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Senza dignità

A nulla sono valsi i tentativi della Turchia di mediare sull’esportazione di grano dall’Ucraina. La verità è che per Putin questa sporca guerra deve andare avanti.

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Questi oltre 100 giorni di follia russa in Ucraina ci hanno costretto a commentare l’impensabile e l’indicibile già più volte.
Nel caso delle farneticanti e volgari parole di Dmitri Medvedev, un eterno e irrisolto N.2, sono giorni che attendiamo invano un segno di ripresa di sé e di coscienza da parte di un regime che non perde occasione per smarrire ogni traccia di dignità.

Siamo onesti: non ci speriamo quasi più che qualcuno nella cricca dello zar abbia la forza, la capacità e – perché no – l’umanità di tornare sui propri passi. Di riprendere le fila del dialogo e della razionalità.

Niente da fare, tutto ciò che arriva da Mosca sono finte aperture e mosse tattiche per guadagnar tempo. Come nel caso del vero e proprio ricatto sul grano, che ha portato ieri la Turchia a dover arrendersi e ammettere che un’intesa per consentire l’esportazione delle materie prime alimentari ucraine non è al momento ipotizzabile. La Russia, dopo giorni di (finte) trattative, ha posto l’irricevibile condizione del ritiro delle sanzioni, ben sapendo in questo modo di bloccare tutto.

La sporca guerra deve andare avanti, questa è la sconfortante verità che arriva da quei lidi.

Le parole, le offese sono parte di un quadro coerente, in cui i burattini di Putin fanno ciò che devono. In politica estera, nessuno si illude di dover trattare e avere a che fare solo con santi e donne e uomini di coscienza, ma questa è un’altra storia. È la consapevolezza di che razza di regime dovremo affrontare ancora per un tempo tutto da definire.

Prima si sgombra il campo dagli equivoci e dalle false speranze indotti da gente interessata o semplicemente sprovveduta e meglio sarà per tutti noi. Quegli occidentali così odiati e detestati dal signor Medvedev.

Di Fulvio Giuliani

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