Trump annuncia, l’Iran smentisce. La pantomima del Golfo
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato ieri sera che l’accordo con l’Iran è “ampiamente negoziato”. Ma l’Iran smentisce
Trump annuncia, l’Iran smentisce. La pantomima del Golfo
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato ieri sera che l’accordo con l’Iran è “ampiamente negoziato”. Ma l’Iran smentisce
Trump annuncia, l’Iran smentisce. La pantomima del Golfo
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato ieri sera che l’accordo con l’Iran è “ampiamente negoziato”. Ma l’Iran smentisce
Il Medio Oriente e il mondo intero vivono ore col fiato sospeso, appesi a un post su Truth Social. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato ieri sera che l’accordo con l’Iran è “ampiamente negoziato”. Lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprire, la morsa del blocco navale allentarsi. Eppure, a Teheran fonti del governo ancora una volta hanno frenato e smentito nel giro di poche ore: “Dichiarazioni distanti dalla realtà, Hormuz resta sotto nostro controllo”. È il classico psicodramma della diplomazia trumpiana, un’altalena fra la minaccia del collasso totale e l’accordo con il nemico che sarebbe stato schiantato. Fosse vero, non si capirebbe come Teheran possa ancora reagire e traccheggiare. Dopo le sei settimane di raid Usa-Israele e l’eliminazione dei vertici del regime, l’Iran è gravemente ferito, ma non domato. La teocrazia sa di non poter competere e ha risposto trasversalmente bloccando le rotte energetiche mondiali e ricordando al pianeta il peso del suo ricatto economico.
Ricatto che continua, nonostante le roboanti parole di Trump e mentre si naviga a vista in una tregua fragilissima. Il Presidente Usa ha giocato la carta del rinvio calcolato, pressato contemporaneamente dagli alleati del Golfo che temono la ripresa della guerra e dal premier israeliano Netanyahu che la vorrebbe più di ogni altra cosa. Due punti restano sospesi: la riapertura di Hormuz e la consegna dell’uranio arricchito, mentre i mediatori pakistani corrono contro il tempo per formalizzare un memorandum d’Intesa. Non è solo geopolitica: è un puro scontro di nervi, ma il countdown finale è iniziato, perché non si potrà restare sospesi ancora per molto. Trump rischierebbe di apparire – innanzitutto agli occhi dei suoi sostenitori – un bullo senza soluzioni.
di Fulvio Giuliani
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