Nessy Guerra condannata per “adulterio” in Egitto – IL VIDEO
Nessy Guerra, l’italiana condannata per “adulterio” in Egitto: “Questa notizia noi non ce l’aspettavamo e sono sconvolta. Ho paura di perdere la mia bambina”
Nessy Guerra condannata per “adulterio” in Egitto – IL VIDEO
Nessy Guerra, l’italiana condannata per “adulterio” in Egitto: “Questa notizia noi non ce l’aspettavamo e sono sconvolta. Ho paura di perdere la mia bambina”
Nessy Guerra condannata per “adulterio” in Egitto – IL VIDEO
Nessy Guerra, l’italiana condannata per “adulterio” in Egitto: “Questa notizia noi non ce l’aspettavamo e sono sconvolta. Ho paura di perdere la mia bambina”
Il Cairo, Egitto. Condannata per “adulterio”, un reato che in Italia non esiste più da quasi sessant’anni. I giudici egiziani hanno condannato l’italiana Nessy Guerra in appello a sei mesi di carcere, la donna rischia anche di perdere l’affidamento della figlia di tre anni. La sentenza conferma la condanna di primo grado pronunciata lo scorso 19 febbraio. La notizia è stata comunicata alla sua legale italiana, l’avv. Agata Armanetti che ha poi commentato: “È un atto di totale disumanità, contro i diritti umani. È una cosa disgustosa. Purtroppo il rischio che vada in galera c’è. Non ci resta che il ricorso in Cassazione, ma è necessario un intervento del governo per riportarla a casa: non si può permettere che la madre di una bambina di tre anni vada in carcere per un’accusa come l’adulterio, che non dovrebbe essere reato in nessuna parte del mondo.”
Sono ormai tre anni, infatti, che Nessy vive da prigioniera in Egitto. La triste vicenda della donna comincia a Sanremo, dove ha conosciuto l’ex marito Tamer Hamouda. Dopo qualche anno di convivenza a Genova, la 26enne aveva seguito il marito in Egitto con il sogno di costruire una famiglia, ma per anni ha subito abusi e violenze che l’hanno portata a chiedere la separazione per tornare in Italia. Da quel momento è iniziato il calvario. Hamouda non ha accettato la fine del matrimonio e ha deciso di vendicarsi della donna trasformando la separazione in uno strumento di ricatto.
Tamer ha iniziato a costruire un fascicolo con testimonianze false, convincendo e pagando amici, per mettere Nessy Guerra alla graticola. L’ex marito ha consegnato alle autorità egiziane foto in costume e video intimi che ritraggono la donna, sostenendo di averli trovati su siti a pagamento – in realtà, secondo l’avvocato, l’uomo nei filmati sarebbe proprio lo stesso Tamer Hamouda. L’uomo è così riuscito a ottenere dal tribunale egiziano un blocco dell’espatrio della figlia fino al compimento del 21° anno d’età. Nessy potrebbe tornare in Italia, ma non è disposta ad abbandonare la figlia. Per questo ha deciso di rimanere nel Paese, dove conduce una vita da latitante: è costretta a nascondersi, vive in una località segreta insieme ai genitori e alla bambina, che dopo la condanna della madre rischia di essere affidata ad Hamouda.
Il sistema giuridico egiziano in materia di famiglia è fortemente ispirato alla sharia islamica e punisce l’adulterio con sanzioni più aspre per le donne. A nulla sono servite le ritrattazioni dei testimoni che Hamouda aveva pagato: la macchina giudiziaria egiziana continua a fare affidamento sulle dichiarazioni dell’ex coniuge. “Stiamo parlando di un uomo che in aula, durante l’udienza, ha dichiarato di essere Gesù Cristo e di essere sulla Terra per punirci”. Lo ha ricordato l’avvocata Armanetti.
Il ministero degli Esteri italiano segue il caso da mesi, eppure Nessy Guerra è ancora lì. Alla luce delle ripetute minacce provenienti dall’ex coniuge, la Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia al Cairo e la rete consolare a Cairo e Hurghada, ha assicurato assistenza legale e protezione nei confronti di Nessy e della figlia, oltre a varie forme di sostegno economico, amministrativo e personale.
Lo stesso ministro Antonio Tajani ne ha discusso direttamente con il collega egiziano Badr Abdelatty, ribadendo la necessità di garantire il pieno rispetto dei diritti della cittadina italiana e della minore. Ma per l’avvocata Armanetti non è sufficiente: console e consolato “sono legati a regole amministrative e non possono mettere la signora e la figlia su un volo di Stato: può farlo un ministro o il presidente del Consiglio”. Da qui l’appello esplicito: intervenire come si è fatto per Cecilia Sala o Chico Forti, e riportare a casa mamma e figlia.
“Questa notizia noi non ce l’aspettavamo e sono sconvolta. Ho paura di perdere la mia bambina. Ho paura di finire in prigione in Egitto. Non so più come fare a chiedere aiuto. Abbiamo fatto centinaia di appelli, ma nessuno ci ascolta. L’unica cosa che ho cercato di fare è scappare da quell’uomo con la mia bambina e proteggerla. Spero davvero che chi di competenza, il governo italiano, le istituzioni si mettono una mano sulla coscienza e ci aiutino, perché non riusciamo più ad andare avanti in questa situazione.”
di Angelo Annese
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