentre OpenAi aveva inizialmente cercato di sfruttare l’occasione subentrando nei contratti rimasti vacanti. La società di Sam Altman è stata poi costretta a una precipitosa marcia indietro, davanti a una mezza rivolta interna.
Gli Amodei non ci pensano proprio a mollare e hanno fatto causa al Pentagono, ma il merito che andrebbe ascritto a questi cervelloni della Silicon Valley non è limitato alla difesa della propria società. Quel mondo che sembrava pronto a baciare sempre e comunque la pantofola trumpiana si è ribellato.
Sul tema delle ricadute etiche dell’AI, molto prima e con ben altri effetti della politica.
Di Fulvio Giuliani
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